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lunedì 16 dicembre 2013

PER SAPERNE DI PIU' SU QUELLO CHE MANGIAMO




Cari lettori,
sapete cosa mangiate? quando andate a fare la spesa al supermercato controllate le etichette? Ma soprattutto sapete leggere le etichette e quindi capire quello che realmente va sulle vostre tavole?
Se non sapete rispondere a queste domande o se volete informazioni in più Italia Nostra Roma potrebbe esservi di aiuto.
Intendiamo organizzare, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, un ciclo di incontri per darvi tutte le informazioni: lettura delle etichette, capire cosa è effettivamente "Made in Italy", comprendere bene il significato di filiera, fare attenzione al rapporto qualità/prezzo, quali sono gli organi di controllo su quello che mangiamo, capire quali sono le truffe agroalimentari vere e proprie.
Se pensate che la cosa possa interessarvi e soprattutto possa essere utile, come noi crediamo, mandate una mail a : roma@italianostra.org
Nei prossimi giorni vi daremo maggiori informazioni. Per il momento è necessario per noi capire se l'argomento vi interessa.
Quindi scrivete numerosi!!!!!!



giovedì 12 dicembre 2013

SABATO INAUGURAZIONE MOSTRA IL RESPIRO DEL MEDITERRANEO



Il respiro del Mediterraneo, trame e colori dell'accoglienza è questo il titolo della mostra che sarà inaugurata sabato 14 dicembre al Museo Pigorini di Roma. La mostra è la chiusura delle manifestazioni che Italia Nostra Roma ha organizzato per il 50esimo anniversario della morte del senatore Umberto Zanotti Bianco, primo presidente nazionale dell'Associazione.
Italia Nostra Roma rende omaggio a Desideria Pasolini dall'Onda, fondatrice di Italia Nostra, ed ancora oggi attivissima e ingegnosa memoria storica dell'Associazione.
La mostra vuole essere un'opportunità per riscoprire attraverso foto, manufatti tessili, video l'arte popolare e le sue contaminazioni tra le vie d'acqua e di terra, nelle millenarie tradizioni del bacino del Mediterraneo, riproposte in terra di 'ndrangheta, con i manufatti artistici realizzati nei Borghi solidali dell'aspromonte ionico.
La mostra resterà aperta fino al 30 gennaio 2014

martedì 10 dicembre 2013

SI AGLI STADI NO ALLA SPECULAZIONE

Cerchiamo di chiarirci le idee e, nello stesso tempo, respingiamo le facili  strumentalizzazioni:
Italia Nostra Roma dal settembre del 2009 aveva proposto, unica e sola,  la costruzione di nuovi stadi per Roma per allontanare il degrado che settimanalmente produce ogni partita nel complesso monumentale del Foro Italico.




Ormai lo Stadio Olimpico è nel cuore della città e per di più è inserito nel sistema monumentale del Foro Italico che, ricordiamo, è vincolato dal Ministero dei Beni Culturali.

Coni Servizi Spa lo ignora totalmente!!!!

Respingiamo, quindi, tutte le strumentalizzazioni che etichettano la Nostra Associazione con "quelli del no". Nulla di più falso! Anche se fa comodo a molti conservare la trita e la trita etichetta.
Però.......Anche allora ci era ben chiaro che gli stadi dovevano essere costruiti nei luoghi giusti e senza devastanti "effetti collaterali". Non si è verificato allora e non si sta verificando adesso.
Ricordiamo che Rosella Sensi, allora presidente della A.S. Roma, aveva tentato di fare il giochino delle tre carte: aveva intenzione di comprare da un costruttore un terreno agricolo in Agro Romano, avrebbe costruito lo stadio e insieme allo stadio un nuovo insediamento abitativo, un nuovo quartiere per ripagarsi delle spese. Naturalmente i conti dovevano tornare e le palazzine da costruire servivano a questo. Intorno allo stadio, o agli stadi futuri, vanno bene ristoranti, negozi di merchandising, cinema ma nell'emendamento alla Legge di stabilità in discussione alla Commissione Bilancio della Camera passerebbe una vera e propria speculazione d'area con permute, espropri e, anche se non esclusa esplicitamente, palazzine, come al solito. Il tentativo del Governo è anche di "commissariare" le Soprintendenze e quindi il Ministero nel caso in cui piantassero grane. Inaccettabile!!!
Italia Nostra Roma, quindi, ancora una volta, sperando di essere ascoltata, ribadisce
STADI SI, SPECULAZIONE MAI 




COMUNICATO STAMPA
15 settembre 2009

UNO STADIO SOLO: SENZA COMPROMETTERE AREE DI PREGIO E DI AGRO ROMANO E SENZA VARIANTI DEL NUOVO PIANO REGOLATORE

Per restituire il Complesso Monumentale del Foro Italico alla città nella completezza della sua funzione è necessario che lo stadio del calcio trovi un’altra, definitiva collocazione fuori dall’area vincolata. Questo sosteneva Italia Nostra con un comunicato stampa del 13 novembre 2007.
Ma già allora la richiesta poneva delle precise condizioni perché la nuova struttura non compromettesse il territorio.
Italia Nostra conferma quelle richieste:
1)    serve un solo stadio per le due società della Roma e della Lazio per scongiurare fenomeni speculativi di consumo di territorio
2)    l’area deve essere di proprietà pubblica
3)    la nuova localizzazione non deve compromettere aree di pregio storico, naturalistico o agricolo
4)    l’area da individuare deve già essere  servita da collegamenti ferroviari, metropolitana e da rete autostradale esistente.
Nulla di tutto ciò sembra emergere dai primi dati confusi e approssimativi sulla localizzazione prescelta di proprietà privata.

Al nuovo stadio servono certamente servizi come ristoranti, palestre ed altre strutture collegate allo sport ma non è accettabile che la sua costruzione sia collegata alla edificazione di nuove residenze di esclusivo interesse privato.
Un progetto così determinante per la città implica inevitabilmente un serio confronto pubblico che fino ad ora è mancato.
A maggior ragione se il progetto sarà in variante del nuovo Piano Regolatore, approvato nel febbraio del 2008.
Italia Nostra ribadisce al Sindaco Alemanno la richiesta di riconsiderare le scelte di un Piano Regolatore contestato da cittadini e associazioni e per il quale anche lui a suo tempo espresse voto contrario.


COMUNICATO STAMPA
25 settembre 2009

RESTITUIRE IL FORO ITALICO ALLA CITTA’ E DELOCALIZZARE QUINDI LO STADIO DEL CALCIO

Italia Nostra sostiene da tempo che le partite di calcio non possono più trovare ospitalità dentro il Foro Italico, che deve essere liberato da questa disastrosa servitù.
Per un nuovo stadio ben venga ogni proposta, ma alla fine che siano le pubbliche autorità preposte all’urbanistica e alla tutela, a garantire che il sito prescelto risponda a tutti i requisiti del bene pubblico:
-         non deve compromettere aree di pregio storico, naturalistico ed agricolo
-         vi devono essere collegamenti ferroviari, autostradali, con possibili agganci alla rete metro

Si comincia male però, poiché ancora non si pubblica, e sono mesi che se ne parla, la localizzazione esatta delle proposte in campo.
Il Sindaco ci assicuri la partecipazione della pubblica opinione a questa complessa scelta, che interessa l’intera città.


COMUNICATO STAMPA
2 ottobre 2009

TRE DOMANDE AL SINDACO E AL GOVERNATORE
a proposito dei nuovi stadi del calcio che esigono una risposta


Noi di Italia Nostra che siamo fortemente interessati alla costruzione del nuovo stadio, poiché operiamo nella prospettiva di riportare il Foro Italico e lo stadio Olimpico alle proprie originarie funzioni e forme, abbiamo da fare alcune domande al Sindaco e al Governatore.
1) Signor Sindaco, Signor Governatore voi avete già fatto una ricognizione di tutto il nuovo Piano Regolatore Generale, appena approvato, ed avete verificato che tra le nuove e le vecchie immense aree edificabili non ne esiste nessuna ove poter costruire uno stadio ed annessi?
2) E poi, se questi nuovi stadi portano con se tanti impianti sportivi aperti al pubblico e servizi di ogni genere, non dovrebbero primariamente essere concepiti per riqualificare le periferie nel rispetto del Piano Regolatore Generale?
3) Oppure riqualificare le periferie è uno slogan vuoto, da usare solo in campagna elettorale da entrambi gli schieramenti politici?
Dalle cronache sembra che sia Lei che il Governatore Marrazzo, a parità di responsabilità, siate invece già schierati e decisi per uno stadio da costruire in deroga al Piano Regolatore appena approvato, pronti a “far consumare nuovo agro romano”. (Ci stupisce proprio Lei Signor Sindaco che è stato riconosciuto come un buon Ministro dell’Agricoltura).
Da qualche anno ci sembra inutile eleggere sindaci e governatori se poi chi decide sulla città sono gli interessi privati.


4)    l’area da individuare deve già essere  servita da collegamenti ferroviari, metropolitana e da rete autostradale esistente.
Nulla di tutto ciò sembra emergere dai primi dati confusi e approssimativi sulla localizzazione prescelta di proprietà privata.

Al nuovo stadio servono certamente servizi come ristoranti, palestre ed altre strutture collegate allo sport ma non è accettabile che la sua costruzione sia collegata alla edificazione di nuove residenze di esclusivo interesse privato.
Un progetto così determinante per la città implica inevitabilmente un serio confronto pubblico che fino ad ora è mancato.
A maggior ragione se il progetto sarà in variante del nuovo Piano Regolatore, approvato nel febbraio del 2008.
Italia Nostra ribadisce al Sindaco Alemanno la richiesta di riconsiderare le scelte di un Piano Regolatore contestato da cittadini e associazioni e per il quale anche lui a suo tempo espresse voto contrario.

COMUNICATO STAMPA
9.12.2013

IL NUOVO STADIO A ROMA: UNA SPECULAZIONE DI STATO


Gli emendamenti alla Legge di Stabilità, proposti dal Governo in sede di Commissione Bilancio della Camera,  serviranno a far  costruire uno o più stadi a Roma dando il via ad una strada in discesa e ben oleata per la speculazione.
Per la prima volta, probabilmente nella storia della Repubblica, il Presidente del Consiglio dei Ministri “commissaria” le soprintendenze con il chiaro, ma inaccettabile, scopo di concedere profitti ai costruttori permettendo loro di edificare come e dove vogliono.
Via libera a tutto perché gli investitori siano soddisfatti e possano speculare con la benedizione del Governo. Mettere a tacere le soprintendenze e permettere “procedure d’urgenza” neanche fosse il terremoto del L’Aquila, servire i premi di cubatura su un piatto d’argento ai costruttori è l’obbiettivo del Governo.  Poiché, ormai è chiaro, sono i costruttori che dettano l’agenda dei politici. Il Governo sembra voler far di tutto perché il piano economico-finanziario dei privati sia in equilibrio per favorire la speculazione.
Intanto, a Tor Vergata, nella fallimentare Cittadella dello sport, prevista per i mondiali di Nuoto, cresce l’erba nelle strutture.
Ma che importa! I cittadini hanno già pagato in solido gli errori clamorosi della politica. Come sempre!


BASTA STRUMENTALIZZAZIONI GRATUITE

martedì 3 dicembre 2013

CONVEGNO PLASTICA E AMBIENTE LE NUOVE FRONTIERE DEL BIODEGRADABILE

Cari lettori, abbiamo ricevuto e vi segnaliamo questo convegno che ci sembra interessante. Tutti abbiamo interesse a conferire in discarica il minimo indispensabile e tutti dobbiamo partecipare a questo processo già fortemente in ritardo per non trovarci "nell'emergenza rifiuti".


 Martedì 10 dicembre ore 10,00

                     Sala della Mercede della Camera dei Deputati
                                  via della Mercede 55 – ROMA

  FareAmbienteMagazine in collaborazione con  FareAmbiente

                       Convegno

                         Plastica e Ambiente
    Le nuove frontiere del biodegradabile

(Plastica e Ambiente, le nuove frontiere per una gestione sostenibile del territorio e del mare - il monouso biodegradabile, le possibilità di rendere compostabile il monouso)

Programma
Saluti ore 10,15
Prof. Vincenzo Pepe - Presidente FareAmbiente Movimento Ecologista Europeo

Introduzione ore 10,30
Dario Tiengo - Direttore FareAmbiente Magazine

Interverranno ore 10,45
Alessandro Miani – Responsabile Nazionale Salute e Qualità della Vita Fare Ambiente

Marco Versari - Presidente Assobioplastiche

Eustachio Voza – Assessore all’Ambiente Comune di Paestum- Capaccio

Marco Flavio Cirillo – sottosegretario al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Simone Valiante – Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati – Responsabile Ambiente del PD

Modera
Elisabetta Guidobaldi – giornalista Ansa

Conclusioni ore 12.45
Dario Tiengo  - Direttore FareAmbiente Magazine


Si ricorda che per partecipare al convegno è OBBLIGATORIO accreditarsi inviando una mail con nome e cognome a fareambientenazionale@gmail.com entro e non oltre la mattina dell'8 dicembre. Si prega di far  presente se si è in possesso di fotocamere  o cineprese in quanto anche quest'ultime necessitano di accredito.


lunedì 2 dicembre 2013

QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DELLA METRO C




Siamo alla resa "dei conti" (facciamo riferimento alla Corte dei Conti) che ha messo le mani, a pieno titolo, sull'affaire Metro C.
Ora la Metro C sembra non poter proseguire oltre San Giovanni, la tratta T3 sembra, per ora, non vedere la luce.
 E' il momento giusto.
Fermatevi tutti!
Dopo 45 varianti di progetto con un costo approssimativo di più di 700 milioni di euro il Presidente della Regione Lazio,Nicola Zingaretti,  convitato di pietra in questa questione, abbia il coraggio e la decenza di avviare una nuova Valutazione di Impatto Ambientale per esaminare, finalmente, soluzioni alternative al percorso della Metro.
Italia Nostra Roma sollecita il Ministro Massimo Bray a prendere il toro per le corna opponendosi a che la tratta T3 arrivi a Colosseo e quindi venga fermata a San Giovanni
Se la talpa partisse da San Giovanni per arrivare a Colosseo travolgerebbe al suo passaggio i beni archeologici e monumentali dell'Area Archeologica Centrale di Roma.


GLI ALBERI DI ROMA A RISCHI SCHIANTO





Tutte le volte che a Roma si alzano venti di portata eccezionale il disastro tragico e luttuoso della caduta degli alberi riempe le cronache dei giornali.
Poi, finita la tempesta di vento o di qualsiasi altro evento naturale, tutto ritorna come prima.
Le alberate di Roma, tranne quelle nei nuovi insediamenti abitativi, sono vetuste, malate e, data la cronica mancanza di fondi dell'Assessorato all'Ambiente, non si può provvedere ad una manutenzione nè ordinaria nè straordinaria.
Tutto ciò non è più accettabile
L'Assessorato all'Ambiente fa quello che può, vale a dire molto poco rispetto alle reali necessità degli alberi cittadini. Il Bilancio dell'Assessorato all'Ambiente, infatti, è stato falcidiato anche quest'anno come in tutti gli anni precedenti, il che significa: mettere il Servizio Giardini nelle condizioni di non poter operare.
A Villa Borghese è stato necessario abbattere, nel maggio 2012, 115 Pinus Pinea a rischio di schianto, l'estate precedente era stata evitata una tragedia per puro caso di un pino che si era schiantato al suolo nel Parco. Una famiglia di turisti ha fatto appena in tempo a mettersi in salvo.
La tragedia di ieri, domenica 1 dicembre, lungo la Cristoforo Colombo, nella quale è deceduto un cittadino romano non deve mai più ripetersi.
Le alberate cittadine e quelle nelle ville storiche devono essere censite  e valutate per il loro reale stato di salute. E' necessario un intervento, fatte le debite valutazioni, di demolizione e contestuale sostituzione degli alberi a rischio di crollo.
Non è più procrastinabile, costi quello che costi, la valutazione dello stato di salute degli alberi di Roma per impedire il baratto una vita contro un albero a rischio.

DUE APPUNTAMENTI AL PARCO DELL'APPIA ANTICA PER l'8 ED IL 15 DICEMBRE

Italia Nostra - Sezione di Roma e Parco Regionale dell'Appia Antica
presentano

DOMENICA 8 DICEMBRE
ore 10
Dal sepolcro di Priscilla al Sepolcro di Annia Regilla
storie di donne    

     

Prenotazione obbligatoria al Parco delle Tombe Latine, Colombario di Pomponio Hylas e Sepolcro degli Scipioni.
Informazioni e prenotazioni 06 5135316 - puntoappia@parcoappiaantica.it


Italia Nostra - Sezione di Roma e Parco Regionale dell'Appia Antica
presentano

DOMENICA 15 DICEMBRE
ore 11,30
Colombario di Pomponio Hylas


     

Prenotazione obbligatoria al Parco delle Tombe Latine, Colombario di Pomponio Hylas e Sepolcro degli Scipioni.
Informazioni e prenotazioni 06 5135316 - puntoappia@parcoappiaantica.it

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mercoledì 27 novembre 2013

DOMENICA APPUNTAMENTO CON LA FESTA D'INVERNO A TOR MARANCIA



       
Italia Nostra - Sezione di Roma, Parco Regionale dell'Appia Antica e Il Carro dei Comici
presentano

DOMENICA 1 DICEMBRE
ore 10
Piazza Lante - Tor Marancia
festa d'inverno per grandi e bambini con marionette e clown
      
        

Prenotazione obbligatoria al Parco delle Tombe Latine, Colombario di Pomponio Hylas e Sepolcro degli Scipioni.
Informazioni e prenotazioni 06 5135316 - puntoappia@parcoappiaantica.it

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VENERDI AL SENATO IL PREMIO ZANOTTI BIANCO

Sarà la Sala Capitolare del Senato della Repubblica, presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, in Piazza della Minerva 38, ad ospitare l'edizione 2013 del Premio Nazionale Umberto Zanotti Bianco. Il premio, istituito nel 1964 e intitolato al fondatore e primo presidente di Italia Nostra, viene assegnato a coloro che, nel campo dell'azione diretta sul patrimonio storico artistico, naturale e paesaggistico, hanno ottenuto significativi risultati anche se operanti in particolari difficoltà economiche, organizzative e contesti sociali.

mercoledì 20 novembre 2013

APPUNTAMENTO DOMENICA 24 NOVEMBRE A VILLA DEI QUINTILI

 
--
     
Italia Nostra - Sezione di Roma e Parco Regionale dell'Appia Antica
presentano

DOMENICA 24 NOVEMBRE
ore 10,30
Villa dei Quintili
visita guidata allo splendido complesso imperiale per una lezione all'aperto sulle tecniche costruttive romane,
le scelte dei materiali e l'uso sapiente delle risorse naturali
     
                  

Prenotazione obbligatoria al Parco delle Tombe Latine, Colombario di Pomponio Hylas e Sepolcro degli Scipioni.
Informazioni e prenotazioni 06 5135316 - mailto:+puntoappia@parcoappiaantica.it

lunedì 11 novembre 2013

LA METRO C: UN GROVIGLIO DI VIPERE

Abbiamo appreso dalla stampa in un articolo pubblicato ieri 10.11.2013 su Il Fatto Quotidiano che le anomalie e le irregolarità dei lavori per la Metro C sono di fatto un inestricabile groviglio di vipere
(come da articolo che potrete leggere di seguito).


"Linea C, la metro nata troppo lenta
di Daniele Martini, "Il Fatto Quotidiano, 10 nov. 2013


La nuova metropolitana di Roma, la famosa linea C, nascerà vecchia. E soprattutto lenta: un treno ogni 7-8 minuti bene che vada, ogni 13-14 nell’ipotesi peggiore. Tempi d’attesa da tratta ottocentesca più che da moderna rete europea, doppi e tripli della cadenza di 4 minuti scritta nero su bianco nel contratto tra il Comune di Roma e il Consorzio di costruttori (Vianini-Caltagirone, Astaldi, Ansaldo e Cooperativa braccianti di Carpi). Tanta anacronistica lentezza è il risultato di una scelta a prima vista senza senso, effettuata invece con molta sapienza e oculatezza, quasi sicuramente su pressione dei costruttori. I quali di fatto sono riusciti a evitare che fosse allestita una croce di scambio dei treni prima della stazione di San Giovanni, cioè nella parte terminale della linea che da Pantano collega l’estrema periferia con il centro e che è in fase di ultimazione (promettono entrerà in esercizio a giugno 2015).
Contro ogni logica ingegneristica e trasportistica, la croce di scambio sarà sì costruita, ma dopo San Giovanni, all’inizio della famosa tratta T3 che da San Giovanni va al Colosseo fino a piazza Venezia, la tratta delle polemiche. Un pezzo di metropolitana che nell’ipotesi più rosea sarà pronto a metà del 2020. Chi per professione ha seguito passo passo per anni tutta la fase di preparazione e costruzione della metro C, dai primi vagiti con la giunta di Francesco Rutelli al via ai lavori nel 2006 con Walter Veltroni sindaco fino ad oggi, assicura al Fatto che lo spostamento da prima a dopo San Giovanni non risulta da alcun atto formale. Il progetto originario prevedeva tutt’altro e del resto chi conosce appena l’abc dei trasporti sa che una linea ferroviaria, di superficie o sotterranea non fa differenza, nasce male e parte zoppa senza adeguati punti di scambio che la rendano veloce e sicura. Quando fu imposto lo spostamento della croce di scambio da prima a dopo San Giovanni, la decisione di costruire la tratta T3 non era stata affatto presa.
Le due circostanze sono collegate a filo doppio. Quella specie di colpo di mano a suo modo geniale sul punto di scambio fu impostato in grande segretezza prima dell’estate del 2008 ed è rimasto sconosciuto per anni. In tutto questo tempo ha funzionato, però, come formidabile cavallo di Troia nelle stanze e negli uffici giusti, per forzare la mano al comune di Roma e al governo italiano a favore della decisione di realizzare e finanziare la tratta T3. Che infatti alla fine è stata approvata con un costo previsto di 753 milioni di euro arrotondato questa primavera dal nuovo ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, con altri 370 milioni. Per un totale di 1 miliardo e 123 milioni. Cifra che poi crescerà nel caso assai probabile intervengano rallentamenti e intoppi dovuti alla particolarità archeologica della zona, con il Colosseo e il Foro romano da attraversare.
Tutto ciò sarà pagato dai viaggiatori della futura metropolitana a cui viene imposto ad arte un disagio a prima vista inspiegabile per una linea nuova di zecca. Per capire perché ciò avverrà, è necessario entrare nei dettagli tecnici della faccenda. Nella versione originaria il progetto prevedeva la croce di scambio tra i due binari della metropolitana prima di San Giovanni in modo che soprattutto per motivi di sicurezza ma anche di scorrevolezza i treni non dovessero mai procedere nella direzione opposta a quella da cui erano arrivati. Nel mondo dei trasporti moderni questo è un assioma irrinunciabile . Nel caso in cui non sia rispettato e i treni siano costretti a tornare indietro in senso opposto a quello di provenienza, si parla in gergo di “marcia illegale” e si dice che la linea è “banalizzata”.
Senza il punto di scambio prima di San Giovanni, la metro C sarà costretta ad una continua “marcia illegale” per circa 3 chilometri, da San Giovanni verso Pantano, su una linea “banalizzata ” fino al primo punto di scambio disponibile che si trova in quello che i tecnici chiamano il pozzo Tbm Malatesta. Percorrere a ritroso quei 3 chilometri imporrà un aumento dei tempi di attesa tra un treno e l’altro fino a 7-8 minuti. Sempre che i responsabili della sicurezza della tratta non impediscano la marcia illegale in contemporanea sui due binari.
A quel punto i tempi di attesa raddoppierebbero fino a 13-14 minuti. Un disastro perché oltre un certo limite i viaggiatori scappano. A quel punto sarebbero guai seri per i conti già squassati del gestore della linea, cioè l’Atac, l’azienda romana dei trasporti. Questa assurdità durerà almeno fino a che non entrerà in esercizio la tratta T3 con annessa croce di scambio, quindi tra 7 anni come minimo. La clamorosa mancanza del punto di scambio non è ovviamente sfuggita alla commissione tecnica di collaudo della metro C, guidata dall’ex Ragioniere dello Stato, Andrea Monorchio. Nella riunione del 18 settembre la commissione ha scritto che “non esistono i presupposti per l'emissione di qualsiasi certificazione”.

Dan. Mart."

E' difficile orientarsi in questo mucchio velenoso ma ci sarà pure, in tutta Roma, un galantuomo che intenda fare chiarezza in questo costosissimo caos.
Italia Nostra Roma, senza paura di essere noiosa, ripetitiva e petulante, afferma e ribadisce che una nuova Valutazione di Impatto Ambientale è l'unica soluzione perchè prevede, nelle analisi comparate delle soluzioni alternative, anche l'ipotesi che la Metro C da San Giovanni incroci la Linea B al Circo Massimo scartando la devastazione dell'Area Archeologica Centrale a Colosseo.
Se il galantuomo c'è batta un colpo e non si sottragga, come successo fino ad ora, alle sue responsabilità.
Italia Nostra Roma ha inviato oggi un comunicato stampa (di seguito riportato) rilevando con dispiacere che nonostante le reiterate richieste di incontro il Sindaco di Roma fa orecchie da mercante e non concede alla "più antica" associazione a tutela dei Beni Archeologici e Architettonici di Roma un incontro.
La partecipazione e la condivisione dei progetti ( e che progetti!!!) per la città sono solo aria fritta.


COMUNICATO STAMPA
11.11.2013
METRO C: NATA VECCHIA NON DEVE MORIRE STRADA FACENDO

L’articolo pubblicato il 10 nov. 2013 su “Il Fatto Quotidiano” - “Linea C, la metro nata troppo lenta” non lascia più dubbi sulla forzatura messa in atto per proseguire, a tutti costi, la costruzione della Linea C fino al Colosseo o addirittura a Piazza Venezia, nonostante tutte le anomalie rilevate.
Malgrado le rassicurazioni del Sindaco Marino, dell’Assessore Improta, di Roma Metropolitane e dello stesso Contraente Generale (MetroC) e nonostante le chiare e schiette iniziative di Italia Nostra Roma, nella forma e negli intenti, messe in atto attraverso molteplici comunicati stampa, lettere al Sindaco e appelli al Ministro Bray, nessuno si è degnato di rispondere.
Ora si scopre che - grazie anche all’Atto Attuativo del 9.9.2013 sottoscritto da Roma Metropolitane e Metro C, condotto e concordato dall’Assessore Improta - non solo nulla è risolto in fatto di “tempi e costi certi” ma la devastazione va avanti sulla tratta da S.Giovanni al Colosseo e in più si sta per mettere in atto una consegna – tratta fino a San Giovanni - che, usando la massima discrezione e compostezza, è da definire “finta”.
Le enormi irregolarità e anomalie (evidenziate dall’articolo de Il Fatto Quotidiano) che alimentano la soluzione attuale di proseguire senza condizioni nella costruzione della tratta da S.Giovanni al Colosseo, appaiono sempre più evidenti, soffermandosi solo sulle recenti notizie di stampa, riguardanti il rischio geologico, gli imprevisti archeologici, l’impatto sull’ambiente, sui monumenti e sul turismo della tratta T3 che rimangono intatti e allarmanti.
Italia Nostra Roma ribadisce integralmente la conclusione della lettera inviata al Sindaco Marino il 24.10.2013,  ancora senza risposta, nella quale chiedeva:
“l’attivazione di una procedura V.I.A è, secondo Italia Nostra Roma, inevitabile e la mancata esplicitazione di essa potrebbe rappresentare una grave anomalia procedurale considerato il gran numero di varianti messe in atto negli anni.
La nuova V.I.A può fornire utili indicazioni circa il reale rischio (tempi e costi) intrinseco nella realizzazione di tali opere oltre ad eventuali scenari alternativi coerenti con l’effettiva domanda attuale di mobilità e con l’impegno finanziario che il Comune, la Regione e lo Stato intendono effettivamente destinare, attualmente, a questa opera.
Notiamo che è in corso una tattica politico-mediatica che tende a far confluire sulla Sua Amministrazione anni di errori ed omissioni pregresse. Il Sindaco di Roma Capitale deve, a parer nostro, prendersi il merito di fare chiarezza richiedendo una procedura di V.I.A presso la Regione Lazio con un atto politico di grande rilevanza.
Unico e solo obbiettivo di Italia Nostra Roma è la salvaguardia dell’Area Archeologica Centrale e dare comunque uno sbocco utile ai cittadini per il tracciato della Linea C della Metro.”

Italia Nostra Roma ha più volte sollecitato, senza alcuna risposta un incontro, con il Sindaco Ignazio Marino.
Italia Nostra Roma può aspettare, Roma no!!!


DOMANI CONVEGNO A PALAZZO GIUSTINIANI SU ZANOTTI BIANCO

"Identità culturale e riscatto sociale - dall'Animi alla Società Magna Grecia e Italia Nostra", è questo il tema del convegno che si terrà domani alla Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani dalle 11,30 alle 19.00.
Il convegno è organizzato da Italia Nostra, ANIMI e MIBAC, nell'ambito delle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di uno dei suoi padri fondatori e suo primo Presidente, Umberto Zanotti Bianco e gode dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del patrocinio del Senato della Repubblica.
I lavori saranno aperti dal Presidente del Senato, Pietro Grasso.
Tutti i soci sono invitati a partecipare.
Per il programma clicca Programma convegno

mercoledì 30 ottobre 2013

IL PARCO DEI FORI IMPERIALI VERO O FALSO?

Il vincolo del 2002 su assi viari e pertinenze da Piazza Venezia alle Mura Aureliane ignorato da tutti fino ad oggi, ora diventa l’ago della bilancia. Cui prodest?
Il vincolo 2002 apposto dall’allora Soprintendente Regionale Ruggero Martines, non è stato apposto per tutelare lo stradone voluto da Mussolini. Infatti, non avrebbe avuto senso se l’obbiettivo fosse stato quello vincolare tutte le pertinenze fino alle Mura Aureliane.
La Metro C e le sue uscite a Largo Corrado Ricci, orrende e invasive, furono, a nostro parere, il motivo di imposizione di quel vincolo.
Ignorato fino ad oggi e già disatteso nei fatti  - è stato già smantellato il Clivio Acilio nonostante il vincolo – (omissione di atti d’ufficio?) ora diventa il casus belli. Con il vincolo del 2002 cogente non si possono unificare il Foro Romano ed Foro Traiano: questo è il teorema che potrebbe essere valido con una sola indispensabile premessa: prima il progetto a breve-medio e lungo termine per l’unificazione dei due Fori, predisposto dal Ministero dei Beni Culturali,  poi tutto il resto.
Ben due commissioni per “demolire” il vincolo mentre i lavori della Metro C vanno avanti “nonostante” il vincolo.
Il Parco dei Fori Imperiali è uno ed uno solo, il grande Parco Archeologico da Piazza Venezia all'Appia antica . 
Le altre soluzioni in presenza della Metropolitana a Colosseo sono dannosi succedanei. 

lunedì 28 ottobre 2013

UN PARCO ARCHEOLOGICO CON SOPRA UNA CASSAFORMA DI CEMENTO ARMATO

Una "moquette" di verde come si mette nei giardinetti di quartiere verrà srotolata a Via dei Fori Imperiali a coprire tutto il cemento della fermata di Metro C.


Certo sarà l'Area Archeologica più frequentata del mondo: circa 5000 persone l'ora saranno rigurgitate dalle viscere della fermata di Colosseo ma non saranno visitatori e turisti interessati ai nostri strepitosi fori imperiali, ma passeggeri della tratta T3 della Metro C.
Aggiungete 5000 persone l'ora

Ma quale parco archeologico, ma quale sogno di Antonio Cederna!!!!!
Quei luoghi diventeranno un orrendo sversatoio di passeggeri in transito obbligato. Come tutto ciò sia compatibile con un parco archeologico è un Mistero della Fede. Come sia compatibile con la conservazione dei beni archeologici e monumentali dei Fori Imperiali è un altro Mistero della Fede.
Chi può fermi tutto e si riparta velocemente in un'altra direzione, ragionevolmente meno critica.
Il Sindaco di Roma deve sapere che, se i lavori dureranno i 10 anni previsti, non sarà lui a inaugurare la Metro C, neanche al secondo mandato. 
In quanto al Parco Archeologico poi...... ci vediamo a Filippi........

CARO MINISTRO BRAY TI SCRIVO

Caro Ministro Bray,
non ritiene opportuna una sua ferma, decisa presa di posizione nei confronti dello sconvolgimento dell'Area Archeologica Centrale per l’apertura dei cantieri della Linea C della Metropolitana di Roma?
Italia Nostra Roma ritiene, indispensabile e immediata una sua reazione all’intricata vicenda della Metro C nella tratta che va da San Giovanni al Colosseo a Piazza Venezia.
Vuole, per favore, come già detto sopra, prendere posizione e dire la Sua a tutela di un’area di importanza non solo nazionale ma mondiale che rischia “GROSSO”.

Tanto per gradire

Non serve l’ipotesi di pedonalizzazione suggerita dal neo Sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino, serve un vero e proprio progetto di riqualificazione di un’area di valore archeologico, storico, artistico incommensurabile che non può comprendere l’uscita della Metro C al Colosseo.



E’ ora di parlar chiaro, di venire fuori allo scoperto e di impedire , e Lei- nella sua qualità di Ministro  per i Beni Culturali – ha il potere di farlo per impedire lo sfacelo di un’area che il mondo ci invidia. 

VILLA DORIA PAMPHILJ:10 ANNI FA ITALIA NOSTRA ROMA AVEVA PROPOSTO LA FONDAZIONE



Italia Nostra Roma aveva previsto, nel Convegno del 2003 che celebrava i 40 anni della pubblica acquisizione di Villa Doria Pamphilj, l'ipotesi di una Fondazione con dei criteri ben precisi: Stato, Regione e Comune,avrebbero dovuto essere i principali attori e i fondi privati avrebbero dovuto rappresentale il completamento del "pacchetto" istituzionale e non il contrario. Una Fondazione di evidenza pubblica che non può prescindere, come atto preliminare, dal Piano di Assetto della Villa che manca, ma che, in realtà, sta chiuso in un cassetto.
In questo momento le Fondazioni private non godono di buona salute......
 A proposito di Villa Doria Pamphilj deve diventare il museo dei musei dove, con eventi culturali temporanei e permanenti, si deve valorizzare il patrimonio enorme delle preziosità laziali.
Villa Vecchia all'interno di Villa  Doria Pamphilj, museo già allestito e pieno zeppo di splendide sculture nel 1998 è stato chiuso nel 2000.
Villa Vecchia museo chiuso dal 2000 come si vede dalle finestre sbarrate

Invece di pensare a nuovi musei è assurdo tenere chiuso  un museo già pronto per l'uso da 13 anni. 
La Sovraintendenza Comunale vuol fare il suo dovere o pensa di tenere chiuso questo museo per altri 10 anni?

METRO C : PERCHE' PEDICA HA TANTO PAURA DELLA VIA?

Metro C, Pedica (Cdem): Italia Nostra vuole opera incompiuta come Sa-Rc

25 ottobre 2013 15:28 fonte ilVelino/AGV NEWS:

  "Italia Nostra sbaglia se pensa che la soluzione migliore per Roma sia fermare la Metro C a San Giovanni e avviare una nuova valutazione di impatto ambientale. Rallentare i lavori significa trasformare la piu' grande opera della Capitale in una incompiuta, cosi' come e' successo per la Salerno-Reggio Calabria". E' quanto afferma, in una nota, il coordinatore nazionale di Cantiere Democratico Stefano Pedica. "Non si puo' sempre e solo dire 'no' - sottolinea Pedica -. Occorre far bene e presto per rilanciare un'economia ferma da anni per colpa dell'immobilismo politico e di chi come Italia Nostra sa solo porre dei veti, bloccando lo sviluppo della città. Roma ha bisogno di lavoro e di infrastrutture e non di chi dice solo no a tutto".

Replica di Italia Nostra Roma



Roma, 28 ottobre 2013

Stefano Pedica
Coordinatore Nazionale CDEM
Roma


CHI HA PAURA DELLA V.I.A.?


Italia Nostra Roma, seguendo gli insegnamenti di Antonio Cederna, non entra mai nella polemica personale ma, questo caso, il Coordinatore del CDEM, Stefano Pedica, merita due righe.
Italia Nostra Roma può sbagliare questo è sicuro, ma Cantiere Democratico non sa leggere. Attenzione a sostenere la teoria dell’”avanti tutta” senza controlli e al limite della legalità.
La Metro C ha già superato abbondantemente (facendo le dovute proporzioni) la Salerno-Reggio Calabria in termini di costi-ritardi. Se la V.I.A. spaventa tanto CDEM vuol dire che il nodo da sciogliere è grosso, ma fare gli struzzi non paga.
Infine, Italia Nostra Roma dice spesso di “no” perché troppi politici dicono sempre di “si”, compreso il CDEM.
Stefano Pedica si informi di tutti i “si” di Italia Nostra Roma, primo fra tutti, il “si” al Parco Archeologico dell’Appia antica.


I Vice Presidenti
Mirella Belvisi
Vanna Mannucci

venerdì 25 ottobre 2013

RISERVA STATALE DEL LITORALE ROMANO

Il documento che vi linkiamo è l'unico che Italia Nostra Roma sottoscrive ed approva. Questo tanto per chiarire un equivoco che si è creato tempo fa in cui Italia Nostra Roma ha aderito ad un altro documento la cui firma e adesione è stata acquisita in una maniera opaca. 
Abbiamo chiesto, e non ancora ottenuto, che la nostra firma e la nostra adesione al documento "strappato" siano ufficialmente eliminate ma, anche se ciò non fosse, poco cambia perchè Italia Nostra Roma farà riferimento soltanto al documento in link, elaborato dal gruppo storico che da 30 anni si occupa e si preoccupa della Riserva Statale del Litorale Romano.
Via Severiana a Castel Porziano

Un consiglio: la trasparenza e la buona fede dovrebbero essere doti fondamentali delle Associazioni che operano sul territorio a titolo volontario.
  Chi è caduto nell'equivoco si chiami subito fuori!
http://www.italianostra.org/wp-content/uploads/LA-RISERVA-documento-programmatico-def.pdf

mercoledì 23 ottobre 2013

EOLICO: LA RABBIA DELLE ASSOCIAZIONE



I combattenti Oreste Rutigliano in alto, Carlo Ripa di Meana al centro e Carlo Alberto Pinelli in basso e tanti tanti altri


E' questo il grido lanciato da un gruppo di associazione ambientaliste a Potenza, in occasione del convegno "La silenziosa Basilicata di Zanotti Bianco tra domanda di energia e tutela del territorio", organizzato a Potenza da Italia Nostra nell'ambito delle celebrazioni per il 50esimo anniversario dalla morte di Zanotti Bianco. Le Associazioni Altura, Amici della Terra, Comitato Nazionale contro il fotovoltaico e Eolico nelle aree verdi, Comitato Nazionale per il Paesaggio, Italia Nostra e Lipu, denunciano con rabbia il piano di indirizzo energetico regionale. Le associazioni denunciano: è un documento  redatto e adottato con il deprecabile condizionamento delle lobby eoliche- la speculazione territoriale energetica- le misure di tutela del tutto insufficienti in quel territorio prezioso- la presenza di innumerevoli progetti già autorizzati di impianti singoli, le cui concessioni sono state date ignorando completamente l'importanza del territorio interessato -  il mantenimento inaccettabile di lucrosi incentivi finanziari, a livello governativo, per intensificare la colonizzazione eolica in Basilicata.
Il documento congiunto delle Associazioni auspica che "la Regione Basilicata imponga un intervento salva-Basilicata, interdica nuovi scempi con il blocco di ogni nuova autorizzazione, che il Governo metta fine agli incentivi finanziari che prevedono 12 miliardi l'anno per i prossimi 20 anni e del commissariamento del procedimento di adozione del Piano Paesistico della Regione Basilicata".
Altro che consumo zero del territorio! Il territorio si consuma a favore delle lobby affaristiche e a svantaggio di tutti i cittadini e dell' integrità del territorio lucano!!!

martedì 22 ottobre 2013

RETTIFICA ITALIA NOSTRA ROMA PARTECIPAZIONE E ADESIONE ALLA CONFERENZA STAMPA DI TERRRE

Italia Nostra Roma, ed io personalmente sono caduta in un grosso equivoco interpretando la sua richiesta di adesione al documento e partecipazione alla Conferenza Stampa del 16 c.m. come proveniente dal gruppo storico per la salvaguardia della riserva statale del litorale romano.
Personalmente, se fossi stata più attenta nel leggere il testo, avrei dovuto rilevare la discrepanza, per noi insuperabile, tra l’istituzione di un “Parco Regionale” e da quello sostenuto da Italia Nostra e dal gruppo storico che la riserva è e deve rimanere statale.
Ho dato l’adesione della mia Associazione commettendo un errore di superficialità nella lettura del documento che mi ha tratta in inganno facendomi pensare ad un’altra provenienza. Devo rilevare, inoltre, che nel comunicato stampa lei millantato la presenza di Italia Nostra Roma che non ha mai partecipato all’incontro.
La invito, quindi, a non utilizzare più la sigla della Nostra Associazione e a rettificare immediatamente quanto scritto nel comunicato.
La chiarezza e la trasparenza sono doti fondamentali di qualsiasi associazione ambientalista.
La prego di darmi immediatamente riscontro di quanto le chiedo.



Il Vice Presidente

Vanna Mannucci

lunedì 21 ottobre 2013

METRO C: DOPO ITALIA NOSTRA ROMA ANCHE I CONSIGLIERI COMUNALI CHIEDONO LA NUOVA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE PER LA TRATTA SAN GIOVANNI COLOSSEO


La denuncia alla Corte dei Conti del Collegio Sindacale di Roma Metropolitane, la brusca frenata del Ragioniere Generale del Comune di Roma, Maurizio Salvi,( avrà dei solidi e validi motivi per non pagare) che non intende pagare alle imprese i 230 milioni di euro per sanare il contenzioso del 2011 tra Metro C e Roma Metropolitane, la dichiarazione di Franco Cristini, Presidente del Consorzio Metro C "se non ci pagano entro la settimana prossima chiudiamo i cantieri. Ma stavolta per sempre" sono gli ultimi sviluppi della brutta vicenda della metropolitana a Roma. Un caos dal quale si può uscire in un modo solo: attivando una nuova VIA per il progetto della tratta da San Giovanni a Colosseo, nuova Via giustificata ampiamente dalle enormi varianti di progetto( ben 45) che ne hanno modificato sostanzialmente il tracciato e la progettazione. In una nota  del 17 ottobre scorso, rispondendo direttamente al comunicato stampa di Italia Nostra Roma (di seguito riportato), Roma Metropolitane insiste nel dire che non è necessaria una nuova VIA. Italia Nostra Roma ha chiesto negli anni, varie volte, una nuova Valutazione di Impatto Ambientale a questo punto è indispensabile. Sarebbe fuori legge che Regione e Ministero dei Beni Ambientali non si rendano conto dell'allarmante situazione e non procedano immediatamente ad una nuova, aggiornata, Valutazione di Impatto Ambientale.
La linea di Italia Nostra Roma incomincia a serpeggiare anche tra i consiglieri comunali che ieri, finalmente, si sono decisi, timidamente, a chiedere nuove valutazioni di impatto. 
SINDACO E GIUNTA DATEVI UNA MOSSA E CHIEDETE IMMEDIATAMENTE AGLI ORGANI COMPETENTI UNA NUOVA VIA!!!





Comunicato stampa
17 Ottobre 2013

METRO C
LA TRATTA T3 VA FERMATA
ITALIA NOSTRA ROMA CHIEDE AL MINISTERO DELL’AMBIENTE E ALLA REGIONE LAZIO UNA NUOVA
VALUTAZIONE D’IMPATTO AMBIENTALE

Il Collegio Sindacale di Roma Metropolitane ha inviato un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica su “ ulteriori profili di illegittimità della condotta in atto”contenuti nell’Atto Attuativo del 9 settembre 2013 che accolla tutti i “rischi d’impresa” a Roma Capitale.
La legge farà il suo corso.
Italia Nostra Roma ribadisce che l’opera, la più costosa d’Europa, deve comunque trovare una sua conclusione.
Non è possibile che la tratta T3 muoia a San Giovanni diventando così “l’incompiuta” più clamorosa d’Europa.
I danni certi del passato azzerati dall’Atto Attuativo firmato dal Presidente di Roma Metropolitane, Ing. Massimo Palombi e dal Presidente del  Consorzio Metro C , Ing. Franco Cristini,  il 9 settembre 2013, sembrano essere un grosso pacco dono per le ditte costruttrici che non sosterranno il “rischio d’impresa”. Vedremo.
Una cosa è certa, nessuna garanzia per la tratta T3 da San Giovanni al Colosseo né per le incognite dei costi né per eventuali probabili ritrovamenti archeologici.
Nel Marzo 2003 è stata chiesta la V.I.A. che ha avuto parere favorevole e le prescrizioni sono state ottemperate nel 2004.
Il 23 Settembre 2009 c’è stata la Conferenza dei servizi con forti varianti del progetto e prescrizioni della Soprintendenza Speciale Archeologica di Roma. Il tracciato da Amba Aradam al Celio è stato ampiamente  e sostanzialmente modificato per la sicurezza del quartiere e l’allontanamento da monumenti sensibili (S. Stefano Rotondo).
Sono passati ben 10 anni dalla prima V.I.A. e in questi 10 anni il progetto è sostanzialmente modificato.
Italia Nostra Roma ha preso atto delle varianti di progetto rilevate – ben 45  come si evince dall’ Atto Attuativo del 9 settembre 2013 – ha chiesto varie volte una nuova V.I.A., sempre negata.
La delibera del CIPE di Luglio 2012 No. 84/2012 rileva le varianti di progetto. Ora sarebbe illegittimo non procedere ad un nuova V.I.A. - atto indifferibile e obbligato -che prevede l’analisi comparata anche di soluzioni alternative al tracciato originario,( Circo Massimo o Piazzale Ostiense) compresa la non auspicabile “opzione zero” che comporterebbe una Metro C bloccata per sempre a San Giovanni.


Il Ministero dell’Ambiente e la Regione Lazio hanno il dovere di avviare un nuovo procedimento di V.I.A.

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