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lunedì 29 aprile 2019

DOPO 50 ANNI VIA L’ASFALTO DA VILLA BORGHESE MINISTERO DEI BENI CULTURALI E SOVRAINTENDENZA DEVONO PREDISPORRE UN MODERNO PROGETTO DI USO PROPRIO DELLA VILLA


COMUNICATO STAMPA
29.04.2019


C’è un solo modo per impedire la circolazione delle automobili a Villa Borghese: un grande progetto deve prevedere lo smantellamento dell’asfalto dalle strade per eliminare la circolazione delle automobili.


Negli anni ’60 una rete autostradale traversava la Villa dei romani. Quando la Villa storica fu chiusa al traffico automobilistico, però, le strade asfaltate rimasero rigorosamente al loro posto e sono tutt’ora utilizzate. Uno spettacolo indecoroso per una Villa storica.

Negli anni, oltre all’attraversamento selvaggio, alla sosta lungo i viali, etc, si sono aggiunti risciò, bighe elettriche, pattini, kart e naturalmente le tollerate biciclette. I viali asfaltati sopravvissuti all’impostazione anni ‘60/’70 sono, di fatto, impraticabili per i veri ed unici fruitori della villa, i cittadini a piedi che sono tollerati, con grande fastidio, dagli utilizzatori di questi “mezzi di trasporto”, che hanno in pratica monopolizzato la Villa e creato gravi incidenti.

L’unica manifestazione di grande impatto a Villa Borghese ma l’unica possibile in quanto storicamente consolidata è il Concorso Ippico Internazionale di Piazza di Siena. Per quanto in questi ultimissimi anni, drasticamente ridotto, ma non abbastanza, il Concorso Ippico porta ancora grave degrado per l’ingresso e il parcheggio di camion di servizio piazzati ovunque sui prati, contro gli alberi e le siepi.

Italia Nostra Roma chiede, quindi, al Ministero dei Beni Culturali e alla Sovraintendenza capitolina che questa situazione completamente fuori legge venga sanata con un progetto straordinario di intervento per lo smantellamento dei viali asfaltati retaggio di un periodo fortunatamente, ma solo teoricamente, superato.

L’asfalto a Villa Borghese non deve costituire un alibi e un incentivo alla circolazione delle automobili.  La sua rimozione, con un moderno progetto di adeguamento, deve essere una priorità per il Ministero dei Beni Culturali e la Sovrintendenza capitolina. Villa Borghese non è un circuito automobilistico.


martedì 26 marzo 2019

FINALMENTE I MERCANTI FUORI DAL TEMPIO


La Suprema Corte di Cassazione ha messo la parola fine alla supremazia delle bancarelle volgari, soprattutto, ci auguriamo, davanti ai monumenti di Roma.

Foto diarioromano.it

Il Campidoglio non ha più alibi per non intervenire immediatamente rimuovendo quell'orrenda mostra di paccottiglia che deturpa Castel Sant'Angelo, San Pietro, Fontana di Trevi, Piazza Navona, i luoghi più belli del mondo.
Dalla delibera Marino fino ad oggi tutto è rimasto fermo per l'opposizione, in ogni ordine e grado di giudizio, della famiglia Tredicine che a Roma ha fatto il buono e cattivo tempo. Ora non è più tempo di cincischiare: FUORI I MERCANTI DAL TEMPIO.
Foto ansa.it
Scala Santa a San Giovanni
Foto Riprendiamoci Roma

I Luoghi più "sacri" di Roma devono essere immediatamente liberati da quelle oscene bancarellacce piene di schifezze, indegne anche del turista più sprovveduto e meno colto che deve essere educato alla bellezza.
Ci aspettiamo, dopo decenni di indecorose bancarelle, camion bar, ambulanti, più o meno abusivi, che sia fatto ordine perchè la sentenza della Cassazione non da scampo a nessun alibi.
Il decoro di Roma incomincia proprio da qui.

mercoledì 20 marzo 2019


COMUNICATO STAMPA
 20 MARZO 2019

STADIO A TOR DI VALLE: LA PALLA PASSA ALLA POLITICA
SINDACO E GIUNTA ESCANO DAL SILENZIO
 E CHIARISCANO ALLA CITTA’LE LORO INTENZIONI POLITICHE


I presunti corrotti e corruttori risponderanno personalmente davanti alla giustizia, come ogni cittadino italiano.

Ora la decisione di proseguire il progetto dello Stadio a Tor di Valle è politica ed è una decisione fondamentale che il movimento 5 stelle deve prendere con grande onestà intellettuale.

Impossibile accettare che il progetto Stadio della Roma a Tor di Valle prosegua senza colpo ferire con due inchieste in atto: l’inchiesta “Rinascimento e “Congiunzione astrale” che, oggi, ha provocato un terremoto politico all’interno della maggioranza di Palazzo Senatorio.

Italia Nostra Roma non sollecita, per ora, un passo indietro da parte del Sindaco, ma chiede che si fermi a riflettere profondamente sul progetto di Tor di Valle, dopo aver letto tutti gli atti giudiziari da giugno ad oggi, e riconsideri l’opportunità di proseguire testardamente su una strada che sembra la salita del Golgota.

lunedì 4 marzo 2019

LA PISTA CICLABILE A VIA NOMENTANA E’ IL VERO KILLER DEI PLATANI











I platani di Via Nomentana sono destinati a morte sicura per i lavori della pista ciclabile sul tratto Porta Pia – Via Valdarno.
La documentazione fotografica di Italia Nostra Roma (in allegato) non lascia dubbi: i colletti dei platani sono completamente soffocati dall’asfalto. La responsabilità va cercata nella mancata sorveglianza dei lavori pubblici, dalla mancanza di direttive dal direttore dei lavori, la mancanza di strategia preventiva.
Se è vero che alcuni alberi di Roma sono anziani, malati e forse pericolanti è altrettanto vero che questa Amministrazione, in questo caso, sta facendo tutto il possibile per distruggere alberi in questo momento sani.
La responsabilità di questo intervento pubblico cialtrone non è di Marino, né di Alemanno, Veltroni o Rutelli fino a risalire a Romolo primo Re di Roma.
Questa volta la responsabilità dei lavori pubblici è tutta a carico dell’Amministrazione Capitolina.
Italia Nostra Roma chiede che i colletti dei platani, nella corsia laterale di Via Nomentana, vengano liberati, con estrema urgenza, dall’asfalto che li soffoca e che li destinerà a morte sicura, lasciando terra sufficiente per la permeabilità dell’acqua.
Italia Nostra Roma chiede un immediato ripristino delle condizioni necessarie per garantire la sopravvivenza dei platani di via Nomentana per prevenire un futuro, inevitabile abbattimento.
E’ inaccettabile demolire indiscriminatamente gli alberi di Roma e distruggerne il paesaggio quando si commettono errori clamorosi e imperdonabili.


Il nostro comunicato stampa ha provocato la reazione dell'Agenzia di Roma Servizi per la Mobilità che ha chiesto un incontro congiunto in questa settimana per verificare quanto da noi affermato. 
Vi terremo aggiornati


RICORDO DI CARLO RIPA DI MEANA AD UN ANNO DALLA SCOMPARSA GIOVEDI' 14 MARZO ORE 11.00 VIALE LIEGI 33

AI SOCI E AI SIMPATIZZANTI DI ITALIA NOSTRA ROMA
INVITO
GIOVEDI' 14 MARZO 2019 ORE 11.00 
ALLA SEDE NAZIONALE DI ITALIA NOSTRA IN VIALE LIEGI 33 - citofono 101.
ci incontreremo per ricordare  

CARLO RIPA DI MEANA

grande figura di Presidente di Italia Nostra nazionale e per un decennio Presidente della Sezione di Roma ad un anno dalla sua scomparsa.
Ricorderanno l'amico Carlo Ripa di Meana:

Oreste Rutigliano, già Presidente Nazionale, compagno di tante battaglie; Marco Di Fonzo, Presidente di Italia Nostra Roma,  Maria Rita Signorini, Presidente Nazionale di Italia Nostra, ed i suoi grandi amici Nicola Caracciolo, Jas Gawronski, Paolo Portoghesi , Fulco Pratesi e Vittorio Sgarbi.  

Hanno dato la loro adesione molte personalità della cultura e amici personali di Carlo.
Sarà l'occasione per ripercorrere un decennio di battaglie, di disinteressato impegno e di grande amore per il patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

Andrea Ripa di Meana Cardella sarà presente a testimonianza del legame indissolubile tra Italia Nostra Roma e la famiglia Ripa di Meana.

SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE. VI ASPETTIAMO

martedì 26 febbraio 2019

VILLA BORGHESE SEGUITA AD ESSERE UN PARGHEGGIO A CIELO APERTO

Italia Nostra Roma aveva chiesto, lo scorso anno, all'Assessore all'Ambiente, Pinuccia Montanari, e all'Assessore alla Mobilità, Linda Meleo, il ripristino delle telecamere di sorveglianza per controllare l'afflusso indiscriminato di macchine, pullman, carrettini e monopattini elettrici all'interno di Villa Borghese isola pedonale e ZTL.
Niente è successo!!! Avevano promesso che sarebbe stato fatto immediatamente.
I cittadini, che rigorosamente a piedi, nel rispetto delle leggi, entrano a Villa Borghese per andare al Bioparco trovano un traffico di automobili incredibile che entrano da Via Aldovrandi o Piazzale delle Belle Arti, raggiungono il Bioparco parcheggiano a destra e a sinistra delle carreggiate e nella piazza dinanzi all'ingresso del Bioparco.
Vi assicuriamo che quello che abbiamo visto  domenica scorsa era molto peggio
La mattina dei giorni feriali, invece, da Piazzale Firdusi a Via di Madama Letizia c'è un via vai continuo di genitori che accompagnano in automobile gli allievi del Liceo Chateaubriand alla "Grande Porte" di accesso a Villa Strohl-fern. Due passi a piedi non fanno male a nessuno! Neanche agli allievi dello Chateaubriand!
Villa Borghese è fuori da qualsiasi legge di tutela di una Villa storica che per di più è isola pedonale e ZTL.
La legalità a Villa Borghese va ripristinata.
Caso singolare è Villa Borghese, perchè, essendo attraversata da un reticolo di strade asfaltate, quando negli anni '60/'70 era permessa la circolazione delle automobili il gioco è facile. In più, al contrario di tutte le altre Ville storiche, non si può chiudere dal tramonto  all'alba e quindi tutti entrano ed escono quando gli pare senza controllo.
Il ripristino delle telecamere di sorveglianza probabilmente, anzi sicuramente, scoraggerebbe il comportamento non virtuoso e pigro dei cittadini perchè una bella multa è seccante da pagare.
Questa mattina abbiamo rinnovato all'Assessore Meleo e al Sindaco Raggi ( l'Assesoore  all'ambiente, Pinuccia Montanari si è dimessa)  la richiesta di mettere in funzione le telecamere di sorveglianza. Non ci sembra un grande sforzo nè un impegno economico insuperabile installare 10 telecamere di sorveglianza per evitare che Villa Borghese sia il caos di abusivismo che vediamo tutti i giorni.
Chi legge si dia da fare e appoggi, se crede, la nostra richiesta!

lunedì 25 febbraio 2019





COMUNICATO STAMPA
25.02.2019

PLAYGROUND COLLE OPPIO
IL MINISTRO DEI BENI CULTURALI BONISOLI 
DEVE BLOCCARE QUEL CANTIERE

L’impianto sportivo a Colle Oppio, dopo i ritrovamenti archeologici si suppone delle Terme di Tito, va fermato subito.
Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Alberto Bonisoli, esercitando le sue prerogative che rappresentano i diritti dei cittadini italiani, intervenga per bloccare il cantiere sul Colle Oppio e si adoperi con Roma Capitale per delocalizzare definitivamente i playground in altro luogo idoneo del I Municipio. E’ assurdo aver pensato di poter intervenire su di un’area di così grande valore archeologico e paesaggistico.
Italia Nostra Roma ha chiesto formalmente l’intervento del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale per verificare, alla luce dei ritrovamenti, la compatibilità del progetto con l’area archeologico di Colle Oppio.
Non fermare quel cantiere sarebbe un atto gravissimo contro il patrimonio archeologico di Roma in un’area di elevato valore paesaggistico.
Italia Nostra Roma e l’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli chiedono, quindi al Ministro Bonisoli l’immediata determinazione di sospendere i lavori e chiedono il ripristino di quell’area di pregio sicuramente interessata dal Complesso delle Terme di Tito. Per future ed auspicabili ricerche l’area deve essere lasciata libera per la migliore valorizzazione del complesso monumentale.
Italia Nostra Roma e l’Associazione Bianchi Bandinelli confidano in un atto forte, deciso e risolutivo del Ministro Bonisoli.



Il cantiere è ancora aperto, Coni servizi è in attesa del nullaosta da parte della Soprintendenza a questo punto scavalcando chi non fa ci rivolgiamo a chi speriamo che faccia.


giovedì 21 febbraio 2019


INTERVISTA 
ALLA VICE PRESIDENTE
VANNA MANNUCCI


Cari amici,
vi proponiamo questa interessante intervista alla Vice Presidente, Vanna Mannucci, pubblicata,questa mattina, dal sito internazionale Xinhaunet.com. Un'analisi sulle possibili soluzioni da adottare visti i continui atti vandalici da parte dei turisti.
Buona lettura:
clicca qui:  http://www.xinhuanet.com/english/2019-02/19/c_137832177.htm

mercoledì 14 giugno 2017

VINCOLO IPPODROMO TOR DI VALLE: DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE NAZIONALE, ORESTE RUTIGLIANO

Riportiamo le dichiarazioni rilasciate nella giornata di ieri ed oggi dal Presidente Nazionale di Italia Nostra, Oreste Rutigliano

13 giugno 2017 -  "Siamo costernati di fronte a un Ministero dei Beni Culturali che condanna alla demolizione l'Ippodromo di Tor di Valle. Per annientare un'architettura di pregio unica al mondo ci sono voluti ben 5 Soprintendenti, riuniti per sacrificare una sacrosanta proposta di vincolo passata al voglio dei più alti organi consultivi del MiBact.
Ma debelleremo in Tribunale i cavilli burocratici presi a pretesto per non assumere una decisione a favore della tutela il tutto sullo sfondo del più grosso intreccio di politica e affari che si sia mai visto nell’urbanistica romana e che niente ha a che fare con gli interessi del patrimonio culturale nazionale. Esisteva un tempo un Ministero per i Beni Culturali proprio per affermare in queste situazioni cos’è l’interesse nazionale alla conservazione del patrimonio". 
Oggi, 14 giugno 2017, "prendiamo atto che solo il Soprintendente di Roma Prosperetti ha dichiarato la impraticabilità del vincolo ponendo al centro delle sue alte riflessioni aggrovigliate interpretazioni di diritto amministrativo e cause milionarie da parte dei proponenti. Pensavamo che un Soprintendente dovesse battersi fino all'ultimo respiro per salvare un bene del nostro patrimonio dalla distruzione e che lasciasse ad altri materia di giustizia e di governo".  


VISITA GUIDATA STRAORDINARIA ALLA GNAM DOMANI E SABATO 17

Gentilissimi,
vi invitiamo a partecipare alla visita guidata straordinaria alla GNAM ,iniziativa promossa dalla Sezione I.N. di Ciampino,in programma per giovedì 15 e sabato 17 Giugno alle ore 9,45. Possono partecipare tutti i soci di I.N.,i loro amici ed i simpatizzanti. La visita ,guidata dalla storica dell’arte Flaminia Valentini, prevede un costo di 7euro comprensivo del biglietto d’ingresso. Ulteriori informazioni al link in calce.  
E’ un’iniziativa da non perdere ! ! !

martedì 13 giugno 2017

lunedì 12 giugno 2017

TOR DI VALLE: VINCOLO DIMEZZATO O CANCELLATO MIBACT AL BIVIO: FEDELTA’ ALLA PROPRIA MISSIONE O PIEGARSI AD ALTRI INTERESSI

COMUNICATO STAMPA
12.06.2017
TOR DI VALLE: VINCOLO DIMEZZATO O CANCELLATO
MIBACT AL BIVIO:
FEDELTA’ ALLA PROPRIA MISSIONE
O
PIEGARSI AD ALTRI INTERESSI


Alla vigilia della scadenza dell’importante vincolo di Tor di Valle, comprendente la straordinaria architettura delle tribune e, naturalmente, insieme al suo circuito di trotto,  autorevoli organi di stampa ventilano la possibilità che il vincolo venga annullato o dimezzato nelle stanze della Soprintendenza romana il cui capo è l’architetto Francesco Prosperetti.
Fino all’ultimo respiro, fino a quando i beni, testimonianza della nostra storia anche moderna, siano ancora in piedi ed in particolare quando ancora siano esistenti nella sua unitarietà di complesso architettonico e paesaggistico, è dovere del Soprintendente, è dovere del Ministero mettere in atto tutto quanto è possibile per salvarli. Scevri da qualunque altra valutazione, in particolare dagli esiti di eventuali impugnazioni, materia giuridica che fa capo ai diritti dei ricorrenti e ad altre competenze dello Stato.
Non possiamo dimenticare che un’altra opera di architettura moderna, la ex GIL di Campobasso, fu salvata da un funzionario della Soprintendenza che si mise davanti alle ruspe, in attesa dell’arrivo del vincolo dal Ministero.
Il valore dell’ippodromo, legato alla straordinarietà delle tribune, avrebbe potuto benissimo non essere noto, almeno fino a quando organi specializzati, come il DOCOMOMO o personalità come il nostro compianto Giorgio Muratore, non abbiano attirato l’attenzione, sullo straordinario caso della pubblica opinione e dello stesso Ministero.
C’è un solo modo di affrontare la questione: confermare il vincolo in toto nell’unitarietà di un complesso formato da tribune note per guardare un circuito di trotto che è, dunque, parte integrante del complesso. Che nel futuro restaurato sarà lo spazio elettivo di tutta Roma Sud per un libero accesso allo sport all’aria aperta, circondato dal verde in un’ area adatta  a fornire tutte le funzioni di Parco Fluviale nel modo più prestigioso.


DEMOCRAZIA E' TRASPARENZA, CONTROLLO E PARTECIPAZIONE


La Società SAIS, fallita, è creditore pignoratizio del 50% delle azioni di Eurnova. Cerchiamo di capire cosa significa.


La seguente nota elaborata da esperti legali mediante la consulenza giuridica del Presidente Onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato, a quanto ci è dato conoscere non sarebbe stata oggetto di attenzione circa i successivi accordi intervenuti tra il Comune di Roma e la Soc. Eurnova srl. La nota, che parrebbe avere invece valenza del tutto attuale, affronta problematiche legali che meritano una valutazione da parte delle Istituzioni in Indirizzo.
Con l’intendimento di fare cosa utile il documento è stato fatto protocollare presso il Municipio 9
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
ALLA SINDACA DI ROMA CAPITALE
AVV. VIRGINIA RAGGI
AL VICESINDACO DOTT.LUCA BERGAMO
AL DIRETTORE GENERALE DEL COMUNE DI ROMA
AL DIRETTORE DEL P.A.U
AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI
AL VICE PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI
PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO 1
00187 ROMA
ATTO DI SIGNIFICAZIONE E DI INTERVENTO NEL PROCEDIMENTO
EX ART. 9 DLGS 241/1990
OGGETTO: valutazione della stabilità economica finanziaria della Eurnova spa in relazione al fallimento della società SAIS srl, creditore pignoratizio in ragione del 50% delle azioni di Eurnova srl
PREMESSO CHE
Con deliberazione ’Assemblea Capitolina n 132/2014 veniva approvato il progetto cd Stadio della Roma, comprendente l’edificazione dello stadio e annesso businesspark nell’area dell’ippodromo di Tor di Valle
Il Soggetto proponente e proprietario dei terreni risulta essere la società Eurnova spa
Detto soggetto risulta aver acquistato i terreni dell’area da edificare dalla società Sais srl
Nella citata delibera non risulta che sia stata fatta alcuna valutazione in ordine alle complesse vicende societarie intercorse tra la SAIS spa e la EURNOVA spa, che pertanto debbono essere portate all’attenzione dell’amministrazione  di roma capitale al fine dello svolgimento di una corretta istruttoria e della sequenziale necessaria valutazione sulla stabilità finanziaria della società proponente il progetto, al fine di valutare se la stessa sia effettivamente in grado di portarlo a termine o  viceversa sussistano seri rischi di coinvolgimento di Eurnova spa nella procedura fallimentare SAIS spa

CONSIDERATO CHE
La Sais spa, società venditrice dei terreni, risulta essere stata dichiarata fallita dal Tribunale di Roma in data 22 maggio 2014
In data 14 luglio 2014 il 50% delle azioni della EURNOVA spa (proponente il progetto) risultano essere state costituite in pegno ( sic) in favore del fallimento SAIS per atto del Notaio Scialpi di Roma-
Detto atto risulta essere stato trascritto e pubblicizzato in camera di commercio solo nel marzo 2016, e pertanto e presumibile che l’Assemblea Capitolina al momento dell’adozione della delibera 132 di dichiarazione del pubblico interesse  non ne fosse stata informata
Detta circostanza è particolarmente rilevante perché ai sensi dell’art. 2352 c.c il diritto di voto delle azioni è esercitato dal creditore pignoratizio, e pertanto il soggetto proponente il progetto risulterebbe fortemente vincolato da una possibile  procedura fallimentare
Le modalità di acquisto dei terreni, precedenti alla dichiarazione di fallimento della SAIS risultano particolarmente complesse e caratterizzate dalla presenza di forti esposizioni debitorie a carico di Eurnova spa , potendo far paventare un’ipotesi di estensione del fallimento anche alla società acquirente;
Inoltre, a quanto si apprende dagli organi di informazioni, 4 ex amministratori della SAIS spa risulterebbero rinviati a giudizio per bancarotta fraudolenta per distrazione di beni
A tal riguardo risulta utile valutare attentamente il seguente antefatto: in data 23 aprile 2012, con atto autenticato dal Notaio Dott. Pietro Mazza, rep. n, 114503/42666, trascritto in data 10 maggio 2012, la società “SAIS S.p.A.” e la società “EURNOVA s.r.l.” stipulavano un contratto di compravendita avente ad oggetto la piena proprietà dell’immobile sito a Roma in via del Mare Km 9.300 - consistente in un appezzamento di terreno con sovrastante impianto sportivo adibito al trotto, denominato e noto come “Ippodromo Tor di Valle” della superficie complessiva di mq 546.965. La compravendita, id est il trasferimento della proprietà, veniva sottoposta alla condizione sospensiva della sottoscrizione di un accordo di Programma e di Intesa, di analogo contenuto e funzione, avente ad oggetto la “proposta di intervento e trasformazione dell’Area” entro e non oltre il termine del 31 dicembre 2013 (Allegato 6 pag.1 terz’ultimo capoverso dell’Accordo Modificativo di Patti traslativi ).
Il 25 Giugno 2013, in data quindi antecedente alla scadenza del termine posto alla condizione di cui sopra, le medesime parti, innanzi al medesimo notaio, convenivano di comune accordo di modificare alcune pattuizioni, più specificatamente stabilivano di dare efficacia immediata al trasferimento. Con il nuovo atto veniva confermato il prezzo di compravendita stabilito a corpo e non a misura in Euro 42.000.000,00 (Quarantaduemilioni/00) specificandosi che una parte di essa, corrispondente al prezzo integrativo, pari a Euro 21.000.000,00 (Ventuno milioni/00) sarà dovuta al verificarsi di un determinato “Evento”. (Allegato 6 pag.2 n.2 dell’Accordo Modificativo di Patti traslativi ) descritto analiticamente a pagina 7 penultimo capoverso del predetto atto notarile; più specificatamente, la somma di Euro 21.000.000,00 per la compravendita dell’area sarà data nel solo caso in cui si verifichi il seguente evento: “la stipula di una Convenzione Urbanistica che approvi, autorizzandone la realizzazione sull’area in oggetto, e/o su una porzione della stessa, un progetto di sviluppo come presentato dalla società ‘EURNOVA s.r.l.’ o suoi aventi causa”.
L’efficacia immediata del trasferimento dell’area con sovrastante l’impianto sportivo dell’Ippodromo di Tor di Valle in favore di EURNOVA s.r.l., la corresponsione da parte dell’acquirente della somma di Euro 600.000,00 a fronte di 42.000.000,00 di Euro convenuti è elemento che ha concorso a far sì che il patrimonio sociale della SAIS s.p.a. venisse irrimediabilmente compromesso ed il 22 Maggio 2014 veniva decretato dal Tribunale di Roma a firma del Giudice Dott. Umberto Gentili il fallimento della predetta società.
l’accordo ultimo cui sono pervenute le parti, prevedeva che in caso di conferimento dell’immobile in oggetto ad altra società a garanzia del predetto pagamento le parti avrebbero convenuto a favore della “SAIS s.p.a.” un pegno, senza diritto di voto, sull’intera quota della società conferitaria rinveniente dall’aumento del capitale sociale con conferimento dell’immobile (art. 1 Allegato 6).
Come noto, nell’ipotesi della costituzione di un pegno su azioni il diritto di voto, salvo diversa convenzione come nel caso de quo, la possibilità di esercitare il diritto di voto spetterebbe al creditore pignoratizio, costituendo esso espressione del dovere di conservazione e custodia della cosa pignorata. L’attribuzione del voto al creditore pignoratizio è considerato come rispondente quindi alle esigenze del corretto funzionamento della attività sociale, quale modalità di “indirizzo” della stessa attività sociale. L’attribuzione di un pegno su azioni senza diritto di voto fa venir meno sostanzialmente la natura di garanzia propria del pegno.
Il nuovo accordo sottoscritto il 25 Giugno 2013 che ha comportato l’efficacia immediata del trasferimento dell’area con sovrastante l’impianto sportivo dell’Ippodromo di Tor di Valle in favore di EURNOVA s.r.l. e la corresponsione da parte dell’acquirente della somma di Euro 600.000,00 a fronte di 42.000.000,00 di euro convenuti ha concorso a far sì che il patrimonio sociale della SAIS s.p.a. venisse irrimediabilmente compromesso tanto è che il 22 Maggio 2014 veniva decretato dal Tribunale di Roma a firma del Giudice Dott. Umberto Gentili il fallimento della predetta società.
Dalla lettura del predetto atto notarile si ha conferma dello stravolgimento degli accordi contrattuali in favore esclusivamente della società EURNOVA s.r.l.:
“EURNOVA s.r.l.” ha versato a titolo di caparra alla “SAIS s.p.a.” la sola somma di Euro 600.000 (Seicentomila/00); quest’ultima società ha poi rilasciato la relativa quietanza. Tale somma costituirebbe l’unico versamento effettuato in favore della predetta società.
L’atto notarile del 23 aprile 2012 ed il successivo di rettifica del 9 agosto 2012 che hanno preceduto quello modificativo dei patti traslativi del 25 giugno 2013 disciplinavano l’efficacia della compravendita della medesima area interessata sottoponendo l’atto traslativo, si ribadisce, alla condizione sospensiva, che si sarebbe dovuta verificare entro il 31 dicembre 2013, cioè alla stipula della predetta Convenzione Urbanistica con il Comune di Roma relativa al Programma Urbanistico “Tor di Valle”. Condizione originariamente, quindi, legata ad un termine.
L’atto modificativo, invece, stabilisce, pur sempre il verificarsi di una condizione dal quale non deriva più l’efficacia del contratto bensì l’obbligo in capo ad “EURNOVA s.r.l.” alla corresponsione della somma di Euro 21.000.000,00, cioè il verificarsi della condizione della stipula di una Convenzione Urbanistica che approvi autorizzandone la realizzazione sull’area in oggetto di un progetto di sviluppo come presentato dalla medesima società (Costruzione Stadio della A.S. Roma a Tor di Valle), ma senza l’apposizione di alcun termine (!) (cfr. pagina 7 Accordo Modificativo di patti traslativi – Allegato 6)

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO SI RILEVA CHE
la forte esposizione debitoria in cui si troverebbe Eurnova s.p.a al verificarsi dell’evento della firma della convenzione urbanistica, d’altro canto rischierebbe di non garantire la P.A. nella realizzazione delle opere pubbliche connesse al progetto denominato “Stadio della Roma”, cosa che inficerebbe l’interesse pubblico sotteso allo stesso,
E SI CHIEDE

pertanto che l’Amministrazione di Roma Capitale valuti e consideri le esposte circostanze e le allegate documentazioni nella istruttoria deputata e consenta agli scriventi, che sono tutti portatori di interessi in quanto cittadini residenti nell’area interessata al progetto edificatorio di partecipare al relativo procedimento amministrativo ai sensi dell’art. 9 del Dlgs 241/1990




mercoledì 7 giugno 2017

COMUNICATO STAMPA: TROPPA FRETTA SINDACO RAGGI SULLO STADIO, PERCHE'?

COMUNICATO
Roma 06.06.2017

TROPPA FRETTA SINDACO RAGGI SULLO STADIO
PERCHE’ ?
E’ Ancora In ATTO L’ITER DEL VINCOLO E NON
 E’  STATA ANCORA DEFINITA LA PROPRIETA’ DELL’AREA

Oggi la Giunta ha deciso la nuova delibera di pubblico interesse sullo stadio
                  La notizia  è  preoccupante. Perché tanta fretta ? Quali sono le vere ragioni ?
Si spera non per dare  garanzie sui tempi all’ultimatum minaccioso del Sig.Pallotta né tanto meno per continuare ad affermare che vi è la chiusura della Conferenza dei servizi regionale il 15 giugno.
Su quali basi giuridiche si basa questa certezza non è stato mai chiarito da nessuna istituzione a partire proprio dalla Regione Lazio.
La Conferenza dei servizi si è chiusa con un parere negativo sul progetto di Marino e il nuovo progetto è stato modificato in modo sostanziale e pertanto va convocata una nuova conferenza.

Fin dall’inizio di questa vicenda vi è stata ben poca trasparenza, specialmente sui procedimenti, sull’informazione e sulla partecipazione dei cittadini. E si continua colpevolmente su questa linea anche con la nuova amministrazione che che si era impegnata nel rispetto di questi diritti costituzionali.

Alcune testate stanno già prevedendo, forse sperando, problemi sulla conferma del vincolo avviato il 15 febbraio dalla Soprintendenza sull’area, ma per Italia Nostra non è possibile che il vincolo non venga confermato.
Prima che la Soprintendente Eichberg avviasse il procedimento ben quattro Comitati di settore del MIBACT, convocati ad hoc dal Segretario Generale Pasqua Recchia hanno richiesto il  vincolo, con l’avvallo dei Direttori Generali Federica Galloni e Caterina Bon Valsassina; ora tocca all’attuale Soprintendente di Roma Prosperetti formalizzare e concludere  nei termini previsti l’istruttoria del vincolo in senso positivo.
Italia Nostra ha, da parte sua, inviato una documentata memoria su tutte le ragioni del vincolo a tutti gli Uffici coinvolti del MIBACT .
Tra l’altro ha evidenziato che è già attiva la tutela derivante  dalla Carta per la Qualità del Piano Regolatore Generale del 2008 del Sindaco Veltroni. Sulla conclusione nei termini dei procedimento
di vincolo da parte del Soprintendente Prosperetti e degli altri Uffici preposti l’attenzione di Italia Nostra sarà massima per impedire che avvengano ritardi o intoppi burocratici funzionali a dare il via al nuovo progetto che, tra l’altro, per ora non tiene alcun conto del vincolo di cui sono tuttora vigenti le norme di salvaguardia.
Inoltre ci si chiede come il Comune possa proseguire l’iter per approvare il nuovo progetto quando ancora non è stato accertato se l’acquisto dell’area da parte di Eurnova potrà andare a buon fine o se invece nasceranno problemi dal fallimento del vecchio proprietario. Bene hanno fatto quei consiglieri del M5S che hanno sollevato fondati dubbi al riguardo in commissione urbanistica.

Per Italia Nostra oltre a questi due temi prioritari rimangono in piedi, nonostante la valida scomparsa dei grattacieli, le tante criticità già elencate per il primo progetto che riguardano la scelta errata dell’area di Tor di Valle. Ma prima di entrare nel merito bisogna leggere la delibera di oggi.

martedì 6 giugno 2017

IN RICORDO DI VITTORIA CALZOLARI, FIGURA DI SPICCO PER L'URBANISTICA ED IL PAESAGGIO

Il 2 giugno ci ha lasciato l’Architetto Vittoria Calzolari, assessore al Centro storico prima col sindaco Argan e poi col suo successore Petroselli. Docente di Urbanistica e di Assetto del Paesaggio alla Sapienza. Conosciuta e apprezzata a livello internazionale.
Oggi durante la messa alla Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo nella commemorazione seguita alla cerimonia religiosa è intervenuta per Italia Nostra Sezione di Roma, Annalisa Cipriani sua grande amica.
Qui di seguito una sintesi del suo appassionato intervento:

“Non è semplice nè facile dare testimonianza del lungo solidale lavoro profuso da Vittoria a sostegno delle  battaglie e delle attività  di Italia Nostra, ed è grande il debito di riconoscenza che abbiamo contratto con lei  e lungo anche l’elenco di quanto le dobbiamo per la competenza che ha messo a disposizione di Italia Nostra con i suoi studi insuperati, diventati   spesso  linee guida  per le azioni  della sezione romana dell’Associazione  a tutela della città, del comprensorio dell’Appia,  nella  visione unitaria con i Fori e  l’Area centrale, del decoro del centro storico,  del  verde urbano, delle ville storiche, dell’Agro romano a salvaguardia di un sistema  storico ambientale che abbraccia l’intera area metropolitana.
Suo l’importante studio ambientale preliminare alla redazione dei piani di assetto del sistema delle Aree protette regionali di Roma affidatogli dall’Ente Roma Natura
Quel nesso tra natura e storia che è sempre stato filo conduttore delle sue ricerche sul paesaggio; riconosciuta  signora e maestra di una lettura comparata del paesaggio individuando i criteri e i requisiti necessari  a conservarne  equilibri e caratteri fondamentali. Ha regalato a tutti noi un insegnamento concreto  e  la militanza  attiva  nell’Associazione.
Una lezione magistrale per rigore scientifico e nitore intellettuale sulla sua idea di città, in un sistema imprescindibile di valori storici e ambientali  da far conoscere e far salvaguardare non solo dai futuri architetti e urbanisti, ma specialmente dagli stessi cittadini. 
Ha coordinato dal 1973  lo studio per un piano per il Parco dell’Appia Antica, pubblicato poi,
per Italia Nostra Sezione di Roma, nel  1984 con un  finanziamento del Comune e della Provincia di Roma. 
Era solo l’inizio di una collaborazione che ci avrebbe unito nel sostenere ogni sforzo per la realizzazione del Parco dell’Appia accanto ad Antonio Cederna , ed è un dovere per me oggi dare voce qui per l’ultima volta al suo tenace impegno fatto  di  ripetuti e incisivi interventi per denunciare lo stallo nell’ approvazione  della legge istitutiva del parco e poi il ritardo  sulla proposta di ampliamento dei suoi confini ottenuta successivamente dalla Regione Lazio che ha  inglobato  definitivamente  il comprensorio di Tor Fiscale, Santa Maria delle Mole e soprattutto Tor Marancia.
L’impegno di Italia Nostra per Lei sarà rivolto a realizzare il suo desiderio di ottenere che il suo Archivio potesse essere ospitato in una sede istituzionale continuando, in tal modo, a trasmettere alle nuove generazioni il suo insegnamento rivolto alla salvaguardia sempre più fragile del nostro paesaggio".


lunedì 22 maggio 2017

IL DIVO NERONE ED IL "COLOSSEO" ANCORA NON COSTRUITO


IGNORANTI
Non sappiamo chi abbia ispirato il logo del musical rock "Divo Nerone", non sappiamo chi l'abbia approvato ma una cosa è certa: il simbolo del Colosseo è UN ERRORE STORICO CLAMOROSO.
Nerone ha imperato dal 54 DC al 68 e davanti alla sua "Domus Aurea" c'era un lago e non il Colosseo.
L'anfiteatro Flavio cominciò la sua edificazione nel 72 DC e fu ultimato nell'80.
Iniziato, quindi, 4 anni dopo la morte di Nerone. Se per caso avesse incendiato Roma non avrebbe certo incendiato il Colosseo che non esisteva.
Nessuno al Mibact, alla Regione Lazio, al Comune e al CNR si è accorto di questo errore micidiale?
Le fiamme sopra il Colosseo 
nel logo dell'opera rock
 sono un falso storico!!!
Bocciati tutti senza esclusione di nessuno!!!

venerdì 19 maggio 2017

MUSICAL ROCK "DIVO NERONE" AI FORI IMPERIALI



Grandissimo livello di qualità musicale sicuramente, grandissimo livello di costumi e scenografie sicuramente, grandissimo livelli di regia ed interpretazione ma un pugno in faccia tirato da Muhammad Alì, 

per l'area più preziosa non solo per Roma ma per il mondo intero.
Ma è proprio per questo che il Ministero dei Beni Culturali ha deciso di  affittare il Palatino.



Quale luogo rende di più in Italia? 

Il Palatino come Las Vegas una macchinetta per fare soldi e chi se ne frega dei beni culturali.

Il grande Senatore Giovanni Spadolini,
primo Ministro dei Beni Culturali, nel 1974, ha condotto una grande e sacrosanta battaglia perchè il Ministero dei Beni Culturali fosse un organismo "indipendente" dalla politica.

Un intreccio che ora non si taglia più semplicemente con un colpo di spada come il nodo gordiano.

La politica la fa da padrona ed i beni culturali sono volgarmente asserviti alla "rendita".

I luoghi più preziosi, delicati e fragili sono semplicemente usati da una politica ottusa.
Italia Nostra Roma farà, come sta già facendo, la sua parte ma
IL POPOLO SOVRANO ALZI LA SUA VOCE
SOPRA IL FRASTUONO DEL MUSICAL ROCK
"DIVO NERONE"

martedì 16 maggio 2017

LA FONTANA DEL TRITONE USATA COME VASCA DA BAGNO DA TURISTI BARBARI

COMUNICATO STAMPA
16 MAGGIO 2017

LA FONTANA DEL TRITONE DI GIANLORENZO BERNINI
USATA COME VASCA DA BAGNO DI CASA
DA TURISTI BARBARI
SE LA RAGIONE NON BASTA RESTANO SOLO LE SANZIONI




No alle cancellate intorno ai monumenti ma “si” immediatamente ad un presidio di pubblici ufficiali in grado di sanzionare pesantemente i trasgressori delle leggi italiane.
Turisti barbari, mancanza di presidio puntuale vicino ad ogni monumento, disprezzo per il decoro della città e disprezzo per il nostro patrimonio questo è lo stato dell’arte.
Laddove non arriva la ragione deve arrivare la scure della sanzione.
L’uso illegale della città va affrontato con decisione, decisioni forti che sembrano mancare completamente, e non con l’uso dei pannicelli caldi utilizzati fino ad ora: CEROTTI PER UN MASSACRO diceva Antonio Cederna.
La città è completamente fuori controllo nella sua totalità e nelle sue singole parti ed il patrimonio pubblico è alla mercè dei “vandali in casa”.
Fino a quando si abuserà della tolleranza dei cittadini?


giovedì 11 maggio 2017

VILLA STROHL- FERN SKYTG24 FOTOGRAFA LA SITUAZIONE CON LA NOSTRA VICEPRESIDENTE VANNA MANNUCCI:

Un anno fa le telecamere di Skytg24 documentarono, grazie alla denuncia portata avanti da Italia Nostra Roma, lo stato in cui versava Villa Strohl-fern all'interno di Villa Borghese.
E' cambiato qualcosa a 12 mesi di distanza
Lo Stato Francese, proprietario della Villa, cosa ha fatto e sta facendo per rispettare le disposizioni testamentarie del barone Strohl-fern: mantenerla aperta per i cittadini
La convenzione firmata tra Italia e Francia è scaduta nel 2015 nonostante la richiesta di Italia Nostra Roma per il rinnovo nulla è stato fatto. Solo con il suo rinnovo si garantirebbe la pubblica utilità e l'accesso ai cittadini ora negato.
Allora quale e' la pubblica utilità per il Comune di Roma nonostante la delibera firmata il 31 dicembre del 2016 dall'allora Commissario Straordinario Tronca?


Troverete la risposta a queste domande nell'intervista che la nostra Vice Presidente, Vanna Mannucci, ha rilasciato a SkyTg24  http://video.sky.it/news/cronaca/roma-incuria-nel-parco-di-propriet-dello-stato-francese/v342055.vid

VILLA BORGHESE TUTTA DA SCOPRIRE DOMENICA 14 MAGGIO



Italia Nostra Roma è lieta di invitarvi all’incontro con i cittadini per la sensibilizzazione dei cittadini e delle istituzioni sulle gravi problematiche di Villa Borghese
Un bene culturale, un giardino storico, un monumento, un brano unico del paesaggio romano, ma soprattutto un bene pubblico: questo è Villa Borghese.
 Italia Nostra Roma ha sempre rilevato numerose criticità che minano la conservazione di questo luogo fragile e tanto amato. Utilizzi impropri, traffico e inquinamento, degrado dei monumenti e mala gestione del verde sono solo alcune delle problematiche che ogni giorno, sempre di più, compromettono l’immagine di Villa Borghese, che, al contrario, dovrebbe essere un luogo sicuro per la collettività, un’isola di pace e tranquillità in cui immergersi fra bellezze architettoniche e naturalistiche.
Per questo, nella “Giornata Nazionale dei Beni Comuni di Italia Nostra”, la Sezione di Roma propone una giornata di sensibilizzazione rivolta a cittadini e Istituzioni proprio nei luoghi simbolo di Villa Borghese. Durante la giornata si effettueranno alcuni itinerari, guidati da soci esperti in Architettura, Restauro, Giardini Storici e Botanica, lungo i quali i partecipanti potranno vedere e capire meglio quali sono i rischi e le ricadute su un bene collettivo così importante, causati tanto da usi impropri quanto da una sempre più diffusa e preoccupante indifferenza delle Istituzioni.
Vi aspettiamo al Giardino del Lago, per la prima passeggiata, alle ore 10,30 e per la seconda alle ore 15.00. 
info.063208706

giovedì 2 febbraio 2017

STADIO TOR DI VALLE: NIENTE DINAMITE SOTTO LE PENSILINE E LE TRIBUNE DELL'IPPODROMO

Le tribune e le pensiline, progettate da Julio Lafuente per le Olimpiadi del '60, devo essere salvate dalla distruzione. 
L'uso originale del cemento armato e la qualità dell'opera di Lafuente non devono essere distrutti per la costruzione del nuovo stadio di Parnasi e Pallotta. Un'opera, quella di Lafuente, che già nella storia dell'architettura contemporanea alla stessa stregua e a pari merito delle opere di Pierluigi Nervi. Chi metterebbe mai la dinamite sotto il Palazzetto dello Sport?
Più forte dovrà essere la voce di chi, fin dall'inizio, non si è opposto chiaramente alla polverizzazione di un elemento architettonico che, a giusto titolo, fa parte della storia dell'architettura italiana.
Siamo ancora in tempo.
Italia Nostra Roma ha chiesto l'apposizione di vincolo con "somma urgenza".
Altro che raccomandazioni blande e paludate, altro che prudenti consigli.
Far saltare in aria il "vecchio" a favore del nuovo
è la massima forma di incultura che già troppi danni ha prodotto nel nostro, ancora, bel Paese.
Se la conservazione dei centri storici è passata, in epoca moderna, come un unicum dove tutti gli elementi architettonici, monumentali e urbanistici hanno lo stesso valore, a maggior ragione nelle aree periferiche mal progettate e sbrindellate gli elementi di grande rilevanza architettonico devono essere conservati a tutti i costi per la conservazione dell'identità culturale.
Coraggio Soprintendenze!
 Il vincolo è dovuto! 
Sono passati 70 anni!
Nessun romano, e sicuramente nessun romanista, vuole assistere alla devastazione con i candelotti di dinamite e agli artificieri in tenuta antiesplosione che posizionano le cariche di TNT.

NON E' UN LUOGO QUALSIASI. QUESTA E' ROMA!!!
E SOTTO LA POLVERE C'ERA IL VELODROMO


giovedì 26 gennaio 2017

CAMPAGNA TESSERAMENTO 2017

Carissimi lettori, carissimi soci come ogni anno, in questo periodo, vi chiediamo di iscrivervi o rinnovare la vostra iscrizione ad Italia Nostra Roma.
Come ben sapete, la nostra Associazione vive, non solo grazie alla passione e la generosità dei volontari che si impegnano per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico culturale e paesaggistico della Capitale, ma , dal punto di vista economico, vive solo ed esclusivamente delle quote associative.
Carissimi lettori dei nostri social siete moltissimi e se ognuno di voi decidesse di darci una mano iscrivendosi ci dimostrebbe, in concreto  l' apprezzamento per il  nostro continuo lavoro nel perseguire i valori alla base del nostro statuto propri dell'art. 9 della nostra Costituzione.
Carissimi e preziosi Soci vi chiediamo di rimanere al nostro fianco rinnovando la vostra iscrizione.

Per semplicità Vi ricordiamo le modalità di pagamento
Quota annuale Socio Ordinario                       €  35
Quota annuale Socio familiare annuale          €  20
Socio sostenitore                                               € 100
La quota potrà essere scaricata dalle tasse.
Potrete provvedere all’iscrizione presso la Sezione di Roma in Via dei Gracchi 187 oppure attraverso:
IBAN della Sezione di Roma: IT34D0329601601000066427525 (Banca FIDEURAM)

CC postale n. 42175000 intestato a ITALIA NOSTRA

ISCRIVETEVI NUMEROSI SE AVETE A CUORE I BENI CULTURALI DELLA CITTA'!!!!!!!

LETTERA APERTA A VIRGINIA RAGGI, SINDACO DI ROMA CAPITALE



Sono rimasti pochi giorni per la revoca dell’interesse pubblico sul progetto Stadio/Business Park

Abbiamo letto gli articoli di giornale di questi ultimi giorni nei quali si afferma che - come voluto da Lei, Sindaco Raggi, in accordo con l’Assessore all’Urbanistica Paolo Berdini -      i tecnici del Comune con quelli dei Proponenti lo stadio a Tor di Valle stanno predisponendo una modifica al progetto urbanistico definitivo, presentato come già deciso ed approvato con la delibera dell’interesse pubblico n.132/2014 votata dalla precedente amministrazione.

Si sta trattando per ottenere alcune diminuzioni delle cubature e, forse, delle opere previste d’interesse pubblico.  In nessun articolo né intervista si annuncia però che, nell’attesa dell’accordo, l’Amministrazione stia predisponendo l’atto di revoca o annullamento della delibera 132 che ha dato il via al progetto, ora all’esame della Conferenza dei Servizi (CdS) convocata dalla Regione Lazio.

Ma se Roma Capitale nel frattempo non avrà revocato l’interesse pubblico della delibera del 2014 e, al contrario, arriverà all’accordo per una modifica di essa in termini di cubature, metterà in atto un comportamento equivalente ad avere riconosciuto esistente l’interesse pubblico come deciso con la 132 e quindi, forse addirittura confermando come dovuta la variante prevista dalla delibera, tanto più se il 31 gennaio la CdS si chiuderà con pareri favorevoli
E’ un gesto di autolimitazione della nuova Giunta e della nuova Assemblea Capitolina non utilizzare il potere di annullare o modificare il progetto iniziale di cui, in presenza di innumerevoli evidenti criticità, non si comprende la ragione.

Questo potere sarà ancora possibile esercitarlo solo se la delibera di revoca dell’interesse pubblico della n. 132 verrà votata prima del 31 gennaio, ultimo  giorno per i pareri della CdS.

La revoca dovrà fare riferimento, chiaramente, a forti motivazioni sulle tante criticità non risolte anche se espresse sin dall’inizio e apparse ancora più gravi nella CdS negli interventi dei funzionari competenti. 

Vediamo forte il rischio di un accordo che coinvolga Sindaco e Giunta in una trattativa in cui impegnerebbero ogni loro credibilità, travolti e azzerati dal nuovo congegno normativo sulla CdS della recente Legge Madia.


Poiché Italia Nostra Roma è stata ammessa a seguire, come uditore, la Conferenza dei Servizi della Regione, di seguito ci preme informare sinteticamente su quanto appreso durante le tre riunioni, dal 10 novembre al 12 gennaio, che ancor più conferma la necessità di una delibera di revoca o annullamento della n.132/2014.
1.


Infatti nelle riunioni, alle quali abbiamo assistito, sono emerse criticità gravi rilevate dagli Uffici comunali, già prima di inviare il progetto definitivo alla Regione, alle quali non risulta siano state trovate soluzioni praticabili e convincenti né allora né oggi.

La principale è sicuramente quella che riguarda la mobilità su ferro dove la soluzione proposta di una derivazione della metro B a Tor di Valle era stata contestata e bocciata già dall’ATAC ; come pure ha fatto in sede di CdS regionale la Città Metropolitana, che ha inoltre  evidenziato criticità per le proposte di viabilità, che non risultano sostenibili.
Altri problemi riguardano obblighi di legge da rispettare in merito alle opere di messa in sicurezza per il rischio idrogeologico del Fosso di Vallerano e per gli scavi archeologici preventivi.
Quanto alle cubature commerciali previste, l’ennesimo Centro Commerciale che ne deriverebbe non potrebbe essere permesso secondo il Piano del Commercio.
Non sono ancora risolti i problemi di accesso e uscita agli innumerevoli ettari di parcheggi è tuttora non è chiaro se essi rispettino pienamente gli standard.
Il contiguo depuratore è già attualmente non a norma e non sono state previste soluzioni soddisfacenti per potere autorizzare l’enorme cubatura prevista nei pressi.

Ma queste sono solo alcune delle criticità che abbiamo sentito menzionare nel corso della CdS,  e per cercare di risolverle si sono programmati e svolti incontri per ogni singolo problema a porte chiuse – una prassi certo non trasparente – e non crediamo possano essere risolte facilmente se non derogando, per alcune, a norme sovraordinate.

Alle riunioni sono stati presenti numerosi funzionari che hanno avuto la possibilità d’intervenire, ma poi i pareri decisivi per chiudere la CdS saranno solo quelli dei quattro “Rappresentanti Unici” di : Stato, Città Metropolitana, Regione Lazio  e Comune.

Le eventuali modifiche del progetto in discussione che risultassero necessarie dovranno essere richieste con il parere di questi quattro funzionari e dovranno avere la forma di prescrizioni (non sostanziali) se sarà positivo o forti motivazioni se sarà negativo.

Ci risulta che il progetto derivante dall’eventuale accordo tra Comune e Proponente, differente dal progetto originario, non potrà essere proposto e approvato nell’attuale Conferenza dei servizi, che per legge può esprimersi solo su quello inviato, a suo tempo, dal Comune alla Regione, che ha aperto la CdS ed è stato sottoposto a VIA e VAS.  
Se si cambia il progetto in qualche sua parte o presupposto si deve iniziare un nuovo procedimento. 

Se viene concordato col Proponente di presentare un progetto diverso, anche se con minori cubature, è vincolante prima la revoca della delibera n.132/2014.  Questo è l’unico atto in grado di fermare l’iter di questa  Conferenza dei Servizi ormai arrivata alla conclusione. E per l’atto di revoca ci sono tutti i presupposti vista la presenza di tanti problemi, ancora oggi non risolti a dimostrazione che fin dall’inizio non vi era l’interesse pubblico.



2.



Inoltre, facciamo presente che la Conferenza dei Servizi si tiene ai sensi dell’art. 14 ter della legge 241/90 come modificato dalla recente “Riforma Madia” che Italia Nostra Roma ritiene contenga aspetti incostituzionali perché viola le competenze autorizzative  esclusive e incomprimibili delle Soprintendenze statali oltre a rendere quasi impossibile la partecipazione dei cittadini.

Nel caso specifico, nei tempi e nei modi delle nuove procedure, viene addirittura leso il diritto all’informazione e al coinvolgimento degli stessi Consiglieri comunali che avranno l’obbligo  di dover ratificare (entro il 31 gennaio) con una variante quanto sarà deciso dai quattro “Rappresentanti Unici” su un progetto proposto non certo per solo lo stadio, ma specialmente per realizzare una nuova pesantissima centralità urbana non prevista dal Piano Regolatore.

Sindaco Raggi, tutto questo Le sembra accettabile ?

Infine riteniamo che quanto sta accadendo in questi ultimi giorni decisivi debba essere conosciuto dai cittadini non solo attraverso articoli o interviste televisive, ma cercando di coinvolgere l’opinione pubblica con una completa informazione,  specie per quanto riguarda i gravi problemi non risolti del progetto e le stesse inaccettabili procedure seguite, che abbiamo qui sopra brevemente elencato. E’ un diritto costituzionale.

Per tale dovuto coinvolgimento deve farsi carico proprio la Sua amministrazione essendo stata votata con un così grande consenso proprio perché s’impegnava a tale compito mai ottenuto prima. Finora si sa solo che un gruppo di tecnici del Comune e dei Proponenti sta studiando una variante al progetto.

Anche per questa assenza di informazioni complete su tutta la vicenda Le chiediamo un incontro urgente per illustrarLe meglio quanto appreso durante le riunioni della Conferenza dei Servizi e poter conoscere da Lei quale percorso procedurale intenderà seguire per impedire che questo progetto insostenibile prosegua indisturbato il suo iter dopo aver ottenuto  il probabile parere favorevole dei 4  funzionari.

Conosciamo la sua sensibilità a favore dell’ambiente e del paesaggio e le sue giuste posizioni, quando era consigliera di opposizione, contrarie non allo stadio, ma a quanto permetteva la delibera dell’interesse pubblico con tanti punti oscuri e poco legittimi confermati oggi.

Vorremmo confrontarci con Lei sulle sopra esposte tematiche per evitare danni irreparabili a questa città e ai suoi cittadini, avendo insieme a Lei nessun altro scopo che perseguire l’interesse generale.


Per questo Le chiediamo un incontro urgente vista la ormai prossima chiusura il 31 gennaio della Conferenza dei Servizi .

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