mercoledì 5 giugno 2013

ADDIO PER SEMPRE ALL’AGRO ROMANO

SE PASSERA’ LA PROPOSTA DI LEGGE  “NORME PER IL CONTENIMENTO DELL’USO DEL SUOLO E LA RIGENERAZIONE URBANA” POTREMO DIRE ADDIA ALL'AGRO ROMANO
Dal mese di marzo è stata depositata in Parlamento questa proposta (primo firmatario Ermete Realacci) che nel titolo e nella relazione dichiara di voler contenere  l’uso della risorsa suolo in quanto “elemento  essenziale per la vita degli ecosistemi e del genere umano”. Dal titolo e dalle premesse sembrerebbe che venisse sviluppato e migliorato il Disegno di legge del Ministro all’Agricoltura del Governo Monti,  Mario Catania che tutelava il territorio non urbanizzato per valorizzarne l’uso agricolo.  Di quel Disegno di Legge viene ripreso,  riappaiono, invece, gli articoli della scellerata Legge Lupi che destinava all’edificazione il suolo rimasto libero senza tutela per il paesaggio e le aree agricole.
Dalla legge Lupi vengono resi validi i “diritti edificatori” inesistenti nella legislazione nazionale e applicati dal Piano Regolatore di Roma con relativi irreparabili danni ambientali e urbanistici sul territorio.
In realtà la proposta di legge rappresenta una vera e propria deregulation urbanistica: introduce premiabilità, compensazioni  e incentivazioni  di tutti i tipi. Permette che i Comuni in cambio di aree per l’edilizia sociale possano attribuire ai privati ulteriori “quote di edificabilità” trasferibili a piacere.                                                                                             
Su 17 articoli solo i primi due riguardano il contenimento del consumo di suolo che non ha come obiettivo di impedirne l’edificazione, ma solo quello di renderla più onerosa. Infatti all’art. 1,comma 2, si considera il suolo non edificato “suscettibile di contribuzione in ragione dell’impatto", cioè, più provocherà impatto più porterà risorse economiche ai Comuni. Tale  concetto viene confermato dal comma 3, dove,  per il contenimento del consumo del suolo si prevede :“la mitigazione e la compensazione degli impatti ambientali provocati”
All’ art. 2, comma 1, si prevede che il consumo del suolo venga “gravato da un contributo per la tutela del suolo e la rigenerazione urbana legato alla perdita di valore ecologico, ambientale e paesaggistico che esso determina”, cioè, si arriva all’assurdo di prevedere di monetizzare il danno ecologico, ambientale e paesaggistico che sarà prodotto dal consumo del suolo: più sarà alto il danno, più i comuni potranno incamerare finanziamenti. Che importa se poi potranno servire a progetti per la tutela del suolo e la rigenerazione urbana?  Si finanzia la ripresa edilizia consumando il suolo rimasto ancora libero.
ITALIA NOSTRA ROMA si appella a tutti i Gruppi parlamentari perché fermino questa proposta che, se approvata, determinerà la sicura scomparsa del territorio pregiato dell’Agro romano che non ha, colpevolmente, ancora valide tutele ed è attualmente sotto attacco dalla maggior parte delle 106 proposte di delibere fermate dalla mobilitazione di giorni e notti in Consiglio comunale da parte di comitati e associazioni dei cittadini che hanno accolto l’appello lanciato da ITALIA NOSTRA ROMA.
ITALIA NOSTRA ROMA è stupita e preoccupata di vedere come primo firmatario Ermete Realacci, Presidente Onorario di Legambiente, che dovrebbe essere un’associazione ambientalista, e tra gli altri firmatari Mario Catania che fu lodato quando era Ministro  per il suo Disegno di Legge “salva suoli” . Apprezza invece Ilaria Borletti Buitoni, già presidente del FAI e oggi Sottosegretario ai Beni Culturali, che ha ritirato la propria firma.

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