giovedì 21 gennaio 2016

COSA STA SUCCEDENDO A VILLA STROHL-FERN?




Nulla di buono!
Cominciato alla fine di dicembre del 2015 con l'abbattimento di 7 esemplari di Pinus-pinea che, età a parte, non presentavano particolari elementi di criticità, (eccessiva inclinazione dei tronchi, malattie conclamate, ecc.)





si prosegue ora con il passaggio di proprietà  all’AEFE (Agenzia per l’insegnamento francese all’estero) che diviene quindi “affidataria della proprietà”,   l’Ambasciata di Francia diviene l' "affidatario" del bene vincolato secondo le leggi italiane.
Cosa significhi non ci è chiaro. Forse la Villa è diventata extraterritoriale?

Il Ministero per i Beni Culturali, che può esercitare il diritto di prelazione se un bene vincolato passa da un proprietario all'altro, è stato doverosamente e obbligatoriamente informato?
In ogni caso, il Ministero è già stato allertato da Italia Nostra Roma della stranezza dei comportamenti. 

In più, da un bando pubblicato sul sito ufficiale del Liceo Chateaubriand, si parla dell'ottemperanza, certa, sicura e rispettosa delle prescrizioni della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma, nello stesso tempo si parla esplicitamente di un aumento della superficie coperta di 570 mq. sui 1.600 attuali del cosiddetto "Casone", vincolato dalle leggi italiane.
La soprintendenza interpellata non avrebbe autorizzato, né potrebbe farlo, l'aumento di cubatura. Il Liceo Chateaubriand , negli anni, ha sempre fatto quello che gli è parso e piaciuto in Villa Strohl Fern senza rispetto per il testamento (in nostro possesso) del Barone Strohl Fern,
Alfred Wilhelm Strohl

il mecenate alsaziano che intendeva fare di quella villa un tempio della cultura ospitando più di 100 studi di artisti.

E' sopravvissuto alla strage soltanto uno, lo Studio di Francesco Trombadori,

gli altri sono stati trasformati in aulette, bagnetti per gli allievi compreso lo Studio di Carlo Levi, sono state abbattute foreste di bamboo per trasformarle in campetti di calcio,

abbattuto un muro di cinta antica su Villa Borghese (Via di Madama Letizia) per fare accedere automezzi; un restauro a dir poco "audace" della Casa Ponte, abitata dal poeta Rainer Maria Rilke, sena infissi, senza pavimentazione sul viale che scende verso Valle Giulia; la vegetazione è lasciata libera e selvaggia senza alcun progetto di riqualificazione né di uso, una selva oscura infestata da ortiche e assolutamente impraticabile.

La lista dei guasti sarebbe ancora molto lunga ma, per ora, terminiamo qui.
Una bella recinzione Keller, infatti, divide la parte frequentata dagli allievi dalla parte che scende verso il portale monumentale di Valle Giulia, un disastro nell'indifferenza più totale dei francesi come se quel territorio, prezioso e vincolato, fosse terra di nessuno; in realtà risulta essere terra di nessuno, nessuno entra, nessuno esce. 
Le nostre leggi e i loro responsabili sono considerati come un elastico che si può tirare da tutte le parti secondo la convenienza del momento.
Italia Nostra Roma ha reagito chiedendo chiarimenti al Ministero per i Beni Culturali ed intende continuare a reagire.
Il rispetto delle leggi di tutela non è differibile, non è interpretabile. 
E' un valore assoluto al quale tutti, persino i cugini d'oltralpe, si debbono attenere umilmente e con scrupolo.
Scusate la lunghezza, ma la storia è lunga.....

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