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mercoledì 21 ottobre 2015

BASTA GIRARE LA TESTA DALL'ALTRA PARTE

Benevento in questi giorni


COMUNICATO STAMPA
21 OTTOBRE 2015
BASTA GIRARE LA TESTA DALL’ALTRA PARTE
L’ITALIA CHE FRANA
 NON HA PIU’ IL MUSEO DEL TERRITORIO NAZIONALE
DA 20 ANNI


Roma 1885: viene inaugurato dal Re Umberto I il museo del Servizio Geologico d’Italia voluto da Quintino Sella che con grande lungimiranza aveva colto prima di tutti l’enorme fragilità geologica italiana e l’importanza di un Museo del territorio.
Roma 2003: l’Agenzia del Demanio è autorizzata a vendere Palazzo Canevari, in Largo di Santa Susanna, cartolarizzato nel 2003 dal Ministero dell’Economia e Finanza. Nel 2005 la vendita è perfezionata. Il Museo del Territorio è sparito.
Roma 2015: dopo passaggi di proprietà Fintecna, Fintecna Immobiliare, Pirelli Re fino ad arrivare ad una società con sede a Singapore, Palazzo Canevari passa, in via definitiva, a Cassa Depositi e Prestiti che intende farne uffici, avendo già ottenuto da Roma Capitale il cambio di destinazione d’uso.
Le collezioni lito-mineralogiche, paleontologiche e storiche
vengono stivate in casse nel 1995 e iniziano una serie di traslochi, per ora, durata già 20 anni, in ordine Protezione Civile a Castelnuovo di Porto, sede ISPRA di Via Curtatone, sede ISPRA di Via Brancati ma anche questa non definitiva. Solo all’amore dei funzionari dell’ISPRA è affidata la cura delle collezioni.
Un delitto culturale e scientifico che non ha precedenti nella sovrana indifferenza e nella tiepida attenzione di chi ha il dovere di restituire alla comunità scientifica e ai cittadini l’esposizione dei reperti che sono stati fondamentali per la redazione della Carta Geologica Nazionale.
Italia fragile, Italia compromessa, Italia che seguita a franare, a smottare, a implodere su se stessa e un Museo Geologico Nazionale trasformato in uffici. Uffici che sicuramente possono trovare collocazione nelle innumerevoli proprietà della Cassa Depositi e Prestiti. La devastazione, ultima in ordine di tempo, del territorio del Beneventano e del Sannio è in atto in queste ore. Nessuno può più girare la testa dall’altra parte.
Italia Nostra Roma sollecita, per l’ennesima volta, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero dell’Economia e Finanze e il Ministero dei Beni Culturali a fare la loro parte per evitare che il Museo Geologico Nazionale muoia nella colpevole indifferenza culturale e scientifica delle Istituzione che hanno l’obbligo di tutela.


I Ministri non possono più girare la testa dall’altra parte

martedì 20 ottobre 2015

PREMIO ZANOTTI BIANCO ALLA MEMORIA DEL DOTTOR GAETANO MESSINEO

Il Premio Zanotti Bianco, che viene dato a funzionari pubblici che si sono particolarmente distinti nella tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e archeologico, sarà conferito quest'anno alla memoria del Dottor Gaetano Messineo, archeologo, protagonista di una straordinaria stagione per la tutela e valorizzazione del tratto suburbano delle Consolari Cassia e Flaminia.
Se la Villa di Livia, a Prima Porta,
e l'Arco Quadriportico di Malborghetto, al Km.18.5 della Flaminia,
sono stati riscoperti e se questa via consolare sarà salvata lo si dovrà all'impiego di Gaetano, uno straordinario personaggio che rappresenta magnificamente l'Istituzione Pubblica, la migliore, quella di riferimento e di esempio.
I Consiglieri di Italia Nostra Roma ringraziano il Consiglio Direttivo Nazionale per aver accolto la proposta che è partita dal cuore della Sezione.

UNA BUONA NOTIZIA PER IL TERRITORIO DEL LITORALE: APRE UNA SEZIONE DI ITALIA NOSTRA


Grazie all'impegno di Anna Longo e di Oreste Rutigliano finalmente quel territorio avrà una nuova, importante, sezione.
I cittadini del litorale romano che hanno a cuore il loro territorio ora possono avere dei riferimenti solidi, informati e organizzati.
Grande successo, la nuova sezione di Italia Nostra in quell'area delicata e preziosa.
Buon lavoro ad Anna e a tutti gli iscritti della nuova sezione!!!!


martedì 29 settembre 2015

PARCO DELL'APPIA ANTICA: GLI APPUNTAMENTI DI OTTOBRE CON ITALIA NOSTRA ROMA

Si intensificano le visite sul parco dell’Appia Antica curate da Italia Nostra. Numerosi sono gli appuntamenti previsti per il mese di ottobre 


Tombe Latine
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Sabato 3 ottobre ore 10.30 e Domenica 4 ottobre ore 11.30

Alla scoperta delle meraviglie del repertorio decorativo in affresco e stucco nei sepolcri dei Valeri e dei Pancrazi. Due appuntamenti speciali al mese curati da Italia Nostra Roma in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area archeologica di Roma, e il Parco Regionale dell’Appia Antica.
Appuntamento in via dell’Arco di travertino 151.
Prenotazione obbligatoria su: puntoappia@parcoappiaantica.it tel. 06 5135316





Sepolcro degli Scipioni
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Domenica 4 ottobre ore 9.30 e Domenica 18 ottobre ore 12.30

Visita alla tomba gentilizia della più importante famiglia della Roma repubblicana. Due nuovi appuntamenti curati da Italia Nostra in occasione della stagione autunnale 2015.
Appuntamento in via di Porta San Sebastiano 9.
Prenotazione obbligatoria su: puntoappia@parcoappiaantica.it tel. 06 5135316





Colombario di Pomponio Hylas
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Domenica 11 ottobre ore 10 e Domenica 25 ottobre ore 10

Visita allo splendido colombario ipogeo scoperto nel 1831 da Pietro Campana, ottimamente conservato, caratterizzato da stucchi e affreschi del I sec. d.C. Due nuovi appuntamenti curati da Italia Nostra in occasione della stagione autunnale 2015.
Appuntamento in via di Porta Latina 14.
Prenotazione obbligatoria su: puntoappia@parcoappiaantica.it tel. 06 5135316





Villa dei Quintili e Casale di S. Maria Nova
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Domenica 4 ottobre ore 11

Visita alla villa dei Quintili e al Casale di S. Maria Nova, per ammirare, nella cornice dei Colli Albani, restauri e acquisizioni che hanno arricchito il patrimonio archeologico di Roma.
Appuntamento in via Appia Nuova 1092
Nessun limite di prenotazione




Le Terme e il Casale di Capo di Bove
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Domenica 18 ottobre ore 10

Visita guidata all’oasi verde di Capo di Bove, ai resti delle sue antiche Terme, al casale restaurato sede dell’Archivio Cederna e alla Mostra permanente sulla via Appia, tra storia passata e cronaca dei nostri giorni.
Appuntamento davanti  l’Appia antica Caffè, via Cecilia Metella angolo via Appia antica
Nessun limite di prenotazione




Il complesso imperiale di Massenzio
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Domenica 25 ottobre ore 10

Visita speciale al complesso imperiale di Massenzio. Dal mausoleo dedicato a Romolo alle pendici del Palazzo, negli spazi suggestivi del Circo.
Appuntamento in via Appia Antica 153
Nessun limite di prenotazione



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giovedì 24 settembre 2015

LARGO ARGENTINA: E’ ORA DI COMINCIARE

COMUNICATO STAMPA
23.09.2015
LARGO ARGENTINA: E’ ORA DI COMINCIARE




Italia Nostra Roma si è offerta, già nel 2014, di restaurare l’Area Sacra di Torre Argentina, attraverso installazione di pubblicità sulla recinzione di cantiere.

Sia il progetto di restauro, già predisposto, che la direzione lavori saranno di competenza della Sovrintendenza Capitolina.

La leggibilità del sito è molto complessa e, quindi, il godimento pubblico potrà avvenire solo con un restauro totale dell’area archeologica che  non può essere un “negativo” incomprensibile e ostile.
Italia Nostra Roma, ancora una volta, offre alla Sovrintendenza Capitolina la propria disponibilità a collaborare per restituire a romani e turisti l’area Sacra di Torre Argentina completamente restaurata anche sulle sue aree verdi.

Italia Nostra Roma sollecita, quindi, una risposta concreta da parte del Sovrintendente, Claudio Parisi Presicce, nello spirito della massima collaborazione.

Italia Nostra Roma ricorda che nel proprio “Manifesto per il Centro storico di Roma”, al punto 2, chiede un piano unitario e coerente per l’area archeologica in modo da non creare né cesure né vuoti all’interno delle mura Aureliane.

L’Area Sacra di Torre Argentina è troppo preziosa e qualsiasi sforzo deve essere compiuto per la sua riqualificazione.


ITALIA NOSTRA ROMA E’ PRONTA!!!

martedì 22 settembre 2015

IL GIGANTE CON I PIEDI NELL’ACQUA FINALMENTE E’ CHIARO IL RISCHIO IDROGEOLOGICO DI TOR DI VALLE L’OPERAZIONE VA ANNULLATA

COMUNICATO STAMPA
22 SETTEMBRE 2015

IL GIGANTE CON I PIEDI NELL’ACQUA
FINALMENTE E’ CHIARO  IL RISCHIO IDROGEOLOGICO DI TOR DI VALLE
L’OPERAZIONE VA ANNULLATA


Lo stadio a Tor di Valle è sempre stato a rischio. L’Associazione Italia Nostra Roma, nel documento presentato il 2 ottobre 2014 alle Commissioni riunite del Comune di Roma, aveva per prima denunciato l’estrema criticità idrogeologica dell’area. Il documento del 2 ottobre, che riportava la risposta del Ministero dell’Ambiente ai dubbi sollevati da Italia Nostra Roma, evidenziava già le enormi criticità dell’area e le onerosissime opere di mitigazione propedeutiche al nulla-osta.

Demenziale, quindi, proporre un gigantesco complesso urbanistico in quell’area con così gravi handicap idrogeologici!

La Guardia di Finanza sta, ora,  indagando a tutto campo sulla correttezza delle procedure e sulla legittimità delle stesse.

Italia Nostra Roma pose forti dubbi sulla votazione favorevole alla “pubblica utilità” quando non erano stati resi noti, neanche ai consiglieri comunali che dovevano votarla, i punti critici dell’opera. Prima e durante il dibattito in aula è stata forzata la mano minimizzando le criticità e denigrando le corrette e documentate obiezioni sollevate da Italia Nostra Roma.

Ridicolo, quindi,  battere la grancassa, oggi, sul “parco fluviale” del Tevere Sud. Una foglia di fico su un progetto insensato, forzato e estremamente critico.

Poiché, però, il Complesso Monumentale del Foro Italico, vista la candidatura ufficiale di Roma alle Olimpiadi di Roma 2024, deve essere liberato dalla funzione impropria delle partite di calcio che devastano l’area vincolata, lo stadio deve essere realizzato. Ma non a Tor di Valle.
Un’operazione nata male che deve essere azzerata per trovare una soluzione alternativa, compatibile con la costruzione del nuovo stadio della Roma.


venerdì 11 settembre 2015

MUSEO GEOLOGICO NAZIONALE: APPELLO AL MINISTRO FRANCESCHINI PERCHE' ESERCITI IL DIRITTO DI PRELAZIONE

ITALIA NOSTRA
COMUNICATO  STAMPA
 
APPELLO URGENTE AL MINISTRO DEL MIBACT
ON. DARIO FRANCESCHINI
PERCHE’ ESERCITI LA PRELAZIONE SUL PALAZZO CANEVARI
PROPRIETA’ OGGI DELLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI
IL MUSEO GEOLOGICO NAZIONALE
DEVE TORNARE NELLO STORICO PALAZZO VOLUTO DA
QUINTINO SELLA
 
Il 15 settembre prossimo scade il diritto di prelazione da parte del Ministero dei Beni Culturali per il palazzo vincolato dell’ing. Canevari a Largo di S.Susanna.
L’edificio fu voluto alla fine dell’800, da Quintino Sella per il Regio Ufficio Geologico e  principalmente per ospitare i Musei di Scienze della Terra dell’Italia Unita e la continua elaborazione della Carta Geologica dello Stato. E’ vincolato come uno dei primi esempi di “stile liberty” nell’edilizia pubblica.
Nel 2003 il palazzo fu cartolarizzato dall’allora Governo per fare cassa e purtroppo il Comune non si oppose. Oggi dopo vari passaggi di proprietà (pubblica/privata) è tornato di proprietà dello Stato tramite la Cassa Depositi e Prestiti – CDP Immobiliare che lo vuole utilizzare per gli uffici  dei suoi dipendenti.
Italia Nostra Roma è venuta a conoscenza della scadenza del diritto di prelazione da parte del MIBACT solo ieri ed ha inviato subito un appello sia al Ministro Franceschini perché lo eserciti sul palazzo Canevari, sia al Ministro dell’Ambiente Galletti competente per tutte le importanti documentazioni del Museo Geologico (collezioni geologiche e storiche, alcune uniche al mondo come quella dei “Tipi fossili”, la biblioteca con tutte le cartografie ecc.). Questi materiali preziosi per conoscere il nostro territorio sono sottratti da anni allo studio della comunità scientifica.
Infatti da anni tutte le raccolte sono imballate e, dopo vari depositi, sono nascoste nei magazzini dell’ISPRA.
 
Se i due Ministri daranno una risposta positiva si ricostituirebbe finalmente quel Museo Geologico Nazionale  per il quale la comunità geologica insieme a autorevoli istituzioni scientifiche (UNESCO, Accademia dei Lincei, Società Geologica Italiana, FIST) hanno chiesto da tempo di ripristinare nel suo “contenitore” originario.
Il Palazzo Canevari non dovrà essere un luogo di sola esposizione museale, ma un polo ambientale e un presidio per l’educazione alla tutela del territorio partendo dalla conoscenza delle sue straordinarie bellezze e delle sue più gravi criticità.
Un Museo di Geologia “Nazionale” è presente in tutte le altre principali capitali europee (Berlino,Londra,Parigi, Pietroburgo). Perché continuare a privare Roma del luogo simbolo della geologia italiana e che potrebbe diventare un centro scientifico e culturale non solo per gli esperti, ma aperto specialmente all’informazione e al coinvolgimento dei cittadini e delle scuole?
 
DI SEGUITO TESTO DELL' APPELLO INVIATO AL MINISTRO
                                          AL MINISTRO DEL MIBACT
                                                On Dario Franceschini

                                              APPELLO URGENTE                                                              PERCHE’
VENGA ESERCITATO  IL  DIRITTO DI PRELAZIONE
PER IL PALAZZO CANEVARI, SEDE STORICA DEL MUSEO GEOLOGICO


    Italia Nostra Roma  ha appreso in questi giorni che il 15 settembre dovrebbe scadere il diritto di esercitare la prelazione sul Palazzo dell’Ing. Canevari, a Largo S. Susanna a Roma, edificio voluto alla fine dell’800, da Quintino Sella per il Regio Ufficio Geologico e per essere sede dello straordinario Museo Geologico Nazionale.

    L’appello che Italia Nostra Roma,  Le invia oggi è rivolto a raggiungere l’obiettivo di recuperare alle funzioni originarie il prestigioso edificio riportando al suo interno le Collezioni geologiche e storiche, da anni imballate e trasferite (più volte) in magazzini. Alcune di esse sono uniche al mondo come ad esempio quella dei “Tipi fossili” esemplari unici di riferimento internazionale.

    Si ricostituirebbe finalmente quel Museo Geologico Nazionale sottratto per tanti anni alla fruizione della comunità scientifica e ai cittadini, e per il quale la comunità geologica insieme a autorevoli istituzioni scientifiche (UNESCO, Accademia dei Lincei, Società Geologica Italiana, FIST) hanno chiesto da tempo di riportare nel suo “contenitore” originario.

    Oggi questo è possibile in quanto, dopo la mai tanto contestata cartolarizzazione del 2003 voluta dal Ministro Tremonti, il Palazzo Canevari, dopo vari passaggi di proprietà (pubblica/privata), è tornato di proprietà dello Stato tramite la Cassa Depositi e Prestiti – CDP Immobiliare che lo vuole utilizzare per gli uffici  dei suoi dipendenti.
    La destinazione d’uso ad uffici del Palazzo  -  che era stato voluto da Quintino Sella per ospitare, principalmente, i Musei di Scienze della Terra dell’Italia Unita e l’elaborazione della Carta Geologica dello Stato -  costituisce la rinuncia a volere, finalmente,  far fruire  le raccolte scientifiche, ad esso destinate, e oggi colpevolmente nascoste in magazzini.

    Continuerebbe a prodursi l’insanabile perdita di memoria nella conoscenza del territorio che investirà anche le generazioni future, in quanto la storia e la cultura del suolo sono indispensabili non solo per l’identità storica, ma anche per una efficace pianificazione territoriale, per la salvaguardia dell’ambiente e per la prevenzione dei rischi idrogeologici sempre più in aumento nel nostro paese.

    Infatti il Palazzo Canevari, nel futuro,  non dovrà essere un luogo di sola esposizione museale, ma un polo ambientale nazionale e un presidio per l’educazione alla tutela del territorio partendo dalla conoscenza delle sue straordinarie bellezze e delle sue più gravi criticità.



     Le facciamo presente che un Museo di Geologia “Nazionale” è presente in tutte le altre principali capitali europee  (Berlino,Londra,Parigi, Pietroburgo). Perché continuare a privare Roma del luogo simbolo della geologia italiana e che potrebbe diventare un centro scientifico e culturale non solo per gli esperti, ma aperto specialmente all’informazione e al coinvolgimento dei cittadini e delle scuole.
   
    Infine, nel rimandare  a più ampie e documentate informazioni sul  valore e la vicenda dell’edificio a quanto descritto nell’allegato a questo appello, Le ricordiamo i vincoli che interessano il Palazzo Canevari :

- nel 1991 è stato emesso il vincolo architettonico come uno dei primi esempi di “stile liberty” nell’edilizia pubblica e per le particolari caratteristiche degli spazi interni e degli arredi dedicati ad accogliere le Collezioni geologiche e storiche del territorio (non solo di quello italiano) di grande valore scientifico. Le collezioni   costituivano con la biblioteca un unicum culturale con il palazzo;

- vi è un vincolo sugli arredi storici ed infatti quelli della biblioteca sono ancora in sito ed è tutelato ope legis il patrimonio geologico e storico delle collezioni, oggi conservato all’ISPRA, purtroppo stivato in magazzini per mancanza di spazi dove collocarlo;

- nel 2004 è stato apposto un vincolo archeologico in quanto le campagne di scavo, alla base dell’edificio, hanno portato alla luce un tratto delle mura “serviane”-


      Con la viva speranza che Ella accolga il nostro appello ponendo fine a una vicenda che non fa onore al nostro paese, decisa senza alcun riguardo della storia, della cultura e della scienza,
Le inviamo i nostri migliori saluti

 

lunedì 7 settembre 2015

NASCE LA COLLABORAZIONE TRA ITALIA NOSTRA ROMA E ISTITUTO REGIONALE VILLE TUSCOLANE


Cari lettori, eccoci di nuovo qui per affrontare, insieme, un nuovo anno di battaglie per salvaguardare la nostra città. Un anno ricco di sfide dal Giubileo alla probabile candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, dalla difesa, ad ogni costo del centro storico fino ad arrivare la Nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle senza tralasciare quanto sta accadendo al Museo Geologico Nazionale, che sarà trasformato in uffici per Cassa Depositi e Prestiti, e allo stato di degrado del patrimonio del verde storico.
Per quanto riguarda il centro ed il verde storico, oramai abbandonati al loro tristissimo destino, tra i 10 punti irrinunciabili del "MANIFESTO DI ITALIA NOSTRA PER IL CENTRO STORICO" c'era il progetto di riproporre dei corsi di formazione per i giardinieri che debbono operare nei parchi e nelle ville.
Per questo Italia Nostra Roma ha firmato una convenzione con l'Istituto Regionale Ville Tuscolane che ha costituito insieme all'Università "Roma 2", presso Villa Mondragone, l'Accademia per il Restauro dei Paesaggi e Giardini Storici. 

I primi due corsi, che troverete di seguito riportati,  si terranno entro il 2015. 
Per la partecipazione a questi , e a tutti gli altri corsi dell'Accademia, è previsto uno sconto per i soci della nostra Associazione. Vi ricordiamo che l'Istituto Regionale Ville Tuscolane ha previsto che gli utili ricavati dall'attività di formazione saranno utilizzati per il restauro delle Ville storiche.Un'occasione in più per iscriversi quindi.
Vi terremo informati sugli ulteriori sviluppi e su come iscriversi.





Ente: IRViT-ARPEG Regione Lazio
Presentazione dei  Corsi e apertura delle iscrizioni: Settembre 2015                                                                                                                                                                              
Sede: Università di Roma 2 “Torvergata” Villa Mondragone
  Via Frascati, 51, 00040 Monte Porzio Catone (RM)
Contatti per informazioni e preiscrizioni: IRViT (Istituto Regionale per le Ville Tuscolane)
                                                                                Via Marcantonio Colonna 54, 00192 Roma
                                                                                Tel 06 32650122, Fax 06 32501225
                                                                                e-mail  segreteria@irvit.it
Sito IRViT: www.irvit.it
Sito ARPEG: www.arpeg.it


Corso G1: PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI DI RESTAURO E MANUTENZIONE DEL GIARDINO STORICO
Destinatari: Professionisti, progettisti  
Giornate di corso:  13
Ore di lezione e esercitazione: 104
Costo previsto: da definire
Periodo: Ottobre-Dicembre 2015

Argomenti:                       
Introduzione al corso  (ore 2)
Concetto di giardino storico (ore 2)
Storia dei Giardini          
Giardini ornamentali (ore 8)
Giardini utilitaristici (ore 8)
Sistemi di tutela              
Convenzioni internazionali e normative nazionali (ore 6)
Normative urbanistiche e vincoli, procedure autorizzative (ore 2)
Analisi delle componenti materiali         
Raccolta fonti documentarie e iconografiche (ore )2
                Tecniche di rilievo e rappresentazione (ore  4)
                Schedatura degli elementi architettonici e decorativi (ore 2)
                Rilievo e schedatura degli impianti tecnologici (ore 4)
                Studio delle criticità e delle forme di degrado (ore 4)
Analisi delle componenti vegetali           
Cenni di botanica (ore 4)
                Raccolta fonti documentarie e iconografiche (ore 2)
                Analisi delle condizioni ambientali (ore 4)
                Rilievo e schedatura delle piante esistenti (ore 2)
                Indagine sulle preesistenze e sulle specie vegetali compatibili (ore4
                Studio delle criticità e delle patologie (ore 4)
                Cenni di archeologia botanica (ore 2)
Criteri e metodi per il restauro del giardino
                Teoria e storia del restauro del giardino  (ore 2)
                Analisi del progetto originario e studio delle trasformazioni avvenute (ore 2)
                Redazione carte tematiche (ore 2)
                Analisi del contesto paesaggistico e urbanistico               (ore 2)
Definizione degli usi compatibili (ore 2)
Organizzazione dell'intervento
Allestimento e compatibilità del cantiere e continuità di fruizione del giardino (ore 2)
                Sistemi di restauro o ricostruzione delle parti materiali mancanti o alterate (ore 4)
                Sistemi di trattamento o sostituzione delle piante mancanti o malate (ore 4)
                Sistemi di ripristino, sostituzione o nuova dotazione degli impianti tecnologici  (ore 4)
                Eliminazione delle barriere architettoniche e delle situazioni di pericolo              (ore 2)
Programmi di manutenzione e gestione              (ore 4)
Esempi di progetti, esperienze e casi studio (ore 16)


Corso G3.3: MANUTENZIONE E RIPRISTINO DEGLI ELEMENTI VEGETALI
Destinatari: Giardinieri, diplomati degli Istituti tecnico agrari     
Giornate di corso:  4
Ore di lezione e esercitazione: 32
Costo previsto: da definire
Periodo: Ottobre-Dicembre 2015

Argomenti:                       
Introduzione al corso (ore 1)
Concetto di giardino storico (ore 2)
Analisi delle componenti vegetali
                Rilievo e schedatura delle piante esistenti (ore 1)
                Studio delle criticità e delle patologie (ore 4)
Criteri e metodi per il restauro del verde
Studio delle criticità e delle patologie (ore 1)
Cenni di botanica (ore 1)
Condizioni ambientali : acidità del terreno, morfologia, drenaggio, umidità, insolazione, temperatura, ecc. (ore 1)
Indagini sulle preesistenze e sulle specie compatibili (ore 1)
Presenza e controllo delle piante aliene (ore 1)
Cenni di archeologia botanica (ore 1)
Norme tecniche (ore 1)
Tipologia di piante (ore 2)
Alberi
Arbusti
Piante erbacee e da fiore
Prati
Trattamento o sostituzione delle piante mancanti o malate (ore 2)
Uso e manutenzione delle serre (ore 1)
Coltivazioni in vivaio e trapianti (ore 2)
Sistemi di semina, irrigazione e concimazione (ore 2)
Sistemi di potatura e falciatura (ore 2)
Sistemi di raccolta, compostaggio e riciclaggio dei rifiuti vegetali  (ore 1)
Programmazione degli interventi di manutenzione (ore 2)
Esempi di buone pratiche (ore 4)

                

giovedì 9 luglio 2015

INCONTRO ITALIA NOSTRA ROMA PREFETTO GABRIELLI

COMUNICATO STAMPA
9 luglio 2015
DEGRADO DEL CENTRO STORICO DI ROMA:
ITALIA NOSTRA ROMA HA INCONTRATO IL PREFETTO GABRIELLI


Un approfondito, cordiale e collaborativo colloquio quello svoltosi ieri a Palazzo Valentini tra il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli e Italia Nostra Roma con un unico punto all’ordine del giorno: il Centro Storico di Roma.

Italia Nostra Roma, nel rappresentare al Prefetto Gabrielli tutte le preoccupazioni per la grave situazione di degrado del Centro storico ed i suoi 10 principi irrinunciabili contenuti nel “Manifesto di Italia Nostra per il Centro storico di Roma”, ha offerto la sua piena collaborazione per formulare proposte, per quanto di sua competenza, per individuare soluzioni al grave problema che affligge la Capitale.

Il Prefetto Gabrielli ha mostrato molto interesse alle istanze di Italia Nostra Roma e si è dichiarato in piena sintonia con le proposte dell’Associazione.

Italia Nostra Roma si augura di aver trovato nel Prefetto Franco Gabrielli un “compagno di viaggio” verso la riqualificazione del Centro storico di Roma, riconosciuto come patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO e meta di enormi flussi turistici.




LA METRO C SI FERMI SUBITO A SAN GIOVANNI IL TRACCIATO DEVE ESSERE CAMBIATO

COMUNICATO STAMPA
09 Luglio 2015


LA METRO C SI FERMI SUBITO A SAN GIOVANNI
IL TRACCIATO DEVE ESSERE CAMBIATO


Una nuova gara e un nuovo tracciato centrale alternativo che escluda  i Fori Imperiali, il Colosseo e il Centro Storico  della città a rischio elevatissimo di impatto ambientale.
Nuova gara con un drastico cambiamento di tracciato che deve incrociare la Metro B al Circo Massimo o alla Stazione Ostiense per fare rete da subito.

Nel 2013 Italia Nostra Roma aveva inviato al Sindaco Ignazio Marino un documento che alleghiamo, con una analisi lucida e puntuale delle criticità, anomalie e ostinazione di voler incrociare la Linea B al Colosseo senza un procedimento VIA e valutare le soluzioni alternative previste dalla Direttiva europea al fine di ottenere una rilevante riduzione dei costi e dei tempi di realizzazione.

E’ arrivato, finalmente, il momento di variare i contratti, esplicitati  su base tecnica e  che devono essere verificati con una nuova gara,  un nuovo progetto e una nuova VIA.
UNA NUOVA METRO C!


mercoledì 1 luglio 2015

GESTIONE URBANA E PROTEZIONE IDROGEOLOGICA A ROMA: LE PROPOSTE PER IL COMUNE DI ITALIA NOSTRA ROMA E SIGEA


 Seminario
Gestione urbana e protezione idrogeologica a Roma.
Proposte per il Comune
organizzato da Italia Nostra - Sezione romana e Sigea Società Italiana di Geologia Ambientale
in Roma, giovedì 25 giugno 2015 
MOZIONE  FINALE
Alla chiusura del convegno  è stata decisa una mozione finale sotto riportata affinché i diversi ed importanti temi trattati nel Seminario  da  illustri relatori e poi ampiamente dibattuti non restassero solo patrimonio dei  presenti ma potessero dare risposte ed indicazioni ai principali problemi geoambientali che affliggono il territorio urbano, limitando non solo la sicurezza del tessuto urbano e della popolazione, ma anche lo sviluppo economico ed ambientale.

Dall’insieme dei temi trattati risulta  necessaria  la congruità fra gestione urbana della città e mitigazione del rischio idrogeologico, che  dovrebbe basarsi su:

-un coordinamento generale degli studi idrologici e geologici per superare le conoscenze puntuali e mirare ad un’analisi integrata del sistema suolo/sottosuolo;

-presa d’atto della criticità idrogeologica del territorio cittadino, vietando le costruzioni in aree definite a rischio dalle autorità competenti  e richiedendo approfonditi studi geologici e idrologici per tutte le aree a rischio potenziale; un caso particolare è costituito dai parcheggi interrati nel centro storico, caratterizzati spesso da progetti incompleti – basati su insufficienti risultati di  indagini geotecniche e idrogeologiche – e  da realizzazioni che hanno causato numerosi dissesti statici nei fabbricati contigui;

-riduzione del consumo di suolo, che si traduce nel recupero dell’edificato e nel riconoscere il ruolo ecologico  e sociale della agricoltura urbana e periurbana;

-osservare il principio della invarianza idraulica;

-manutenzione e monitoraggio delle opere di difesa del suolo, in particolare di quelle idrauliche, per assicurarne l’efficienza e l’efficacia;

-formazione e aggiornamento continuo di una banca – dati  relativa a dissesti idrogeologici al fine di assicurare una efficace prevenzione ed una migliore gestione delle emergenze e delle attività post-emergenziali, integrandosi col sistema SIRDIS della Regione Lazio;

-migliorare la capacità di controllo e monitoraggio del territorio da parte dei Municipi, che raccolgono le segnalazioni della cittadinanza;

-una reale attuazione dei requisiti di partecipazione pubblica attiva e di informazione/educazione al rischio, anche mediante la valorizzazione di esperienze virtuose di programmazione negoziata territoriale, come i “contratti di fiume”.


martedì 30 giugno 2015

GLI STADI VANNO COSTRUITI FUORI DALL'AREA URBANA, IN AREA METROPOLITANA E IN LUOGHI IDONEI

COMUNICATO STAMPA
30 giugno 2015
GLI STADI  DELLA ROMA E DELLA LAZIO
SERVONO PER LIBERARE
IL COMPLESSO MONUMENTALE DEL FORO ITALICO

Gli stadi vanno costruiti fuori dall’area urbana, in area metropolitana e in luoghi idonei.


Italia Nostra Roma sottolinea da anni che gli stadi della Roma e della Lazio servono per liberare il Complesso Monumentale del Foro Italico dall’uso devastante prodotto settimanalmente dalle partite di calcio.
Il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, nell’ultima riunione del Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico, ha stabilito per il Complesso del Foro Italico e lo Stadio Olimpico, prescrizioni severissime per la messa in sicurezza dell’area durante le partite di calcio.
“L’utilizzo dello Stadio Olimpico quindi potrà avvenire, nel campionato 2015-2016, purchè siano osservate le seguenti prescrizioni: innalzamento delle barriere che superano il settori “distinti” dalle “Curve”, in modo da impedirne lo scavalcamento; divisione delle due curve in due settori, attraverso di un apposita barriera; riduzione della capienza delle due “curve”; installazione di apposite separazioni, atte a creare “corridoi” per rendere più agevoli le operazioni di filtraggio e pre-filtraggio dei tifosi che accedono alle curve”.
Prescrizioni che hanno provocato un terremoto tra il Comitato Olimpico e le due società calcistiche. Anche la sicurezza dello Stadio Olimpico è, quindi, fortemente compromessa.
Gli stadi vanno costruiti fuori dall’area urbana, in area metropolitana e in luoghi idonei.
Lo stadio di Tor di Valle è sicuramente una scelta inidonea. Il fiume Tevere non esonda in quell’area ma la sicurezza degli abitanti di Torrino 2 è messa a gravissimo rischio dal fosso di Vallerano: Rischio R4 che allo stato attuale, senza corpose e costose ma inevitabili opere di mitigazione, significa anche perdita di vite umane.
Italia Nostra Roma, avendo per prima sollevato il problema, ritiene inaccettabile la costruzione dello stadio in quell’area, che ha un assetto idrogeologico ad altissimo rischio. Il milione di metri cubi di costruzione, in compensazione, sono intollerabili e vanno in controtendenza rispetto al consumo zero del territorio.
Lo sport è una scusa risibile, in realtà a Tor di Valle si sta configurando una speculazione edilizia di proporzioni inaudite.
Lo stadio della Roma va costruito ma sicuramente non a Tor di Valle.

martedì 23 giugno 2015

STADIO DELLA ROMA: IL GIOCO DELLE TRE PROCURE

Lo stadio di Tor di Valle è nato sotto cattiva stella. A partire dal punto d'origine: la sua reale proprietà. Italia Nostra Roma, prima di tutti, sollevò il reale problema della proprietà.

La società Sais di Papalia è fallita e il giudice fallimentare ha rinviato la data della sentenza. Non è difficile capire che la certezza granitica del costruttore Parnasi di esserne il reale proprietario è costruita sulla sabbia. Chi è il reale proprietario dell'area.
Le procure di Roma, Firenze e Napoli hanno aperto altrettanti fascicoli per bancarotta fraudolenta da parte delle società che nel tempo hanno gestito l'ex ippodromo di Tor di Valle. La Corte di Cassazione, quindi, deciderà quale procura sarà titolare dell'indagine.
Ma nonostante ciò il Comune di Roma, ignorando o fingendo di ignorare il vulnus sull'eventuale bancarotta fraudolenta della società Sais e della conseguente incertezza della proprietà di Parnasi, seguita a proclamare "avanti tutta", sembra che il progetto sia stato, infatti, già inoltrato alla Regione Lazio per le ulteriori valutazioni.
Atteggiamento incosciente e temerario in questo particolare momento della vita politica di Roma Capitale nel quale la chiarezza degli atti amministrativi e l'inattaccabilità delle procedure dovrebbe essere l'unica strada che è doveroso perseguire.
Come si fa a sbandierare come fatto un progetto, il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, quando sarà una Procura (non si quando) a decidere nel merito sulla natura del fallimento della società Sais.
L'accelerazione dei passaggi burocratici per lo Stadio della Roma a Tor di Valle è esponenziale.

giovedì 18 giugno 2015

IL MANIFESTO DI ITALIA NOSTRA PER IL CENTRO STORICO DI ROMA

Qualche cosa di importante si sta muovendo per arrestare il degrado del Centro storico di Roma.

Il Sottosegretario di Stato ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni, e la nuova Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma, Renata Codello, sono fortemente impegnate per realizzare il "Vincolo Paesaggistico" al Centro storico di Roma, strumento di tutela e valorizzazione che manca da troppo tempo.
Il paradosso è che la tutela paesaggistica è stata apposta dalla Regione Lazio in tutti i Centri storici TRANNE ROMA .

Al primo punto del "Manifesto per Roma" la richiesta irrinunciabile di Italia Nostra Roma è proprio questo fondamentale strumento di tutela.

STIAMO ANDANDO NELLA DIREZIONE GIUSTA!!!!!!!

SEMINARIO IL 25 GIUGNO A ITALIA NOSTRA SU GESTIONE URBANA E PROTEZIONE IDROGEOLOGICA A ROMA

Seminario

Gestione urbana e protezione idrogeologica a Roma.
Proposte per il Comune
organizzato da Italia Nostra - Sezione romana e Sigea
presso la sede nazionale di Italia Nostra in Roma–V.le Liegi 33

Programma
-9.30-10.00 Saluti: VicePresidente di Italia Nostra Sezione romana, Mirella Belvisi; ing. Giorgio Cesari, Segretario generale della Autorità di Bacino del Tevere; ing. Fabio Stefano Pellegrini, Dipartimento Sviluppo infrastrutture e manutenzione del Comune di Roma; geol. Eugenio Di Loreto, Direzione regionale infrastrutture, ambiente e politiche per la casa, Regione Lazio.

-10.00 – 13.00 - Lavori : modera ing. Catello Masullo (Italia Nostra)

-10.00-10.20 Relazione introduttiva: I problemi del dissesto a Roma: come prevenirli, attraverso la gestione del rischio e la manutenzione del territorio e delle opere di difesa del suolo: geol. Giuseppe Gisotti (Sigea, Italia Nostra)

-10.20 – 10.40 Il rischio frane e sprofondamenti a Roma: geol. Maurizio Lanzini – geol. Marina Fabbri (Sigea Lazio)

-10.40 – 11.00 Il rischio alluvioni e allagamenti a Roma: ing. Francesco Mele (Ufficio idrografico e mareografico, Regione Lazio)

-11.00 – 11.20 Il problema dei parcheggi sotterranei a Roma: geol. Liborio Rivera (Sigea Lazio)

-11.20 – 11.40 Il parere dell’urbanista: prof. arch. Simone Ombuen (Università di Roma 3, Facoltà di Architettura)

-11.40 – 12.40 Dibattito pubblico

-12.40 – 13.00 Elaborazione della Mozione finale indirizzata al Sindaco e agli Assessori competenti del Comune di Roma

-13.00 Chiusura del Seminario

-Informazioni: 347-1924404; 06/5943344; roma@italianostra.org; info@sigeaweb.it.


Ingresso libero anche per i non soci.

giovedì 4 giugno 2015

LETTERA APERTA SUL CENTRO STORICO DI ROMA AL SINDACO MARINO

Roma, 3 giugno 2015
Al Sig. Sindaco di Roma
Dr. Ignazio Marino

Oggetto: Lettera aperta sul Centro Storico di Roma.

L’Associazione Italia Nostra Roma ha presentato alla stampa giovedì 21 maggio scorso un documento nel quale, con il contributo dei suoi Soci, ha analizzato i principali problemi del Centro Storico della città ed ha formulato proposte operative. Purtroppo né Lei né alcun rappresentante dell’Amministrazione capitolina avete ritenuto opportuno essere presenti anche se invitati a partecipare.
Ben diversa è stata l’attenzione che tutta la stampa nazionale ed internazionale ha riservato all’iniziativa. Non abbiamo nemmeno registrato alcun commento di Roma Capitale dopo gli articoli che il giorno successivo sono stati pubblicati, con ampio rilievo, dai quattro principali quotidiani romani.
Forse, le intenzioni di Italia Nostra Roma sono state male interpretate o, più probabilmente, nessuno ha letto il documento, perché in esso non vi è alcuna traccia di polemica nei Suoi confronti ma solo la denuncia del gravissimo stato di degrado che colpisce, da troppi anni, il Centro Storico e che non può lasciare indifferenti coloro, come noi, che amano la loro città e si adoperano da 60 anni per risolvere i suoi problemi.
Del tutto diverso è stato l’atteggiamento dell’On. Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretario di Stato al Ministero per i Beni le Attività Culturali e del Turismo, che non solo ha partecipato all’incontro ma che ha anche assicurato il suo impegno per la soluzione del problema più grave che, a nostro giudizio, oggi affligge il Centro Storico di Roma. Un’area di enorme valore culturale e di grande fragilità che, come Lei certamente sa, oggi è priva di Tutela Paesaggistica. Si tratta di una gravissima carenza normativa che rischia, tra l’altro, la cancellazione del Centro Storico dall’elenco dei siti Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Le reinviamo, Signor Sindaco, il nostro documento e riteniamo ancora possibile e costruttivo discuterne i contenuti. Pertanto, Le rinnoviamo la richiesta di un incontro, a breve, nella sede che Lei riterrà opportuna.
Distinti saluti.
                          
Il Vice Presidente
Vanna Mannucci
 Il Consigliere

Filippo Bruno Lapadula



Siamo in attesa che il Sindaco Marino ci risponda e si decida ad affrontare con noi i problemi del Centro Storico


venerdì 29 maggio 2015

LA POLITICA E I CITTADINI: GUIDO IMPROTA CONVINCE GIOVANNI CAUDO DELUDE CHI? I CITTADINI

Diversi atteggiamenti dei due Assessori di Roma Capitale negli incontri pubblici: Giovanni Caudo
sembra il Marchese del Grillo nel fantastico film di Luigi Comenicini " Io so' io e voi (cittadini) non siete un.......".
Diverso l'atteggiamento di Guido Improta che negli incontri pubblici ascolta e accetta il confronto con i cittadini.
Possiamo non essere d'accordo nel merito di quanto propone Improta ma siamo assolutamente d'accordo sul metodo. Due metodi, quello di Caudo e di Improta, antagonisti per affrontare la legittima richiesta di chiarezza e di informazione dei romani che prima o poi dovranno fare una scelta politica nel segreto dell'urna.
La bilancia dei comportamenti pende decisamente a favore di..........

Sarebbe opportuno un esame di coscienza da parte "dell'altro piatto" della bilancia per porsi come qualsiasi politico dovrebbe porsi, e questi gli Assessori sono politici nonostante le negazioni, nei confronti dei cittadini-giudici. 
umiltà e rispetto 
senza queste due garanzie fondamentali il rapporto politica-cittadino va ancora nella direzione sbagliata, aumentando la sensazione di sfiducia e di sospetto di scollamento con le istituzioni.
Opaco e sbagliato l'atteggiamento di Giovanni Caudo, secondo noi,  ieri alla Casa dell'Architettura, dove i cittadini si sono visti esclusi dal dibattito pubblico previsto nel programma.
I cittadini non sono ne ciechi nè disinformati, si rendono conto ed hanno memoria lunga
ascolta Giovanni..... Ascolta.
 E se nessuno ti ha insegnato ad ascoltare fai un corso intensivo prima che sia troppo tardi.

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