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venerdì 10 aprile 2015

GIU' LE MANI DAI MUSEI DELL'EUR



Italia Nostra Roma ha combattuto, per 60 anni, per la conservazione dei musei riconosciuti con vincolo dal Ministero dei Beni Culturali impedendone l’alienazione e, anzi, proponendo l’istituzione di nuovi.
E’ impensabile, quindi, che Italia Nostra Roma appoggi la vendita dei 4 musei dell’Eur: Pigorini, delle Arti e Tradizioni Popolari, Alto Medioevo e l’Archivio Centrale dello Stato.
Solo a Roma due sconcertanti esempi: il Museo Torlonia alla Lungara, vincolato dal 1948, che ospitava la più grande collezione del mondo di statuaria greco-romana, non esiste più, al suo posto 99 mini appartamenti e la collezione negata a studiosi e cittadini; il Museo Geologico Nazionale a Largo di Santa Susanna, venduto nel 1995 per ospitare un centro hi-tech, voluto dall’allora Sindaco, Walter Veltroni, è ora uno scheletro e le collezioni sono ospitate in magazzini, anche queste negate a cittadini e studiosi. Questi due illustri ma negativi esempi, devono far riflettere, in un’Italia che è culturalmente incapace di difendere e tutelare i suoi beni inalienabili.
I 4 Musei all’Eur, se venduti, rischiano la stessa sorte e segnerebbero un’altra enorme sconfitta della Cultura italiana.
Nel Decreto Legislativo 304/99, che trasforma l’Ente autonomo esposizione universale di Roma in società per azioni, l’articolo 3 enuncia: “ Rientrano, in particolare, nell'oggetto sociale della societa' EUR S.p.a., approvato a norma del comma 4 dell'articolo 1, la gestione e la valorizzazione del complesso dei beni di cui la societa' e' titolare. Nell'ambito di tali attivita' e' compresa l'utilizzazione dei beni immobili per la promozione ovvero per l'organizzazione di iniziative nel campo congressuale espositivo, artistico, sportivo e ricreativo, ivi inclusi i servizi connessi a dette attivita'.”. Solo nella modifica di statuto, firmata dal Cda il 27 febbraio 2015 all’articolo 4, comma 4  compare, la parola “alienazione” .
E’ atto legittimo che lo Statuto sia stato modificato in discrepanza con il Decreto Legislativo istitutivo di EUR S.P.A.?
La tattica “di fare cassa” vendendo i beni di pregio per sanare i costi, gonfiati a dismisura, della Nuvola di Fuksas non convince nessuno e, rileva Italia Nostra Roma, avrebbe un effetto domino perverso sulla sorte degli altri musei in tutta la Nazione.
I Ministri Padoan e Franceschini, ognuno per le proprie competenze, devono trovare opportune ma urgentissime soluzioni sostanzialmente diverse dalla vendite dei musei Pigorini, delle Arti e Tradizioni Popolari, Alto Medioevo e l’Archivio Centrale dello Stato all’Eur.


mercoledì 18 febbraio 2015

IL MINISTRO FRANCESCHINI DA UN COLPO DI MANNAIA ALLA VENDITA DEI TRE MUSEI E DELL'ARCHIVIO DI STATO ALL'EUR

"NON SE NE PARLA NEMMENO"

Dichiara il Ministro Dario  Franceschini stroncando le ipotesi di vendita all'asta del museo Pigorini
 del museo dell'Alto Medio Evo
 del museo delle Tradizioni Popolari
 e dell'Archivio di Stato
che contiene i documenti della storia d'Italia.
Italia Nostra Roma nell' apprezzare la netta presa di posizione del Ministro dei Beni Culturali rileva che l'ipotesi della messa all'asta dei "gioielli dell'Eur" è solo tatticismo a breve termine. Si vende o si svende il patrimonio per pagare i debiti contratti per la contestatissima "Nuvola" di Fuksas. Non c'è nessuna strategia politica a lungo termine.
La "Nuvola" di Fuksas, che a questo punto "Nuvola" non è più ma è diventata "nebbia bassa della Val Padana"
dopo tutte le modifiche fatte al progetto originale, deve trovare altri fonti di finanziamento - se proprio indispensabili - per saldare i conti in rosso.
Il "Centro Congressi" rischia di rimanere una contestatissima, costosissima e impopolare ennesima opera "non finita".
Le dure, inequivocabili, parole del titolare del dicastero dei Beni Culturali devono determinare un drastico e irreversibile cambio di rotta.

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