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lunedì 25 maggio 2015

MANIFESTO DI ITALIA NOSTRA PER IL CENTRO STORICO DI ROMA: 10 PRINCIPI IRRINUNCIABILI E 10 PROPOSTE

Il Manifesto che Italia Nostra Roma ha presentato venerdì alla stampa, alla presenza del Sottosegretario di Stato ai Beni e alle Attività Culturali, On.le Ilaria Borletti Buitoni, ha ottenuto numerosi apprezzamenti. Tra questi proprio quello del Sottosegretario che ha confermato che il problema principale all’ordine del giorno del Ministero per la tutela paesaggistica del Centro Storico di Roma è già all’attenzione del suo Dicastero e ha garantito il proprio impegno personale nel raggiungimento dei risultati  auspicati negli interventi.

Di seguito riportiamo il Manifesto con i 10 principi irrinunciabili e le 10 proposte.

“MANIFESTO DI ITALIA NOSTRA
SUL CENTRO STORICO DI ROMA:
10 PRINCIPI IRRINUNCIABILI”


Italia Nostra non può parlare di Centro Storico senza ricordare che la sua azione odierna si collega sempre direttamente alla lezione sulla “Cultura della Conservazione”dei centri storici, nata negli anni ’50 dopo gli appassionati articoli che Antonio Cederna scrisse su “Il Mondo”: lo sventramento a Via Vittoria per creare una strada di collegamento tra Via Veneto e Via del Corso. I fondamenti di tale “Cultura della Conservazione”sono delineati ottimamente sul primo Bollettino di Italia Nostra che, nel rispetto delle volontà di Antonio Cederna, oggi vogliamo ripubblicare quale essenziale premessa (allegato).

Il documento di Italia Nostra Roma e le proposte in esso contenute derivano dalla consapevolezza che il Centro Storico di Roma, nonostante la sua enorme importanza e la pressione a cui è sottoposto, oggi è privo di Tutela paesaggistica e di un Progetto complessivo che richiederebbero la decisione “politica” del ritorno di un Assessorato  al Centro Storico, che ha avuto illustri precedenti nei Prof. Arch. Vittoria Calzolari e Prof. Arch. Carlo Aymonino, che  sia in grado di svolgere compiti strategici, finora colpevolmente disattesi, di cabina di regia per la pianificazione, l'attivazione ed il coordinamento di tutti gli interventi necessari a fronteggiare la drammatica situazione di degrado ed illegalità che ormai devasta il più esteso ed importante Centro Storico del mondo.

La gestione di Roma e del suo straordinario patrimonio avviene senza la preliminare definizione e condivisione di quelle che,  nei Paesi di cultura anglosassone, vengono definite “politiche”. L’Amministrazione dovrebbe stabilire e la cittadinanza dovrebbe conoscere quali siano gli obiettivi che i responsabili delle decisioni intendono perseguire nei principali settori della vita collettiva e con quali strategie intendano raggiungerli per assicurare la tutela dei beni culturali, lo stato dell’ambiente e la qualità della vita nella città. Attività da attuare nell’ambito del Decreto Legislativo 14 marzo 2013 n. 33, “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni”.

L Italia Nostra Roma non può sostituirsi al Governo Centrale e alle Amministrazioni Regionale e Comunale per le “politiche” generali ma, nell’ambito delle sue competenze che riguardano la tutela del “patrimonio storico, artistico e naturale”, sente il dovere di proporre dei principi, che dovrebbero essere presenti in ogni decisione pubblica, e  indicare le relative priorità.

In questa prospettiva, la Italia Nostra Roma  ha individuato, per il momento, dieci principi per il Centro Storico, che considera irrinunciabili ed indifferibili, e dieci proposte operative che dovrebbero caratterizzare le relative “politiche”. “Politiche” che potrebbero, nel loro insieme, contribuire a scrivere una futura “Charta di Roma” per le grandi città storiche.


10   PRINCIPI  IRRINUNCIABILI


1.BENI CULTURALI

Considerare il Centro Storico di Roma, come previsto dalla Carta di Gubbio del 1960, un unico monumento complessivo ed unitario, formato dalle opere architettoniche monumentali e dal tessuto storico degli edifici, dalle strade e dalle piazze che le connettono.
Ripristinare, dunque, la tutela paesaggistica del Centro Storico oggi assente e le Norme Tecniche del Piano Regolatore Generale del 1965 (Zona A) purtroppo cancellate dal nuovo Piano Regolatore Generale del 2008.
Dopo aver ottenuto dalla Regione o dal MIBACT il vincolo paesaggistico, va attuato il Piano di Gestione dell’UNESCO che non dà norme di tutela, ma solo linee guida  per il Centro Storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le mura, in quanto Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

2.ARCHEOLOGIA

Adottare il principio che: le aree archeologiche non sono “fosse”, dove si intravedono manufatti incomprensibili ai cittadini attuali, ma porzioni di una città che era stata costruita per soddisfare le esigenze di altri cittadini. Solo se si garantisce la leggibilità dei resti archeologici e si consente un uso, ovviamente regolamentato e protetto, delle aree più significative, la città antica rappresenterà un valore culturale per la popolazione attuale.
Bisogna ripensare alle aree archeologiche del Centro Storico, in termini storici ed ambientali, con una progettazione unitaria e coerente, realizzabile con finanziamenti e tempi certi. Progettazione che ne ridisegni l’accessibilità, la leggibilità e le sistemazioni a verde, evitando che si creino delle cesure o dei vuoti all’interno delle Mura Aurelianee.
Ad esempio, l’area oggi attraversata da via dei Fori Imperiali, in molti tratti, si presenta come uno spazio discontinuo ed irrisolto segnato da fossati intransitabili che richiede decisioni ampiamente condivise.


3.ARREDO URBANO

Definire un abaco degli elementi dell’arredo di Roma (lampioni, fontanelle, cestini da esterno, panchine, segnaletica stradale, pannelli della toponomastica, numeri civici, cartelli pubblicitari, dissuasori stradali, insegne dei negozi) che siano riconoscibili, peculiari, efficaci, solidi, sicuri e che non creino barriere architettoniche.
Aggiornare le normative tecniche per gli interventi di manutenzione, ma anche della pavimentazione di strade, marciapiedi e viali nei parchi che ne garantiscano una maggior durata, la riduzione della fragilità, l’eliminazione di pericoli e barriere architettoniche.
Garantire la riconoscibilità del tessuto edilizio e della rete viaria nel Centro Storico attraverso i materiali costruttivi tradizionali, le pavimentazioni in sampietrini e “Il colore di Roma” per le facciate degli edifici non vincolati, in base a semplici criteri certi.
Bonificare il Centro Storico da elementi o intere strutture, obsoleti ed abbandonati, che sono causa di inquinamento visivo e rischio soprattutto per anziani e disabili.

4.VERDE STORICO E VERDE CITTADINO

Di fronte allo stato di inaccettabile degrado e abbandono in cui è lasciato il patrimonio verde della città creare un sistema di controllo e manutenzione continuo, efficiente e svincolato da eventi occasionali.
Conservare la quantità del patrimonio vegetale in base al principio: un nuovo albero per ogni albero abbattuto, tagliato, secco.
Tutelare la qualità del Verde pubblico e privato, in particolare nell’ambito dei parchi e delle ville storiche, in base ai principi e alle regole della Carta italiana dei giardini storici (1981) e della Carta per la salvaguardia dei giardini storici (1982). Vietare, in questo quadro, ogni uso improprio ed ogni manifestazione incompatibile con il carattere e la fragilità dei parchi e delle ville storiche, come per esempio: il Concorso ippico all’interno di Villa Borghese che è risultato incompatibile con la conservazione del verde storico.
Definire gli usi del verde urbano in relazione alle esigenze di tutela e valorizzazione del Centro Storico e, in particolare, per il ripristino delle masse arboree, la definizione di spazi urbani, la creazione di barriere visuali e la tutela dell’ambiente, un caso emblematico Lungotevere dei Mellini.
Completare il rilievo delle essenze vegetali presenti nei parchi e ville storiche in modo da garantire il ripristino delle specie preesistenti e creare uno strumento indispensabile all’eliminazione dei conflitti con usi ed interventi programmati.
Approvare in via definitiva ed applicare il Regolamento del Verde Urbano di Roma.

5.EVENTI CULTURALI

Definire rigorosamente gli eventi ammissibili nel Centro Storico.
Individuare le aree compatibili con tali eventi (strade, piazze, aree archeologiche, banchine del Tevere, aree interne ai palazzi, parchi e giardini storici) all’interno delle Mura Aurelianee.
Programmare gli eventi culturali nel Centro Storico sia in termini di scansione temporale ed estensione spaziale che di coordinamento con altri eventi in base ad un Piano di sviluppo generalmente noto come: Ingénierie Culturelle.
Definire per ogni tipologia di evento ammissibile le regole, i canoni d’affitto, le fideiussioni cautelative e le compensazioni che prevedano interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a vantaggio della popolazione, della città e del sito stesso.
Individuare le aree compatibili e disponibili per tutte le altre tipologie di eventi nell’ambito dell’Area Metropolitana e comunque fuori dai confini del Centro Storico.
6.LEGALITÀ

Definire i diritti già regolamentati da leggi e norme: protezione da rumori, vibrazioni, fumi, odori, luci, radiazioni; demolizione di opere edilizie abusive e di impianti ; presenza invasiva di pubblicità su strada, insegne e vetrine; occupazione illegittima di suolo pubblico; controllo di attività illegali ed esercizi commerciali abusivi e ambulantato abusivo applicando con continuità e rigore i relativi controlli e provvedimenti sanzionatori, tali da dissuadere drasticamente l’abusivismo.
Creare, per ogni diritto tutelato, uno sportello unico al quale il cittadino si può rivolgere per ottenere, senza ulteriori passaggi, le informazioni, l’applicazione della normativa ed il riconoscimento dei suoi diritti.

7. RESIDENZA

Tutelare il diritto alla residenza e alla qualità della vita nel Centro Storico ed incoraggiare la permanenza degli abitanti in base al principio: un Centro Storico privo degli abitanti perde la sua identità culturale e tende a trasformarsi in un “non luogo”.
Creare incentivi fiscali e normativi, in concomitanza all’auspicato ripristino della Tutela paesaggistica del Centro Storico, che favoriscano il mantenimento della residenza e delle attività commerciali ad essi collegati.
Affrontare e risolvere le questioni legate ai cambi di destinazione d’uso per le attività commerciali protette, ai frazionamenti delle unità immobiliari e all’utilizzo di edifici residenziali per uso ufficio e/o  commerciale.
Adottare criteri di equità nella revisione dei canoni della ZTL per i residenti.

8.TRAFFICO

Regolamentare in modo risolutivo il Traffico commerciale e turistico.
Far rispettare con continuità e rigore le normative vigenti circa il carico e lo scarico delle merci, con rispetto degli  orari e delle tipologie dei mezzi mediante controlli e sanzioni.
Proibire l’accesso al Centro Storico dei veicoli ingombranti e inquinanti, incentivando l’uso di veicoli ecologici per il traffico pubblico, privato e per il carico-scarico merci. Le eccezioni sono determinate dalla tradizione come: auto e moto d’epoca iscritte all’ASI-Automotoclub Storico Italiano.
Eliminare i mezzi pubblici vistosamente inquinanti che vanificano con la loro presenza qualsiasi campagna di sensibilizzazione sui problemi dell’inquinamento.
Consultare la cittadinanza in tutte le decisioni relative al sistema dei parcheggi pubblici e privati, introducendo una moratoria sui parcheggi interrati nel Centro Storico.

9.ECONOMIA E MODERNIZZAZIONE
Contrastare i condizionamenti e gli effetti negativi prodotti dal turismo di massa nell’economia: attività commerciali ripetitive ed improprie del Centro Storico.
Eliminare l’abusivismo commerciale in ogni sua forma e dimensione. Con le eccezioni determinate dalla tradizione come: gli ambulanti ebrei autorizzati nel 1911 da una bolla di Pio X a vendere ricordi ai turisti.
Mantenere e favorire la presenza delle attività tutelate quali quelle commerciali, artigianali ed artistiche in base al principio: un centro storico privo di attività creative è condannato ad un declino definitivo.
Adottare, per ogni opera da realizzare e per ogni attività di interesse pubblico, la Migliore Tecnologia Disponibile, generalmente nota come: BAT-Best Available Technology, avviando sinergie con attività collegate e servizi.

10.TURISMO

Ampliare e differenziare l’offerta turistica, proponendo itinerari e siti che non rientrino nella routine degli operatori turistici e consentendo la conoscenza dei molteplici beni culturali e ambientali presenti nella città.
Disciplinare la presenza del Turismo giornaliero, che non porta alcun beneficio economico alla città ma aumenta le condizioni di pressione e consumo a cui è sottoposto il patrimonio storico ed archeologico del Centro Storico. Di conseguenza regolamentare l’ingresso e la sosta dei pullman fuori dal Centro Storico - come avvenne in occasione del Giubileo del 2000 - ed imponendo forme di compensazione per l’uso anomalo delle risorse e dei servizi offerti dalla città.
Regolamentare, per gli aspetti di competenza comunale, il proliferare delle attività di ricezione turistica extra-alberghiera quali B&B, Case vacanze, controllandone il numero e la legittimità con verifiche continue e rigorose sul rispetto delle regole per non svantaggiare le
attività legittime.

 “MANIFESTO DI ITALIA NOSTRA
SUL CENTRO STORICO DI ROMA:
10 PROPOSTE OPERATIVE”


I dieci principi danno origine ad una molteplicità di proposte operative che possono essere settoriali o trasversali quando interessano più aspetti e offrono soluzioni a più problemi del Centro Storico.
Al momento sono state individuate le dieci proposte seguenti che sono accumunate dall’obiettivo di migliorare, con sistemi poco costosi, la qualità dell’ambiente urbano e di coinvolgere i cittadini creando forme di consenso e di partecipazione.

PROPOSTE SETTORIALI
Le proposte settoriali sono di facile enunciazione ma di difficilissima attuazione come dimostra l’esperienza. L’Amministrazione comunale e le Amministrazioni municipali devono assumere l’impegno di applicare in maniera sistematica e rigorosa le delibere, i piani e le normative integrandoli, dove serve, con i regolamenti di attuazione e con Piani quadro e Progetti ad hoc. In questo quadro è indispensabile la reintroduzione della figura di alto profilo culturale dell’ Assessore al Centro Storico con pieni poteri di coordinamento, indirizzo e controllo.

1.BENI CULTURALI
Il Centro storico deve ripristinare il vincolo paesaggistico, vincolo che hanno tutti gli altri comuni del Lazio. Il vincolo deve essere imposto dalla Regione Lazio o dal MIBACT.
Devono essere ripristinate  le Norme Tecniche del Piano Regolatore Generale del 1965 (Zona A) ed attuare il Piano di Gestione dell’UNESCO per il Centro Storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le mura in quanto Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Va precisato che l’Unesco non ha alcun potere di imporre norme prescrittive, ma ha solo poteri d’indirizzo.

2.ARCHEOLOGIA
Predisporre per l’Area Archeologica Centrale un piano unitario e coerente, realizzabile con finanziamenti e tempi certi, che ne ridisegni l’accessibilità, la leggibilità e le sistemazioni a verde, evitando che si creino delle cesure o dei vuoti all’interno delle mura aurelianee.



3.VERDE STORICO E VERDE CITTADINO

Predisporre per ogni villa storica e parco pubblico del Centro storico di Roma un Programma di intervento che preveda almeno le seguenti fasi:
-        formare professionisti, tecnici e giardinieri altamente specializzati in interventi di valorizzazione, restauro, manutenzione, cura e difesa del verde storico (attraverso l’ARPEG-Accademia di Restauro di Parchi e Giardini dell’IRViT-Istituto Regionale per le Ville Tuscolane che ha già avviato i relativi corsi in collaborazione con le Università di Roma 1 e Roma 2);
-        stabilire sulla base della Carta italiana dei giardini storici (1981) e della Carta per la salvaguardia dei giardini storici (1982) gli usi compatibili;
-        introdurre nel sistema della tutela paesaggistica del Centro Storico: le ville storiche, i parchi pubblici, le alberate, le sistemazioni a verde e nelle residenze storiche private;
-        completare il rilievo delle essenze vegetali presente nella villa storica o parco pubblico;
-        redigere per ogni villa storica o parco pubblico un Progetto di restauro, assetto e utilizzo completo di piano economico, crono programma, e  piano di monitoraggio e manutenzione;
-        prevedere per ogni villa storica o parco pubblico di maggiore importanza la nomina di un direttore;
-        applicare per ogni altra esigenza il Regolamento del Verde urbano di Roma.

4.EVENTI CULTURALI
Per evitare eccessiva pressione e concentrazione di attività nel Centro Storico, nel quale dovrebbero essere riservati soltanto eventi di altissimo profilo culturale, occorrerà avviare per l’Area Metropolitana di Roma una Progettazione Culturale, sulla base dell’esperienza francese dell’Ingénierie Culturelle, che crei un coordinamento, un’integrazione e sinergie tra le seguenti attività:
-        Visite guidate a musei, giardini storici, orti botanici e aree archeologiche.
-        Escursioni organizzate in siti e/o monumenti di interesse storico-artistico o  naturale.
-        Stagioni di cure termali.
-        Festival di teatro, musica, danza, poesia e cinema.
-        Grandi spettacoli: concerti, opere liriche, ecc.
-        Mostre d’arte.
-        Esposizioni vivaistiche.
-        Esposizioni, fiere campionarie e mercati.
-        Sport tradizionali e agonistici in luoghi circoscritti.
-        Sport tradizionali e agonistici in ambienti storici o naturali.
-        Rievocazioni storiche.
-        Sagre e feste patronali.
-        Esposizione e vendita di prodotti alimentari tipici.
-        Cicli di conferenze, convegni e corsi di formazione.
-        Eventi virtuali.



5.LEGALITÀ
Assumere formalmente e pubblicamente impegni tra le Amministrazioni comunale, municipali e i cittadini per l’attuazione di leggi, normative, delibere e regolamenti di attuazione, applicando con continuità e rigore i relativi controlli e provvedimenti sanzionatori.
Creare per ogni diritto tutelato uno sportello unico al quale il cittadino si può rivolgere per ottenere, senza ulteriori passaggi, l’applicazione della normativa ed il riconoscimento dei suoi diritti.

6.RESIDENZA E TRAFFICO
Attivare un sistema di incentivi fiscali e normativi, in concomitanza dell’auspicato ripristino della tutela paesaggistica del Centro Storico, che favoriscano la residenza e le attività ed i servizi ad essa collegati. Adottare criteri di equità nella revisione dei canoni della ZTL per i residenti.
Redigere un piano del traffico che regolamenti in modo risolutivo il traffico pubblico, privato commerciale e turistico ed il sistema dei parcheggi interrati al Centro Storico.

7.TURISMO

Disciplinare la presenza turistica regolamentando:
-        l’ingresso e la sosta dei Pullman che debbono parcheggiare fuori dal Centro Storico, come avvenne in occasione del Giubileo del 2000;
-        la compensazione per l’uso anomalo delle risorse e dei servizi offerti dalla città con l’introduzione di forme di tassazione anche per i turisti che non pernottano;
-        il proliferare delle attività di ricezione turistica extra-alberghiera, B&B, Case Vacanze con il controllo del numero e della legittimità attraverso verifiche continue e rigorose sul rispetto delle regole.

PROPOSTE TRASVERSALI

8. Archeologia/Arredo urbano/Turismo: informazioni

Oltre agli abituali cartelli informativi già esistenti accanto ad alcuni monumenti - per altro scarsi e facilmente oggetto di vandalismo - realizzare, ovunque sia possibile, in prossimità di siti archeologici o storici un sistema informativo composto da disegni assonometrici, simulazioni in 3D o plastici, eventualmente accompagnati da audio in più lingue, che consentano la piena comprensione del monumento ed il raffronto tra lo stato originario dell’area e quello attuale. Il sistema informativo deve essere protetto dagli atti di vandalismo creando dei manufatti appositi o individuando delle sedi preesistenti, per esempio la vetrina del civico 36 di piazza di Pietra dove è stato sistemato il plastico del tempio di Adriano i cui ruderi sono visibili sul lato opposto della piazza.
Un sistema simile dovrebbe essere sempre adottato per tutti i lavori in corso - oggi avviene solo saltuariamente - realizzando cartelli esplicativi, finestre nella recinzione di cantiere e, dove possibile, punti di osservazione sopraelevati.


9. Archeologia/Arredo urbano/Turismo: pavimentazionI
Utilizzare la pavimentazione per rendere leggibili le vicende urbanistiche del centro storico.
Adottando, per esempio, il criterio che tutte le strade e le piazze, esistenti al momento dell’Unità d’Italia, devono essere pavimentate in sampietrini mentre tutte le strade e le piazze, realizzate in epoca successiva, potrebbero essere pavimentate con asfalto. Questa sistemazione deve essere attuata progressivamente in base ad un piano di manutenzione straordinaria della pavimentazione urbana e criteri di indirizzo certi.
In alcune aree significative deve essere inserito nella pavimentazione un cordolo a raso, con materiali e colori differenti, che disegni il contorno degli edifici e dei monumenti demoliti in modo da ricostruire il tessuto urbano andato perduto, per esempio la sagoma dell’Arco di Portogallo a via del Corso.

10.Arredo urbano/Economia e modernizzazione: manutenzione
Creare un sistema di manutenzione continua così organizzato: un gruppo di sponsor (almeno cinque o più) fornisce degli automezzi attrezzati (tipo IVECO APS 190 dei Vigili del fuoco) le cui fiancate possono essere liberamente utilizzate per scopi pubblicitari; a capo di ogni automezzo è posto un architetto estratto a turno da un albo di volontari costituito presso l’Ordine; ogni automezzo trasporta una squadra (composta da 5 operai specializzati uno dei quali abilitato alla guida, selezionati tra i disoccupati e quelli in cassa integrazione, con le seguenti competenze: muratore, marmista, fabbro, fontaniere, giardiniere), e tutte le attrezzature e i materiali necessari agli interventi.
L’architetto e la sua squadra sono operativi durante una settimana di 6 giorni lavorativi di 8 ore ciascuno. L’architetto per le prestazioni fornite riceve il compenso simbolico di 1 € mentre gli operai sono pagati in base al contratto nazionale di categoria. L’architetto, a suo insindacabile giudizio, stabilisce dove, come e quando intervenire per effettuare riparazioni di sola manutenzione ordinaria sulla proprietà pubblica con l’assoluto divieto di introdurre delle modifiche alla situazione preesistente e di estendere tale intervento alle proprietà private. Gli interventi, a seconda dei luoghi e delle circostanze, possono riguardare: ripristino di cigli, sistemazione di pavimentazioni, saldatura di recinzioni metalliche interrotte, sblocco di caditoie, ripristino di fontane pubbliche, rimozione di barriere accidentali, ecc. Compito dell’architetto è anche quello di raccogliere le informazioni che consentiranno all’amministrazione di programmare i successivi interventi di manutenzione straordinaria.

Ampliare e differenziare l’offerta turistica, proponendo itinerari e siti che non rientrino nella routine degli operatori turistici e consentendo la conoscenza dei molteplici beni culturali e ambientali presenti nella città.

Disciplinare la presenza del Turismo giornaliero, che non porta alcun beneficio economico alla città ma aumenta le condizioni di pressione e consumo a cui è sottoposto il patrimonio storico ed archeologico del Centro Storico. Di conseguenza regolamentare l’ingresso e la sosta dei pullman fuori dal Centro Storico - come avvenne in occasione del Giubileo del 2000 - ed imponendo forme di compensazione per l’uso anomalo delle risorse e dei servizi offerti dalla città.
Regolamentare, per gli aspetti di competenza comunale, il proliferare delle attività di ricezione turistica extra-alberghiera quali B&B, Case vacanze, controllandone il numero e la legittimità con verifiche continue e rigorose sul rispetto delle regole per non svantaggiare le
attività legittime.

venerdì 8 maggio 2015

STOP AL DEGRADO DEL CENTRO STORICO DI ROMA

Con largo anticipo invitiamo i soci e gli amici del blog, di facebook e twitter e tutti coloro che "amano" il Centro storico a partecipare alla Conferenza Stampa, che si terrà giovedì 21 maggio 2015 alle ore 11.00 presso la sede di Italia Nostra Onlus, in Viale Liegi 33 (citofono 101), sul tema


"MANIFESTO PER IL CENTRO STORICO
 DI ROMA" 
10 PRINCIPI IRRINUNCIABILI E 
10 PROPOSTE



Oltre al nostro Presidente, Carlo Ripa di Meana, al preziosissimo Consigliere, Filippo Lapadula, a Oreste Rutigliano, Consigliere Nazionale, interverrà il Presidente di SOS Coronari, Silvano Curcio.

Ha dato immediata adesione a partecipare ed intervenire il Sottosegretario di Stato alle attività culturali e paesaggistiche, Ilaria Borletti Buitoni.

"10 principi irrinunciabili e 10 proposte costruttive" per una immediata inversione di tendenza e di contrasto alla decadenza del Centro storico più grande d'Europa che non può e non deve essere irreversibile.

Noi facciamo del nostro meglio, ma la 
politica se deve dà 'na smossa!!!!! 
MA SUBITO!!!!!!!!! 


martedì 21 aprile 2015

STADIO DELLA ROMA: FINALMENTE E’ ALL’ ESAME UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA A TOR DI VALLE ITALIA NOSTRA ROMA AVEVA GIA’ PROPOSTO L’AREA DI TORVERGATA NEL 2013

COMUNICATO STAMPA
21.04.2015
STADIO DELLA ROMA:
 FINALMENTE E’ ALL’ ESAME UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA A TOR DI VALLE

ITALIA NOSTRA ROMA AVEVA GIA’ PROPOSTO L’AREA DI TORVERGATA NEL 2013


L’area di Tor di Valle, così come ampiamente denunciato da Italia Nostra Roma, risulta del tutto inadeguata:
1)      Italia Nostra Roma, per prima, denunciò l’ambiguità della questione proprietaria. La Società di Papalia è fallita, il giudice fallimentare stabilirà nell’udienza di maggio prossimo la “definizione” del fallimento, “definizione” che appurerà se la Società Euronova è proprietaria dell’area.
2)      Il Fosso di Vallerano è definito in classe R4 per il rischio idrogeologico, su una scala da 1 a 4, quindi, altissimo. I lavori di messa in sicurezza del Fosso sono prioritari rispetto alla posa della prima pietra dello Stadio. Nulla può essere realizzato senza l’opera di mitigazione del rischio idrogeologico, così come si sono espressi chiaramente il Ministro dell’Ambiente Galletti, in risposta a quanto posto da Italia Nostra Roma sottolineando una serie di condizioni estremamente vincolanti, e l’Autorità di Bacino.
3)      Infrastrutture costosissime, con tempi di realizzazione ignoti: prolungamento della MetroB, ponte pedonale che scavalca il Tevere e lavori per la Via del Mare e la Via Ostiense, nonché il collegamento Roma-Fiumicino. Condizioni, queste,  imposte dal Comune di Roma per ottenere la dichiarazione di pubblica utilità.

Un progetto colossale che prevedeva persino 900mila mc per tre grattacieli, mai contemplati sul territorio romano, in compensazione.

Italia Nostra Roma, un anno fa, ha fatto un’analisi rigorosa e documentata sugli ostacoli obiettivi della realizzazione dello Stadio a Tor di Valle e valutato positivamente l’area pubblica di Torvergata. 
Italia Nostra Roma apprende, dalla testata “Nuovo Corriere Laziale” del 20 aprile 2015, che, finalmente, si sta valutando l’ipotesi alternativa di Torvergata, già suggerita dall’Associazione nel 2013 e nel 2014 (vedi allegati).

Torvergata, area già pubblica, con infrastrutture già esistenti ed idonee, già destinata ad eventi sportivi con la “cittadella dello sport” è occasione da non perdere per il recupero funzionale di quell’area abbandonata, realizzata per i Campionati di nuoto del 2009 e progettata dall’Archistar Santiago Calatrava. Un “non finito” vergognoso e costosissimo,  un vuoto di programmazione urbanistica che potrebbe essere  colmato con il nuovo stadio della Roma.

mercoledì 15 aprile 2015

OSTELLO DELLA GIOVENTU' A ROMA PER IL GIUBILEO STRAORDINARIO 2015-1016

Italia Nostra Roma ripete: ci voleva Papa Bergoglio per far capire, a chi governa Roma, che la Capitale d'Italia è l'unica a non possedere un Ostello della Gioventù.
I padiglioni dell' ex ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà sono localizzazione idonea per un Ostello della Gioventù, ma non è sufficiente per le esigenze di Roma Capitale.
Invece, infelice, forzosa ed inidonea è la soluzione proposta da AIG di collocare un Ostello della Gioventù nei padiglioni abbandonati dell'ex Forlanini che, pare, al tramonto si trasformi in "un girone dantesco".
AIG fu protagonista della chiusura dell'Ostello della Gioventù alla Foresteria Sud del Foro Italico non trovò, allora, soluzioni alternative nè alla chiusura della sede nè al licenziamento dei suoi dipendenti.

 Si arrese e basta. 
E' singolare che, dopo tanti anni di silenzio colpevole, ora, solo ora, AIG sia tornata in sella proponendo e sostenendo soluzioni inaccettabili.
Ci risulta che AIG, negli anni, avrebbe venduto le sue proprietà: l'Ostello della Gioventù della Giudecca, a Venezia, e quello di Finale Ligure. Perchè ha venduto?
Ci chiediamo e vorremmo che il Comune valutasse se AIG sia soggetto solido al quale affidare la gestione dell'unico eventuale Ostello della Gioventù a Roma.
Forti sono le diffidenze di Italia Nostra Roma a consegnare l'eventuale struttura di accoglienza per giovani e famiglie  ad un soggetto che non ha saputo difendere, conservare e valorizzare le strutture di sua proprietà  e non si opposta alla chiusura  dell'Ostello nella Foresteria Sud del Foro Italico che aveva in gestione.

Nessuno, tranne la nostra Associazione ed il Presidente del Comitato per il Tevere, Sandro Bari, si è opposto allora alla chiusura della struttura al Foro Italico ma incredibilmente, ora, tutti rivendicano battaglie non combattute.
Una briciola di onestà intellettuale non guasterebbe.
Italia Nostra Roma suggerisce all'Assessore Caudo e all'Assessore Danese di pensare ad una gestione tutta pubblica che abbia l'unico ed esclusivo obiettivo di riportare e diffondere il turismo low-cost nella Capitale interrotto 4 anni fa nell'indifferenza della classe politica ed imprenditoriale romana. 

lunedì 13 aprile 2015

MONTE ANTENNE: CHI SE NE FREGA DELLA SICUREZZA.............







COMUNICATO STAMPA
13.04.2015

MONTE ANTENNE: SICUREZZA IGNORATA



La mancanza di sicurezza di Monte Antenne, più volte denunciata dall’Associazione Italia Nostra Roma, dopo il tragico evento di ieri, nell’area di addestramento cani “La Valletta”, non può aspettare.
E’ gravissimo che l’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma e il Presidente del II Municipio non abbiano valutato con attenzione, anzi ignorato, la richiesta di Italia Nostra Roma di mettere in sicurezza l’area di Monte Antenne.

Rileviamo con dispiacere che già un anno fa Italia Nostra Roma aveva denunciato il grave stato di degrado e di pericolosità di quell’area e aveva proposto, a costo zero per l’Amministrazione, il qualificato intervento di monitoraggio del Corpo Forestale dello Sato per individuare le aree critiche.

 La Pubblica Amministrazione ha ignorato completamente l’allarme e l’offerta di collaborazione dell’Associazione.


Non è accettabile che sia una tragedia ad aprire gli occhi degli Amministratori sulla pericolosità, già evidenziata da Italia Nostra Roma, di quell’area.



Lo stato della vegetazione intorno al Forte Antenne









venerdì 10 aprile 2015

GIU' LE MANI DAI MUSEI DELL'EUR



Italia Nostra Roma ha combattuto, per 60 anni, per la conservazione dei musei riconosciuti con vincolo dal Ministero dei Beni Culturali impedendone l’alienazione e, anzi, proponendo l’istituzione di nuovi.
E’ impensabile, quindi, che Italia Nostra Roma appoggi la vendita dei 4 musei dell’Eur: Pigorini, delle Arti e Tradizioni Popolari, Alto Medioevo e l’Archivio Centrale dello Stato.
Solo a Roma due sconcertanti esempi: il Museo Torlonia alla Lungara, vincolato dal 1948, che ospitava la più grande collezione del mondo di statuaria greco-romana, non esiste più, al suo posto 99 mini appartamenti e la collezione negata a studiosi e cittadini; il Museo Geologico Nazionale a Largo di Santa Susanna, venduto nel 1995 per ospitare un centro hi-tech, voluto dall’allora Sindaco, Walter Veltroni, è ora uno scheletro e le collezioni sono ospitate in magazzini, anche queste negate a cittadini e studiosi. Questi due illustri ma negativi esempi, devono far riflettere, in un’Italia che è culturalmente incapace di difendere e tutelare i suoi beni inalienabili.
I 4 Musei all’Eur, se venduti, rischiano la stessa sorte e segnerebbero un’altra enorme sconfitta della Cultura italiana.
Nel Decreto Legislativo 304/99, che trasforma l’Ente autonomo esposizione universale di Roma in società per azioni, l’articolo 3 enuncia: “ Rientrano, in particolare, nell'oggetto sociale della societa' EUR S.p.a., approvato a norma del comma 4 dell'articolo 1, la gestione e la valorizzazione del complesso dei beni di cui la societa' e' titolare. Nell'ambito di tali attivita' e' compresa l'utilizzazione dei beni immobili per la promozione ovvero per l'organizzazione di iniziative nel campo congressuale espositivo, artistico, sportivo e ricreativo, ivi inclusi i servizi connessi a dette attivita'.”. Solo nella modifica di statuto, firmata dal Cda il 27 febbraio 2015 all’articolo 4, comma 4  compare, la parola “alienazione” .
E’ atto legittimo che lo Statuto sia stato modificato in discrepanza con il Decreto Legislativo istitutivo di EUR S.P.A.?
La tattica “di fare cassa” vendendo i beni di pregio per sanare i costi, gonfiati a dismisura, della Nuvola di Fuksas non convince nessuno e, rileva Italia Nostra Roma, avrebbe un effetto domino perverso sulla sorte degli altri musei in tutta la Nazione.
I Ministri Padoan e Franceschini, ognuno per le proprie competenze, devono trovare opportune ma urgentissime soluzioni sostanzialmente diverse dalla vendite dei musei Pigorini, delle Arti e Tradizioni Popolari, Alto Medioevo e l’Archivio Centrale dello Stato all’Eur.


mercoledì 8 aprile 2015

STADIO DELLA ROMA A TOR DI VALLE: IL BALLETTO DEI SI E DEI NO TRA L'ASSESSORE CAUDO E IL SINDACO MARINO

Roma si candida alla XXXIII edizione dei Giochi Olimpici del 2024.

 Il Complesso Monumentale del Foro Italico sarà il "focus" di attrazione internazionale

La presenza, però. dello Stadio Olimpico e le partite settimanali delle società Roma e Lazio sono un handicap insuperabile per il recupero e la valorizzazione del Foro Italico. Le due società devono quindi trovare soluzioni alternative per le partite di calcio.

Fuori dal Complesso Monumentale del Foro Italico. 
Questo è quanto sostenuto da anni da Italia Nostra Roma.
Ma l'area di Tor di Valle non è idonea al gigantesco progetto del Patron della Roma, James Pallotta.
Prima di qualsiasi gruppo politico Italia Nostra Roma ha rilevato l'anomalia della proprietà dei terreni ad oggi ancora oggetto di valutazione da parte sia del Giudice Fallimentare che della Procura della Repubblica per ipotizzata bancarotta fraudolenta da parte dei Papalia.

L'Autorità di Bacino del Fiume Tevere ha definito, nel Piano di Gestione del Rischio Alluvioni, aggiornato alle disposizioni europee e attualmente vigente, che l'area individuata è soggetta a rischio idraulico di livello R3 e R4 (massima qualificazione del rischio).
In color ocra il rischio R3 in rosso il rischio R4

Il progetto di messa in sicurezza del Fosso di Vallerano e salvaguardia dell'incolumità di 20.000 residenti è prioritario e condizionante per la realizzazione del nuovo stadio della Roma.
Il Ministro dell'Ambiente, Galletti, è stato interpellato da Italia Nostra Roma ed ha inviato, dopo istruttoria interna, le precisazioni e prescrizioni del Ministero.
Il Ministero dei Beni Culturali non può, infine, ignorare l'appello di Clara  Lafuente e apporre il vincolo alle tribune dell'ippodromo di Tor di Valle progettate dall'architetto Julio Lafuente per le olimpiadi del 1960.

Troppe incertezze e forzature procedurali ma soprattutto pericoli  per il massimo livello di rischio idraulico che investe le particelle interessate al progettato stadio.
Prioritario a tutto è il progetto definitivo, da realizzarsi prima dello stadio, della messa in sicurezza del Fosso di Vallerano dal rilevante costo di diversi milioni di euro. Senza quello niente posa della prima pietra.
Come Italia Nostra Roma ripete lo stadio si deve fare ma senza accanimento sull'area di Tor di Valle 

mercoledì 18 marzo 2015

METRO C: IL PUPARO TIRA I FILI LE MARIONETTE BALLANO

COMUNICATO STAMPA
17.03.2015
METRO C:
IL PUPARO TIRA I FILI
LE MARIONETTE BALLANO



Le allarmanti notizie di stampa sulle gravi compromissioni del vertice del Ministero delle Infrastrutture e sul cambio, in corso d’opera, della direzione lavori della tratta T3 della Metro C
( San Giovanni -  Colosseo) esigono  un chiarimento.

L’affidamento a Stefano Perotti, fedelissimo di Ercole Incalza, la dice lunga sull’anomala forzatura delle procedure di incarico.

Italia Nostra Roma chiede che sia fatta finalmente chiarezza, una volta per tutte,  sulle opacità della conduzione di Roma Metropolitane sulla più Grande Opera strategica in essere in Italia: la Metro C.

Non è più tollerabile continuare a navigare nelle “pastette”.


Lo stato di compromissione delle Grandi Opere in Italia ha superato il livello di guardia con lievitazione dei costi insostenibile per i cittadini. Gli uomini di buona volontà devono far sentire chiara e forte la loro voce, senza mezzi termini o palliativi e mettere finalmente fine agli illeciti che farebbero capo al Ministero delle Infrastrutture, nella figura del “ dominus”, Ercole Incalza.

lunedì 16 marzo 2015

OSTELLO DELLA GIOVENTU' ORA FINALMENTE SE NE PARLA

Da quando l'Ostello della Gioventù alla Foresteria Sud del Foro Italico, è stato azzerato tre anni fa, Italia Nostra Roma batte e ribatte sull'assoluta necessità di ridare a Roma uno o più Ostelli della Gioventù per venire incontro alle necessità di turisti e famiglie low cost .

Italia Nostra Roma aveva già individuato l'area di Santa Maria della Pietà, a Monte Mario, come possibile collocazione dell'Ostello della Gioventù nei padiglioni vuoti o sottoutilizzati nei bei giardini dell'area.


Ora, dopo che Papa Bergoglio ha indetto il Giubileo Straordinario, l'ospitalità a bassi costi è entrata nelle zucche dure dei nostri politici.
Finalmente se ne parla!!! 
L'Ostello della Gioventù è una grave lacuna nell'accoglienza a costi moderati.
I decisori non si opposero alla chiusura della Foresteria Sud e personale specializzato nell'accoglienza è stato licenziato senza che nessuno intervenisse.

Ora si sottolinea l'ovvio e il tafano sulla schiena del diavolo (Italia Nostra Roma) che ha pizzicato,
per anni, il fondo schiena di politici, grandi e piccoli, potrebbe avere qualche soddisfazione.
Ma ci voleva il Papa!!!!!!
Coraggio, allora, e date alla città quello cui la città ha bisogno senza aspettare il Giubileo Straordinario.
L'Ostello serviva anche prima.
PS: Il decisore consideri che la Foresteria Sud del Foro Italico, 7mila metri quadri di superficie utile, è occupata da uffici grandi e piccoli per circa il 2%. Abbondantemente sottoutilizzata. Italia Nostra Roma chiede al Presidente del Coni, Giovanni Malagò, di ripensarci e di riaprire l'Ostello della Gioventù, rimodernato e ristrutturato secondo i parametri europei, anche in vista dell'accoglienza per le future, ipotetiche, Olimpiadi a Roma nel 2024.

MERCOLEDI' 18 MARZO ALLE 17,30 A ITALIA NOSTRA ROMA SI PARLA DI COME PREVENIRE CON L'ALIMENTAZIONE LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Continuano le conferenze di Italia Nostra Roma. Dopo esserci interessati della visione di Napoleone di Roma, mercoledì 18 marzo alle ore 17,30, nella nostra sede in Via dei Gracchi 187, capiremo come prevenire le malattie cardiovascolari con una sana e corretta alimentazione.

A farci capire, come affermava Ippocrate, che "noi siamo quello che mangiamo", sarà la nostra socia la Dottoressa Maria Paola Risa Di Fonzo,  Cardiologa Dirigente, medico di 1° livello al reparto di cardiologia dell'Ospedale Fatebenefratelli all'Isola Tiberina.
Sarà l'occasione per capire quali sono gli alimenti che ci possono aiutare a prevenire l'insorgere di disturbi cardiovascolari.

DOMANI PRESENTAZIONE A FANDANGO INCONTRO DI "LE BUFALE" ULTIMA FATICA LETTERARIA DI CARLO RIPA DI MEANA








Sarà presentato domani, alle ore 18.00 alla Fandango Incontro in via dei Prefetti 22, l'ultima fatica letteraria del nostro Presidente, Carlo Ripa di Meana, "Le Bufale". Dopo la sua prima autobiografia, Cane sciolto, Ripa di Meana ha voluto riprendere il filo del racconto della sua vita. 
Il titolo Le bufale nasce dalle "bufale" intese in senso giornalistico che ci si sente propinare dagli opinionmaker da un pò di tempo a questa parte.
Non si tratta, però, un libro di denuncia, Carlo Ripa di Meana non alza il dito accusatore, vuole, semplicemente, osservare la realtà con sguardo imparziale puntando al futuro.
In questo libro Carlo Ripa di Meana racconta le battaglie che ha sostenuto negli ultimi anni con Italia Nostra Roma, contro la Discarica a Villa Adriana, il Megaparcheggio scavato nel Pincio, le Pale Eoliche, il Palais Lumiere a Venezia.
L'appuntamento è quindi per domani pomeriggio alle 18.00 alla Fandango Incontro. Alla presentazione, oltre all'autore parteciperanno Giorgio dell'Arti e Giampiero Mughini.
Lucrezia Lante della Rovere leggerà alcuni brani del libro.


lunedì 9 marzo 2015

DEGRADO CENTRO STORICO: MERCOLEDI' ASSEMBLEA PUBBLICA AL TEATRO DELL'OROLOGIO ORE 17.00

INVITO CONFERENZA PUBBLICA

MERCOLEDÌ 11 MARZO 2015 | ORE 17.00
TEATRO DELL'OROLOGIO | VIA DEI FILIPPINI 17/A | ROMA

CENSIMENTO-INCHIESTA
SUL DEGRADO DEL CENTRO STORICO DI ROMA
L'ultimo grido di allarme

Italia Nostra Roma, Comitato per la Bellezza e SOS Coronari Ponte Parione indicono una conferenza pubblica di presentazione del primo censimento-inchiesta sul degrado urbano del Centro Storico della Capitale.

Il censimento, condotto dagli studenti della Sapienza Università di Roma - Facoltà di Architettura GPE, rappresenta l'ultimo grido di allarme sull'incontrastata situazione di degrado e illegalità che sta devastando il più importante Centro Storico del mondo, patrimonio dell'umanità UNESCO.

Presentano il censimento-inchiesta:
-     Silvano Curcio - Presidente SOS Coronari Ponte Parione, Docente Sapienza Università di Roma
-     Elena Pizzullo, Alan Montani -  Coordinatori studenti Sapienza Architettura GPE.

Intervengono:
-     Carlo Ripa di Meana - Presidente Italia Nostra Roma

-     Vittorio Emiliani - Presidente Comitato per la Bellezza.

mercoledì 4 marzo 2015

VINTO RICORSO AL TAR CONTRO AUMENTO TARIFFE ZTL

Sos  Coronari e dintorni e Italia Nostra Roma hanno ottenuto uno straordinario successo vincendo il ricorso al TAR contro gli aumenti delle tariffe che avrebbero penalizzato fortemente i cittadini residenti obbligandoli a spendere cifre importanti per rientrare a casa propria senza, oltre al resto, avere la garanzia di parcheggiare rischiando sanzioni.

Come riportato dai quotidiani nella sentenza, a noi favorevole, "..... Il Tribunale amministrativo del Lazio sostiene: "Il potere discrezionale dell'amministrazione di fissare le tariffe deve essere esercitato nel rispetto dei principi generali dell'agire amministrativo e, quindi, l'esercizio del predetto potere deve essere fondato su di un'adeguata e completa istruttoria e deve rispondere ai criteri della logicità e della proporzionalità della misura rispetto al fine perseguito. E, quanto all'istruttoria - scrive ancora il Tar - la stessa, in particolare, al fine di adempiere correttamente alla finalità cui è preordinata, deve necessariamente precedere l'adozione del provvedimento finale da parte dell'amministrazione e deve, altresì, essere agevolmente ricostruibile anche nella presente sede giurisdizionale". La stessa "istruttoria", si legge ancora nella sentenza, "non risulta sia stata in concreto realizzata da parte dell'amministrazione né risulta che siano state prese in considerazione tutte le variabili incidenti nella definizione della tariffa avuto specifico riguardo proprio alla problematica inerente al trasporto pubblico"...." (tratto da Repubblica.it)

Ringraziamo  il Professor Silvano Curcio, dell'Associazione Sos Coronari e Dintorni e l'Avvocato Massimo Baldi per l'eccellente lavoro svolto nell'impostazione del ricorso al TAR, impostazione rivelatasi vincente.
Italia Nostra Roma ringrazia il suo Consigliere Gemma Mezza per l'impegno costante, appassionato e "silenzioso" che svolge per la tutela del Centro storico di Roma.


COMUNICATO STAMPA

I CITTADINI DEL CENTRO STORICO VINCONO IL RICORSO AL TAR CONTRO L'AUMENTO DELLE TARIFFE ZTL DEL COMUNE

I cittadini del Centro Storico di Roma hanno vinto i ricorsi al TAR contro l'aumento spropositato e ingiustificato delle tariffe ZTL deciso dal Comune di Roma con la Delibera 119 dell'aprile 2014.
I promotori dei ricorsi - da un lato "SOS Via dei Coronari - Rioni Ponte e Parione" e "Italia Nostra Roma", dall'altro il Codacons - hanno organizzato vere e proprie "class action", a cui hanno aderito centinaia di cittadini del Centro Storico - da Ponte e Parione a Monti, dal Tridente a Trastevere - uniti contro il Comune di Roma che invece di attuare serie ed organiche politiche per il traffico, taglia le linee di trasporto pubblico, consente ai pullman turistici di entrare nel Centro Storico ed è incapace di dotare la nostra città di un'adeguata rete metropolitana.
Per ora dunque è miseramente fallito il vero scopo della Delibera: "far cassa" sulla pelle dei cittadini residenti nel Centro Storico per procacciare entrate al disastrato bilancio del Comune.

"SOS Via dei Coronari - Rioni Ponte e Parione" e "Italia Nostra Roma" annunciano intanto un'ulteriore iniziativa congiunta: la presentazione del primo censimento-inchiesta sulla situazione di degrado e di illegalità che sta devastando il Centro Storico della Capitale. L'appuntamento è per mercoledì 11 marzo alle ore 17 al Teatro dell'Orologio.

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