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giovedì 13 ottobre 2016

ITALIA NOSTRA ROMA ADERISCE ALL'APPELLO DI VITTORIO EMILIANI PER LA TUTELA DEL CENTRO STORICO

Italia Nostra Sezione di Roma aderisce all'appello di Vittorio Emiliani contro la "nuova barbarie" che invade il Centro Storico e piazza Navona.  E lo fa inviando una lettera, che riportiamo di seguito,  al promotore dell'iniziativa.

"Caro Emiliani,
il Centro Storico di Roma sta implodendo e non certo da oggi. Italia Nostra Roma è in piena sintonia su quanto Lei ha affernato nel suo articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 07 ottobre 2016. Italia Nostra Roma, infatti, nel maggio del 2015 ha presentato alla stampa "Manifesto sul Centro Storico di Roma:10 punti irrinunciabili" che ebbe ampio riscontro. Il primo punto irrinunciabile è la mancanza di vincolo paesaggistico sul Centro Storico di Roma cancellato nel 2008. La decadenza, come Lei la definisce "mangiatoia continua", va affrontata da chi lo vorrà e lo saprà affrontare in maniera strutturale, radicale e non episodica come è successo sino ad oggi.
Non c'è oggi e non c'è stata ieri nessuna reale volontà politica di fermare la frana incolta che sta facendo smottare il Centro Storico di Roma, come tutto il fragile territorio italiano, del resto. No, non si tocca Piazza Navona ma no anche all'indifferenza culturale che circonda e soffoca il nostro Centro Storico.
Italia Nostra Roma aderisce, quindi, al Suo appello senza riserve e con la ferma volontà di combattere per arrestare questa deriva.
Con i migliori saluti
I Vice Presidenti
Vanna Mannucci, Mirella Belvisi, Oreste Rutigliano
Il Consigliere 
Gemma Mezza - Delegata al Centro Storico

Per completezza di informazione pubblichiamo anche i 10 punti irrinunciabili del Manifesto per il Centro Storico di Roma, presentato alla stampa il 21 maggio 2015 alla presenza del Sottosegretario ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni:


“MANIFESTO DI ITALIA NOSTRA
SUL CENTRO STORICO DI ROMA:
10 PRINCIPI IRRINUNCIABILI”


Italia Nostra non può parlare di Centro Storico senza ricordare che la sua azione odierna si collega sempre direttamente alla lezione sulla “Cultura della Conservazione”dei centri storici, nata negli anni ’50 dopo gli appassionati articoli che Antonio Cederna scrisse su “Il Mondo”: lo sventramento a Via Vittoria per creare una strada di collegamento tra Via Veneto e Via del Corso. I fondamenti di tale “Cultura della Conservazione”sono delineati ottimamente sul primo Bollettino di Italia Nostra che, nel rispetto delle volontà di Antonio Cederna, oggi vogliamo ripubblicare quale essenziale premessa (allegato).

Il documento di Italia Nostra Roma e le proposte in esso contenute derivano dalla consapevolezza che il Centro Storico di Roma, nonostante la sua enorme importanza e la pressione a cui è sottoposto, oggi è privo di Tutela paesaggistica e di un Progetto complessivo che richiederebbero la decisione “politica” del ritorno di un Assessorato  al Centro Storico, che ha avuto illustri precedenti nei Prof. Arch. Vittoria Calzolari e Prof. Arch. Carlo Aymonino, che  sia in grado di svolgere compiti strategici, finora colpevolmente disattesi, di cabina di regia per la pianificazione, l'attivazione ed il coordinamento di tutti gli interventi necessari a fronteggiare la drammatica situazione di degrado ed illegalità che ormai devasta il più esteso ed importante Centro Storico del mondo.

La gestione di Roma e del suo straordinario patrimonio avviene senza la preliminare definizione e condivisione di quelle che,  nei Paesi di cultura anglosassone, vengono definite “politiche”. L’Amministrazione dovrebbe stabilire e la cittadinanza dovrebbe conoscere quali siano gli obiettivi che i responsabili delle decisioni intendono perseguire nei principali settori della vita collettiva e con quali strategie intendano raggiungerli per assicurare la tutela dei beni culturali, lo stato dell’ambiente e la qualità della vita nella città. Attività da attuare nell’ambito del Decreto Legislativo 14 marzo 2013 n. 33, “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni”.

L Italia Nostra Roma non può sostituirsi al Governo Centrale e alle Amministrazioni Regionale e Comunale per le “politiche” generali ma, nell’ambito delle sue competenze che riguardano la tutela del “patrimonio storico, artistico e naturale”, sente il dovere di proporre dei principi, che dovrebbero essere presenti in ogni decisione pubblica, e  indicare le relative priorità.

In questa prospettiva, la Italia Nostra Roma  ha individuato, per il momento, dieci principi per il Centro Storico, che considera irrinunciabili ed indifferibili, e dieci proposte operative che dovrebbero caratterizzare le relative “politiche”. “Politiche” che potrebbero, nel loro insieme, contribuire a scrivere una futura “Charta di Roma” per le grandi città storiche.


10   PRINCIPI  IRRINUNCIABILI


1.BENI CULTURALI
Considerare il Centro Storico di Roma, come previsto dalla Carta di Gubbio del 1960, un unico monumento complessivo ed unitario, formato dalle opere architettoniche monumentali e dal tessuto storico degli edifici, dalle strade e dalle piazze che le connettono.
Ripristinare, dunque, la tutela paesaggistica del Centro Storico oggi assente e le Norme Tecniche del Piano Regolatore Generale del 1965 (Zona A) purtroppo cancellate dal nuovo Piano Regolatore Generale del 2008.
Dopo aver ottenuto dalla Regione o dal MIBACT il vincolo paesaggistico, va attuato il Piano di Gestione dell’UNESCO che non dà norme di tutela, ma solo linee guida  per il Centro Storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le mura, in quanto Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

2.ARCHEOLOGIA
Adottare il principio che: le aree archeologiche non sono “fosse”, dove si intravedono manufatti incomprensibili ai cittadini attuali, ma porzioni di una città che era stata costruita per soddisfare le esigenze di altri cittadini. Solo se si garantisce la leggibilità dei resti archeologici e si consente un uso, ovviamente regolamentato e protetto, delle aree più significative, la città antica rappresenterà un valore culturale per la popolazione attuale.
Bisogna ripensare alle aree archeologiche del Centro Storico, in termini storici ed ambientali, con una progettazione unitaria e coerente, realizzabile con finanziamenti e tempi certi. Progettazione che ne ridisegni l’accessibilità, la leggibilità e le sistemazioni a verde, evitando che si creino delle cesure o dei vuoti all’interno delle Mura Aurelianee.
Ad esempio, l’area oggi attraversata da via dei Fori Imperiali, in molti tratti, si presenta come uno spazio discontinuo ed irrisolto segnato da fossati intransitabili che richiede decisioni ampiamente condivise.


3.ARREDO URBANO
Definire un abaco degli elementi dell’arredo di Roma (lampioni, fontanelle, cestini da esterno, panchine, segnaletica stradale, pannelli della toponomastica, numeri civici, cartelli pubblicitari, dissuasori stradali, insegne dei negozi) che siano riconoscibili, peculiari, efficaci, solidi, sicuri e che non creino barriere architettoniche.
Aggiornare le normative tecniche per gli interventi di manutenzione, ma anche della pavimentazione di strade, marciapiedi e viali nei parchi che ne garantiscano una maggior durata, la riduzione della fragilità, l’eliminazione di pericoli e barriere architettoniche.
Garantire la riconoscibilità del tessuto edilizio e della rete viaria nel Centro Storico attraverso i materiali costruttivi tradizionali, le pavimentazioni in sampietrini e “Il colore di Roma” per le facciate degli edifici non vincolati, in base a semplici criteri certi.
Bonificare il Centro Storico da elementi o intere strutture, obsoleti ed abbandonati, che sono causa di inquinamento visivo e rischio soprattutto per anziani e disabili.

4.VERDE STORICO E VERDE CITTADINO
Di fronte allo stato di inaccettabile degrado e abbandono in cui è lasciato il patrimonio verde della città creare un sistema di controllo e manutenzione continuo, efficiente e svincolato da eventi occasionali.
Conservare la quantità del patrimonio vegetale in base al principio: un nuovo albero per ogni albero abbattuto, tagliato, secco.
Tutelare la qualità del Verde pubblico e privato, in particolare nell’ambito dei parchi e delle ville storiche, in base ai principi e alle regole della Carta italiana dei giardini storici (1981) e della Carta per la salvaguardia dei giardini storici (1982). Vietare, in questo quadro, ogni uso improprio ed ogni manifestazione incompatibile con il carattere e la fragilità dei parchi e delle ville storiche, come per esempio: il Concorso ippico all’interno di Villa Borghese che è risultato incompatibile con la conservazione del verde storico.
Definire gli usi del verde urbano in relazione alle esigenze di tutela e valorizzazione del Centro Storico e, in particolare, per il ripristino delle masse arboree, la definizione di spazi urbani, la creazione di barriere visuali e la tutela dell’ambiente, un caso emblematico Lungotevere dei Mellini.
Completare il rilievo delle essenze vegetali presenti nei parchi e ville storiche in modo da garantire il ripristino delle specie preesistenti e creare uno strumento indispensabile all’eliminazione dei conflitti con usi ed interventi programmati.
Approvare in via definitiva ed applicare il Regolamento del Verde Urbano di Roma.

5.EVENTI CULTURALI
Definire rigorosamente gli eventi ammissibili nel Centro Storico.
Individuare le aree compatibili con tali eventi (strade, piazze, aree archeologiche, banchine del Tevere, aree interne ai palazzi, parchi e giardini storici) all’interno delle Mura Aurelianee.
Programmare gli eventi culturali nel Centro Storico sia in termini di scansione temporale ed estensione spaziale che di coordinamento con altri eventi in base ad un Piano di sviluppo generalmente noto come: Ingénierie Culturelle.
Definire per ogni tipologia di evento ammissibile le regole, i canoni d’affitto, le fideiussioni cautelative e le compensazioni che prevedano interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a vantaggio della popolazione, della città e del sito stesso.
Individuare le aree compatibili e disponibili per tutte le altre tipologie di eventi nell’ambito dell’Area Metropolitana e comunque fuori dai confini del Centro Storico.
6.LEGALITÀ
Definire i diritti già regolamentati da leggi e norme: protezione da rumori, vibrazioni, fumi, odori, luci, radiazioni; demolizione di opere edilizie abusive e di impianti ; presenza invasiva di pubblicità su strada, insegne e vetrine; occupazione illegittima di suolo pubblico; controllo di attività illegali ed esercizi commerciali abusivi e ambulantato abusivapplicando con continuità e rigore i relativi controlli e provvedimenti sanzionatori, tali da dissuadere drasticamente l’abusivismo.
Creare, per ogni diritto tutelato, uno sportello unico al quale il cittadino si può rivolgere per ottenere, senza ulteriori passaggi, le informazioni, l’applicazione della normativa ed il riconoscimento dei suoi diritti.

7. RESIDENZA
Tutelare il diritto alla residenza e alla qualità della vita nel Centro Storico ed incoraggiare la permanenza degli abitanti in base al principio: un Centro Storico privo degli abitanti perde la sua identità culturale e tende a trasformarsi in un “non luogo”.
Creare incentivi fiscali e normativi, in concomitanza all’auspicato ripristino della Tutela paesaggistica del Centro Storico, che favoriscano il mantenimento della residenza e delle attività commerciali ad essi collegati.
Affrontare e risolvere le questioni legate ai cambi di destinazione d’uso per le attività commerciali protette, ai frazionamenti delle unità immobiliari e all’utilizzo di edifici residenziali per uso ufficio e/o  commerciale.
Adottare criteri di equità nella revisione dei canoni della ZTL per i residenti.

8.TRAFFICO
Regolamentare in modo risolutivo il Traffico commerciale e turistico.
Far rispettare con continuità e rigore le normative vigenti circa il carico e lo scarico delle merci, con rispetto degli  orari e delle tipologie dei mezzi mediante controlli e sanzioni.
Proibire l’accesso al Centro Storico dei veicoli ingombranti e inquinanti, incentivando l’uso di veicoli ecologici per il traffico pubblico, privato e per il carico-scarico merci. Le eccezioni sono determinate dalla tradizione come: auto e moto d’epoca iscritte all’ASI-Automotoclub Storico Italiano.
Eliminare i mezzi pubblici vistosamente inquinanti che vanificano con la loro presenza qualsiasi campagna di sensibilizzazione sui problemi dell’inquinamento.
Consultare la cittadinanza in tutte le decisioni relative al sistema dei parcheggi pubblici e privati, introducendo una moratoria sui parcheggi interrati nel Centro Storico.

9.ECONOMIA E MODERNIZZAZIONE
Contrastare i condizionamenti e gli effetti negativi prodotti dal turismo di massa nell’economia: attività commerciali ripetitive ed improprie del Centro Storico.
Eliminare l’abusivismo commerciale in ogni sua forma e dimensione. Con le eccezioni determinate dalla tradizione come: gli ambulanti ebrei autorizzati nel 1911 da una bolla di Pio X a vendere ricordi ai turisti.
Mantenere e favorire la presenza delle attività tutelate quali quelle commerciali, artigianali ed artistiche in base al principio: un centro storico privo di attività creative è condannato ad un declino definitivo.
Adottare, per ogni opera da realizzare e per ogni attività di interesse pubblico, la Migliore Tecnologia Disponibile, generalmente nota come: BAT-Best Available Technology, avviando sinergie con attività collegate e servizi.

10.TURISMO
Ampliare e differenziare l’offerta turistica, proponendo itinerari e siti che non rientrino nella routine degli operatori turistici e consentendo la conoscenza dei molteplici beni culturali e ambientali presenti nella città.
Disciplinare la presenza del Turismo giornaliero, che non porta alcun beneficio economico alla città ma aumenta le condizioni di pressione e consumo a cui è sottoposto il patrimonio storico ed archeologico del Centro Storico. Di conseguenza regolamentare l’ingresso e la sosta dei pullman fuori dal Centro Storico - come avvenne in occasione del Giubileo del 2000 - ed imponendo forme di compensazione per l’uso anomalo delle risorse e dei servizi offerti dalla città.
Regolamentare, per gli aspetti di competenza comunale, il proliferare delle attività di ricezione turistica extra-alberghiera quali B&B, Case vacanze, controllandone il numero e la legittimità con verifiche continue e rigorose sul rispetto delle regole per non svantaggiare le
attività legittime.





Roma, 21 Maggio 2015


ITALIA NOSTRA ROMA ADERISCE ALL'APPELLO DI VITTORIO EMILIANI PER LA TUTELA DEL CENTRO STORICO

Italia Nostra Sezione di Roma aderisce all'appello di Vittorio Emiliani contro la "nuova barbarie" che invade il Centro Storico e piazza Navona.  E lo fa inviando una lettera, che riportiamo di seguito,  al promotore dell'iniziativa.

"Caro Emiliani,
il Centro Storico di Roma sta implodendo e non certo da oggi. Italia Nostra Roma è in piena sintonia su quanto Lei ha affernato nel suo articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 07 ottobre 2016. Italia Nostra Roma, infatti, nel maggio del 2015 ha presentato alla stampa "Manifesto sul Centro Storico di Roma:10 punti irrinunciabili" che ebbe ampio riscontro. Il primo punto irrinunciabile è la mancanza di vincolo paesaggistico sul Centro Storico di Roma cancellato nel 2008. La decadenza, come Lei la definisce "mangiatoia continua", va affrontata da chi lo vorrà e lo saprà affrontare in maniera strutturale, radicale e non episodica come è successo sino ad oggi.
Non c'è oggi e non c'è stata ieri nessuna reale volontà politica di fermare la frana incolta che sta facendo smottare il Centro Storico di Roma, come tutto il fragile territorio italiano, del resto. No, non si tocca Piazza Navona ma no anche all'indifferenza culturale che circonda e soffoca il nostro Centro Storico.
Italia Nostra Roma aderisce, quindi, al Suo appello senza riserve e con la ferma volontà di combattere per arrestare questa deriva.
Con i migliori saluti
I Vice Presidenti
Vanna Mannucci, Mirella Belvisi, Oreste Rutigliano
Il Consigliere 
Gemma Mezza - Delegata al Centro Storico

Per completezza di informazione pubblichiamo anche i 10 punti irrinunciabili del Manifesto per il Centro Storico di Roma, presentato alla stampa il 21 maggio 2015 alla presenza del Sottosegretario ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni:


“MANIFESTO DI ITALIA NOSTRA
SUL CENTRO STORICO DI ROMA:
10 PRINCIPI IRRINUNCIABILI”


Italia Nostra non può parlare di Centro Storico senza ricordare che la sua azione odierna si collega sempre direttamente alla lezione sulla “Cultura della Conservazione”dei centri storici, nata negli anni ’50 dopo gli appassionati articoli che Antonio Cederna scrisse su “Il Mondo”: lo sventramento a Via Vittoria per creare una strada di collegamento tra Via Veneto e Via del Corso. I fondamenti di tale “Cultura della Conservazione”sono delineati ottimamente sul primo Bollettino di Italia Nostra che, nel rispetto delle volontà di Antonio Cederna, oggi vogliamo ripubblicare quale essenziale premessa (allegato).

Il documento di Italia Nostra Roma e le proposte in esso contenute derivano dalla consapevolezza che il Centro Storico di Roma, nonostante la sua enorme importanza e la pressione a cui è sottoposto, oggi è privo di Tutela paesaggistica e di un Progetto complessivo che richiederebbero la decisione “politica” del ritorno di un Assessorato  al Centro Storico, che ha avuto illustri precedenti nei Prof. Arch. Vittoria Calzolari e Prof. Arch. Carlo Aymonino, che  sia in grado di svolgere compiti strategici, finora colpevolmente disattesi, di cabina di regia per la pianificazione, l'attivazione ed il coordinamento di tutti gli interventi necessari a fronteggiare la drammatica situazione di degrado ed illegalità che ormai devasta il più esteso ed importante Centro Storico del mondo.

La gestione di Roma e del suo straordinario patrimonio avviene senza la preliminare definizione e condivisione di quelle che,  nei Paesi di cultura anglosassone, vengono definite “politiche”. L’Amministrazione dovrebbe stabilire e la cittadinanza dovrebbe conoscere quali siano gli obiettivi che i responsabili delle decisioni intendono perseguire nei principali settori della vita collettiva e con quali strategie intendano raggiungerli per assicurare la tutela dei beni culturali, lo stato dell’ambiente e la qualità della vita nella città. Attività da attuare nell’ambito del Decreto Legislativo 14 marzo 2013 n. 33, “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni”.

L Italia Nostra Roma non può sostituirsi al Governo Centrale e alle Amministrazioni Regionale e Comunale per le “politiche” generali ma, nell’ambito delle sue competenze che riguardano la tutela del “patrimonio storico, artistico e naturale”, sente il dovere di proporre dei principi, che dovrebbero essere presenti in ogni decisione pubblica, e  indicare le relative priorità.

In questa prospettiva, la Italia Nostra Roma  ha individuato, per il momento, dieci principi per il Centro Storico, che considera irrinunciabili ed indifferibili, e dieci proposte operative che dovrebbero caratterizzare le relative “politiche”. “Politiche” che potrebbero, nel loro insieme, contribuire a scrivere una futura “Charta di Roma” per le grandi città storiche.


10   PRINCIPI  IRRINUNCIABILI


1.BENI CULTURALI
Considerare il Centro Storico di Roma, come previsto dalla Carta di Gubbio del 1960, un unico monumento complessivo ed unitario, formato dalle opere architettoniche monumentali e dal tessuto storico degli edifici, dalle strade e dalle piazze che le connettono.
Ripristinare, dunque, la tutela paesaggistica del Centro Storico oggi assente e le Norme Tecniche del Piano Regolatore Generale del 1965 (Zona A) purtroppo cancellate dal nuovo Piano Regolatore Generale del 2008.
Dopo aver ottenuto dalla Regione o dal MIBACT il vincolo paesaggistico, va attuato il Piano di Gestione dell’UNESCO che non dà norme di tutela, ma solo linee guida  per il Centro Storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le mura, in quanto Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

2.ARCHEOLOGIA
Adottare il principio che: le aree archeologiche non sono “fosse”, dove si intravedono manufatti incomprensibili ai cittadini attuali, ma porzioni di una città che era stata costruita per soddisfare le esigenze di altri cittadini. Solo se si garantisce la leggibilità dei resti archeologici e si consente un uso, ovviamente regolamentato e protetto, delle aree più significative, la città antica rappresenterà un valore culturale per la popolazione attuale.
Bisogna ripensare alle aree archeologiche del Centro Storico, in termini storici ed ambientali, con una progettazione unitaria e coerente, realizzabile con finanziamenti e tempi certi. Progettazione che ne ridisegni l’accessibilità, la leggibilità e le sistemazioni a verde, evitando che si creino delle cesure o dei vuoti all’interno delle Mura Aurelianee.
Ad esempio, l’area oggi attraversata da via dei Fori Imperiali, in molti tratti, si presenta come uno spazio discontinuo ed irrisolto segnato da fossati intransitabili che richiede decisioni ampiamente condivise.


3.ARREDO URBANO
Definire un abaco degli elementi dell’arredo di Roma (lampioni, fontanelle, cestini da esterno, panchine, segnaletica stradale, pannelli della toponomastica, numeri civici, cartelli pubblicitari, dissuasori stradali, insegne dei negozi) che siano riconoscibili, peculiari, efficaci, solidi, sicuri e che non creino barriere architettoniche.
Aggiornare le normative tecniche per gli interventi di manutenzione, ma anche della pavimentazione di strade, marciapiedi e viali nei parchi che ne garantiscano una maggior durata, la riduzione della fragilità, l’eliminazione di pericoli e barriere architettoniche.
Garantire la riconoscibilità del tessuto edilizio e della rete viaria nel Centro Storico attraverso i materiali costruttivi tradizionali, le pavimentazioni in sampietrini e “Il colore di Roma” per le facciate degli edifici non vincolati, in base a semplici criteri certi.
Bonificare il Centro Storico da elementi o intere strutture, obsoleti ed abbandonati, che sono causa di inquinamento visivo e rischio soprattutto per anziani e disabili.

4.VERDE STORICO E VERDE CITTADINO
Di fronte allo stato di inaccettabile degrado e abbandono in cui è lasciato il patrimonio verde della città creare un sistema di controllo e manutenzione continuo, efficiente e svincolato da eventi occasionali.
Conservare la quantità del patrimonio vegetale in base al principio: un nuovo albero per ogni albero abbattuto, tagliato, secco.
Tutelare la qualità del Verde pubblico e privato, in particolare nell’ambito dei parchi e delle ville storiche, in base ai principi e alle regole della Carta italiana dei giardini storici (1981) e della Carta per la salvaguardia dei giardini storici (1982). Vietare, in questo quadro, ogni uso improprio ed ogni manifestazione incompatibile con il carattere e la fragilità dei parchi e delle ville storiche, come per esempio: il Concorso ippico all’interno di Villa Borghese che è risultato incompatibile con la conservazione del verde storico.
Definire gli usi del verde urbano in relazione alle esigenze di tutela e valorizzazione del Centro Storico e, in particolare, per il ripristino delle masse arboree, la definizione di spazi urbani, la creazione di barriere visuali e la tutela dell’ambiente, un caso emblematico Lungotevere dei Mellini.
Completare il rilievo delle essenze vegetali presenti nei parchi e ville storiche in modo da garantire il ripristino delle specie preesistenti e creare uno strumento indispensabile all’eliminazione dei conflitti con usi ed interventi programmati.
Approvare in via definitiva ed applicare il Regolamento del Verde Urbano di Roma.

5.EVENTI CULTURALI
Definire rigorosamente gli eventi ammissibili nel Centro Storico.
Individuare le aree compatibili con tali eventi (strade, piazze, aree archeologiche, banchine del Tevere, aree interne ai palazzi, parchi e giardini storici) all’interno delle Mura Aurelianee.
Programmare gli eventi culturali nel Centro Storico sia in termini di scansione temporale ed estensione spaziale che di coordinamento con altri eventi in base ad un Piano di sviluppo generalmente noto come: Ingénierie Culturelle.
Definire per ogni tipologia di evento ammissibile le regole, i canoni d’affitto, le fideiussioni cautelative e le compensazioni che prevedano interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a vantaggio della popolazione, della città e del sito stesso.
Individuare le aree compatibili e disponibili per tutte le altre tipologie di eventi nell’ambito dell’Area Metropolitana e comunque fuori dai confini del Centro Storico.
6.LEGALITÀ
Definire i diritti già regolamentati da leggi e norme: protezione da rumori, vibrazioni, fumi, odori, luci, radiazioni; demolizione di opere edilizie abusive e di impianti ; presenza invasiva di pubblicità su strada, insegne e vetrine; occupazione illegittima di suolo pubblico; controllo di attività illegali ed esercizi commerciali abusivi e ambulantato abusivapplicando con continuità e rigore i relativi controlli e provvedimenti sanzionatori, tali da dissuadere drasticamente l’abusivismo.
Creare, per ogni diritto tutelato, uno sportello unico al quale il cittadino si può rivolgere per ottenere, senza ulteriori passaggi, le informazioni, l’applicazione della normativa ed il riconoscimento dei suoi diritti.

7. RESIDENZA
Tutelare il diritto alla residenza e alla qualità della vita nel Centro Storico ed incoraggiare la permanenza degli abitanti in base al principio: un Centro Storico privo degli abitanti perde la sua identità culturale e tende a trasformarsi in un “non luogo”.
Creare incentivi fiscali e normativi, in concomitanza all’auspicato ripristino della Tutela paesaggistica del Centro Storico, che favoriscano il mantenimento della residenza e delle attività commerciali ad essi collegati.
Affrontare e risolvere le questioni legate ai cambi di destinazione d’uso per le attività commerciali protette, ai frazionamenti delle unità immobiliari e all’utilizzo di edifici residenziali per uso ufficio e/o  commerciale.
Adottare criteri di equità nella revisione dei canoni della ZTL per i residenti.

8.TRAFFICO
Regolamentare in modo risolutivo il Traffico commerciale e turistico.
Far rispettare con continuità e rigore le normative vigenti circa il carico e lo scarico delle merci, con rispetto degli  orari e delle tipologie dei mezzi mediante controlli e sanzioni.
Proibire l’accesso al Centro Storico dei veicoli ingombranti e inquinanti, incentivando l’uso di veicoli ecologici per il traffico pubblico, privato e per il carico-scarico merci. Le eccezioni sono determinate dalla tradizione come: auto e moto d’epoca iscritte all’ASI-Automotoclub Storico Italiano.
Eliminare i mezzi pubblici vistosamente inquinanti che vanificano con la loro presenza qualsiasi campagna di sensibilizzazione sui problemi dell’inquinamento.
Consultare la cittadinanza in tutte le decisioni relative al sistema dei parcheggi pubblici e privati, introducendo una moratoria sui parcheggi interrati nel Centro Storico.

9.ECONOMIA E MODERNIZZAZIONE
Contrastare i condizionamenti e gli effetti negativi prodotti dal turismo di massa nell’economia: attività commerciali ripetitive ed improprie del Centro Storico.
Eliminare l’abusivismo commerciale in ogni sua forma e dimensione. Con le eccezioni determinate dalla tradizione come: gli ambulanti ebrei autorizzati nel 1911 da una bolla di Pio X a vendere ricordi ai turisti.
Mantenere e favorire la presenza delle attività tutelate quali quelle commerciali, artigianali ed artistiche in base al principio: un centro storico privo di attività creative è condannato ad un declino definitivo.
Adottare, per ogni opera da realizzare e per ogni attività di interesse pubblico, la Migliore Tecnologia Disponibile, generalmente nota come: BAT-Best Available Technology, avviando sinergie con attività collegate e servizi.

10.TURISMO
Ampliare e differenziare l’offerta turistica, proponendo itinerari e siti che non rientrino nella routine degli operatori turistici e consentendo la conoscenza dei molteplici beni culturali e ambientali presenti nella città.
Disciplinare la presenza del Turismo giornaliero, che non porta alcun beneficio economico alla città ma aumenta le condizioni di pressione e consumo a cui è sottoposto il patrimonio storico ed archeologico del Centro Storico. Di conseguenza regolamentare l’ingresso e la sosta dei pullman fuori dal Centro Storico - come avvenne in occasione del Giubileo del 2000 - ed imponendo forme di compensazione per l’uso anomalo delle risorse e dei servizi offerti dalla città.
Regolamentare, per gli aspetti di competenza comunale, il proliferare delle attività di ricezione turistica extra-alberghiera quali B&B, Case vacanze, controllandone il numero e la legittimità con verifiche continue e rigorose sul rispetto delle regole per non svantaggiare le
attività legittime.





Roma, 21 Maggio 2015


UNA SERIE DI APPUNTAMENTI DA NON PERDERE: DAL 21 OTTOBRE PARTONO LE VISITE ALLA SCOPERTA DELLA STORIA DEL GIARDINO DI ROMA




Cari lettori volete saperne di più sulla storia del giardino di Roma dall'Impero romano passando per il Medioevo, il Rinascimento ed il Barocco, fino ad arrivare al giardino moderno? Cliccando qui  http://www.festivaldelverdeedelpaesaggio.it/la-scuola/storia-del-giardino-visite-botaniche-ai-giardini-roma potrete fare questo straordinario viaggio di 8 visite accompagnati da due Ciceroni d'eccezione: Bruno Filippo Lapadula, Consigliere di Italia Nostra Roma, architetto, urbanista e ambientalista, e Bruna Pollio, biologa esperta di botanica orticola.
Le visite avvengono nell'ambito del Festival del Verde e del Paesaggio.


mercoledì 12 ottobre 2016

ITALIA NOSTRA E LE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE DELL’UNIVERSITÀ “LA SAPIENZA” OFFRONO UNA COLLABORAZIONE PER LA CONSERVAZIONE DELL’IDENTITÀ DEI LUOGHI COLPITI DAL SISMA DEL 24 AGOSTO

Comunicato Stampa

Roma, 11.10.2016

ITALIA NOSTRA E
LE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE DELL’UNIVERSITÀ “LA SAPIENZA” 
OFFRONO UNA COLLABORAZIONE PER LA CONSERVAZIONE DELL’IDENTITÀ DEI LUOGHI COLPITI DAL SISMA DEL 24 AGOSTO

–

Italia Nostra Onlus rinnova la solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto nel Reatino.
L’Associazione è consapevole che, al dolore per la perdita dei propri cari, in questi mesi, è seguita la paura di nuovi crolli e il timore che si sbriciolino anche i luoghi rimasti in piedi dopo la tragedia dello scorso 24 agosto.
È con questo spirito che Italia Nostra Roma e Lazio hanno avviato una collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio e con la Scuola di Specializzazione in Beni Artistici e Storici della “Sapienza” Università di Roma al fine di mettersi a disposizione del Commissario Straordinario, dei Sindaci e delle Comunità colpite dal sisma.


Ciò per poter offrire idee e proposte orientate a una rispettosa ricostruzione che affronti, insieme con quello della sicurezza, il complesso tema della conservazione dell'identità dei luoghi colpiti dal sisma.

martedì 11 ottobre 2016

APERTURA AL PUBBLICO DELLA TENUTA DI CASTEL PORZIANO, I VOLONTARI DI ITALIA NOSTRA ROMA REALIZZANO, A VENTI ANNI DALLA MORTE, IL SOGNO DI ANTONIO CEDERNA: RICONCILIARE GLI ITALIANI CON LA NATURA.



L'apertura al pubblico, da circa un mese, della Tenuta di Castel Porziano è per Italia Nostra, ed in particolare per la Sezione di Roma, il modo più significativo per ricordare Antonio Cederna nel ventennale della scomparsa.
Questa iniziativa è di fondamentale importanza perchè ha consentito di aprire al pubblico un’ area di grandissima dimensione, circa 6 mila ettari, un polmone verde fondamentale per il territorio in perfette condizioni di cui già dal 1970 Antonio Cederna


sul
Corriere della Sera ne invocava l’apertura al pubblico:

  “…. L’apertura al pubblico di Castelporziano assumerà un grande significato urbanistico, culturale, sociale. La tenuta, infatti, assieme a Castel Fusano e Capocotta, costituisce praticamente l’ultima grandiosa testimonianza di quelle che furono le selve impenetrabili che una volta ricoprivano quasi tutto il litorale tirrenico. Alla meravigliosa consistenza naturalistica si aggiunge il valore storico archeologico. Si presenta, oggi, un’occasione che possiamo definire storica: se si agirà con la dovuta competenza e maturità culturale, può cominciare da qui la riconciliazione degli italiani con la natura, con conseguenze sulla situazione generale”.

Italia Nostra ha aderito con entusiasmo al progetto di riapertura della Tenuta di Castelporziano da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Numerosi sono, infatti, i volontari dell’Associazione e, in particolare, della sezione di Roma, che sono diventati  Ciceroni per il percorso storico artistico.
In particolare curano le visite guidate al Castello (piazzale, orologio, cortile), al Museo Archeologico, il Palazzo Presidenziale, al Museo Storico delle Carrozze e la chiesa di San Filippo Neri, la Coffee House e l’annessa limonaia, il giardino storico della Regina, il lavatoio, l’antico fontanile, la visita del roseto. 

Qualche informazione in più sul percorso storico- artistico della Tenuta di Castel Porziano:

dal 20 settembre all’11 dicembre 
e dal 17 gennaio all’11 giugno, 

 martedì, sabato e domenica 
  orari: 10:15 e 10:30

Per maggiori informazioni su prenotazioni e percorsi http://palazzo.quirinale.it/residenze/visitacastelporziano/prenotaCP.html

giovedì 22 settembre 2016

NO ALLO STADIO DEL CEMENTO, SI AD UNO STADIO SOSTENIBILE

Italia Nostra Roma prende atto del "No" del Sindaco Virginia Raggi alle Olimpiadi 2024.
Italia Nostra Roma aveva rilevato e trasmesso al Presidente del Coni Giovanni Malagò due importanti criticità: il bacino remiero  all'interno della Riserva Statale del Litorale, e il Centro Media nell'ansa del Tevere a Grottarossa, senza nessun riscontro.
Ora "i giochi" stanno a 0 ma la coerenza con quanto dichiarato dal Sindaco Raggi "no alle olimpiadi del mattone" deve essere estesa alla cementificazione dell'ansa del Tevere a Tor di Valle.

Nella preziosissima e delicatissima area sarebbero previsti oltre all'impianto sportivo in se, più annessi e connessi non ancora identificati, tre grattacieli, il tutto per una cubatura complessiva di circa 900.000 metri cubi. L'enorme  cubatura  è tenta di essere giustificata come  una compensazione economica per le opere infrastrutturali previste (base indispensabile per la dichiarazione di pubblica utilità) dalla società mista Pallotta -  Parnasi.
No alle Olimpiadi del mattone ma  attendiamo un no, per coerenza, allo "Stadio della Roma del mattone" nell'ansa di Tor di Valle.
Italia Nostra Roma per prima ha affermato che le partite di calcio dovevano essere allontanate dal Foro Italico per questo pretende che Roma Capitale deve individuare, subito, aree pubbliche idonee senza criticità idrogeologiche e senza toccare le anse del Tevere che non devono essere cementificate.


mercoledì 31 agosto 2016

INACCETTABILE CHE L'ASSEMBLEA CAPITOLINA NON ABBIA VOTATO CONFERMA DEL PUBBLICO INTERESSE DEL PROGETTO DEFINITIVO DELLO STADIO DELLA ROMA A TOR DI VALLE

COMUNICATO STAMPA
31.08.2016
STADIO DELLA ROMA

ITALIA NOSTRA ROMA:
INACCETTABILE CHE L’ASSEMBLEA CAPITOLINA NON ABBIA VOTATO LA CONFERMA  DEL PUBBLICO INTERESSE DEL PROGETTO DEFINITIVO




Italia Nostra Roma, che fin dall’inizio si è dichiarata favorevole ad un nuovo stadio, poiché intende eliminare il calcio dal Foro Italico,  è stata la prima associazione a criticare duramente la scelta dell’area di Tor di Valle. Ha, inoltre, protestato per la mancanza di trasparenza su tutte le documentazioni non rese pubbliche alla città e che ancora sono ignote.
 L’Associazione ribadisce, ancora una volta a distanza di due mesi, che è dovuto il parere dell’Assemblea Capitolina di conformità all’interesse pubblico. Per esprimere tale parere secondo Italia Nostra Roma, non solo il Sindaco e la sua Giunta ma tutti i nuovi componenti della stessa Assemblea dovranno conoscere, in modo approfondito, il progetto definitivo ed, in particolare, verificare tutte le nuove criticità segnalate dagli uffici e mai esposte nelle commissioni consiliari congiunte. Bisognerà capire come siano stati risolti i problemi relativi alla messa in sicurezza del rischio idrogeologico del Fosso di Vallerano,  il superamento della bocciatura dell’Atac sul prolungamento della Metro B a Tor di Valle e la soluzione della presenza del depuratore che risulterebbe non a norma.
Italia Nostra Roma ha chiesto, da più di un mese, l’accesso agli atti di tutte le nuove documentazioni relative alle criticità, del progetto definitivo e le eventuali soluzioni proposte in quanto modificano di fatto quello preliminare.
L’Associazione ritiene inaccettabile che l’Assemblea capitolina, prima di inviare tutta la documentazione alla Regione non si sia espressa sulla pubblica utilità di un progetto di fatto ben diverso dal primo, lasciando la decisione ad una Conferenza dei Servizi regionale che non ne ha i poteri.



  

lunedì 29 agosto 2016

L'ATTUALITA' DEL PENSIERO DI ANTONIO CEDERNA A 20 ANNI DALLA SUA SCOMPARSA




Vent'anni fa ci lasciava Antonio Cederna, i suoi articoli, i suoi libril e,le sue interviste che denunciavano i disastri del nostro paese sono sempre più attuali.
                                             Sondrio 27.08.1996 - Roma, 27.08.2016  

Vent’anni fa  ci ha lasciato Antonio Cederna, da sempre Presidente della Sezione di Roma di Italia Nostra. Lasciava un vuoto incolmabile non solo nella nostra associazione, ma  in tutto il nostro paese. I suoi libri, i suoi articoli e le continue denunce sui tanti rischi idrogeologici e sulle mancanze di valide leggi e finanziamenti per mettere in sicurezza il territorio prevedevano già da allora che sarebbero diventati sempre più numerosi i disastri ambientali che stanno distruggendo da anni il nostro paese. Ha sempre chiesto di non cancellare il Servizio Geologico Nazionale e di mantenerlo nella sua sede storica di Largo Santa Susanna a Roma col suo unico e straordinario patrimonio di documentazioni oggi invece smembrato.
In questi giorni di lutto, leggendo una parte di un articolo del Corriere della Sera del 25 novembre 1980, appare evidente che  quanto scrisse allora dovrebbe essere pubblicato oggi perché come in tutti i suoi scritti denuncia l’assoluta mancanza di prevenzione per impedire tanti morti e tante distruzioni dei nostri beni culturali e ambientali.
.”Succede coi terremoti quello che succede con le alluvioni, grazie al cronico rifiuto di ogni programmazione e interventi preventivi. Morte e distruzione, nella loro tremenda entità, si devono alle case costruite sui pendii friabili, alle industrie costruite nelle golene dei fiumi, agli alberghi costruiti sul tracciato di antiche valanghe, a strade costruite sopra terreni di riporto, alle bonifiche insensate di zone umide, che sono lo sfogo naturale dei corsi d'acqua, al prelievo rapinoso di materiali dai fiumi, con sconvolgimento del loro alveo, della loro portata e conseguente erosione delle coste.

“Il terremoto è dunque un aspetto di quell’autentico sisma permanente che è il saccheggio generalizzato del territorio e delle sue risorse; e l’espressione di circostanza sulla faccia dei ministri e sottosegretari che visitano le zone disastrate nasconde un’antica colpa: quella di non aver mai portato in porto i provvedimenti indispensabili a ridare un minimo di sicurezza fisica al Paese.”

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